Cessione del credito a Banca IFIS - Devo considerarla una buona o una cattiva notizia?

Ho ricevuto una raccomandata A/R nella quale una banca (IFIS) mi comunica di avere acquistato il debito che avevo nei confronti di una finanziaria: il debito ammonta ora, con interessi e spese varie a circa 70 mila euro (in origine il debito era di 40 mila euro). La stessa banca mi contattò tempo fa e mi comunicò di avere acquistato altri debiti che avevo (carte revolving per circa 8 mila euro). Non so se il fatto che il credito sia stato ceduto sia positivo o negativo per me, perchè avevo paura che la banca originaria potesse decidere di pignorare una quota dello stipendio, che già è decurtato da cessione del quinto, e dopo aver pagato il mutuo mi resta davvero una somma esigua con la quale non riesco ad arrivare a fine mese.

Il fatto è che mi sembra strano che la banca originaria abbia ceduto un credito così alto, senza neppure provare a recuperarlo: ho letto che spesso lo cedono ad un costo di molto inferiore al debito, e, un domani, non si sa mai vorrei riuscire a saldarlo, così magari riuscirò a dormire di nuovo.

Magari con il TFR, però ci vorranno almeno 6 o 7 anni prima che ne possa disporre, secondo Voi è possibile che parlando con la banca questi aspettino 6 anni minimo per recuperare una somma che potrebbe arrivare a 20 mila euro a fronte di un debito di 70 mila?

Inoltre vorrei chiederVi, ho ereditato una piccola quota di una casa (1/6) della quale non posso disporre in quanto ha diritto di abitazione il coniuge della persona defunta. Nel caso la banca creditrice ne venisse a conoscenza, potrebbe bloccare la mia parte di eredità o, potrei io stesso proporla per estinguere il debito in un futuro, cioè quando effettivamente ne entrerei in possesso insieme agli altri eredi?

Talvolta, pur essendo il debitore escutibile (ad esempio tramite pignoramento immobiliare o dello stipendio), il creditore originario (cedente) non è attrezzato per avviare azioni giudiziali efficaci e/o non è interessato ad ottenere il rimborso del prestito nel lungo periodo (come avviene, ad esempio, attraverso il pignoramento dello stipendio) e preferisce cedere il proprio credito ad una società (cessionaria) come Banca IFIS.

Naturalmente, il costo di acquisto del pacchetto non è lo stesso che il cessionario otterrebbe qualora il debitore fosse non aggredibile patrimonialmente e/o redditualmente.

Insomma, temo che, in mancanza di adempimento, Banca IFIS procederà al pignoramento del suo stipendio.

Per quanto attiene il pignoramento immobiliare invece, giusto per precisarle lo scenario, anche se non è questo il caso dal momento che il creditore può, molto più semplicemente, ottenere il prelievo mensile da datore di lavoro del debitore, va detto che il diritto di abitazione, così come il possesso di una sola quota da parte del debitore, non sono ostativi ad una ipotetica espropriazione.

La vendita potrebbe essere effettuata per l'intero, ad un prezzo inferiore a quello commerciale considerando che il diritto di abitazione al coniuge superstite deve essere mantenuto: nelo scenario da lei descritto, 1/6 del ricavato andrebbe al creditore procedente ed il residuo verrebbe ripartito fra gli altri comproprietari dell'immobile.

16 febbraio 2018 · Loredana Pavolini

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