Casa familiare in comproprietà con ex coniuge – Il figlio non convive più con ex coniuge affidatario

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Mi sono separato nel 2006, e la casa coniugale (in comproprietà) – per la presenza di nostro figlio minore – è stata assegnata alla mamma.

Nel 2017 è stato sciolto definitivamente il matrimonio e nella sentenza di divorzio non è stata disposta l’assegnazione della casa coniugale alla mia ex moglie.

Lei però non lascia l’alloggio e non vuole nemmeno procedere bonariamente ad una divisione dello stesso; gli ho proposto di ricomprare la mia quota oppure di vendere e dividere il ricavato, ma senza ottenere per ora alcun riscontro.

Aggiungo che nostro figlio, adesso 24enne, pur non essendo autonomo economicamente, non vive più stabilmente in quella casa essendosi trasferito da 3 anni, per motivi di studio, in altra città. Torna solo saltuariamente e trascorre solo pochi giorni all’anno con la mamma e con me (in altra casa) in coincidenza con i periodi festivi o l’estate.

Citandola in giudizio ho concrete possibilità per ottenere almeno la corresponsione di un canone/indennità di affitto (per la mia quota pari al 50%) oppure la divisione definitiva?

Può senz’altro ottenere la revoca del diritto di abitazione nella casa coniugale dell’ex coniuge, perchè il provvedimento di assegnazione della casa coniugale è subordinato alla presenza di figli, minori o maggiorenni non economicamente autosufficienti, conviventi con i genitori. (Cassazione 3015/2018).

Tuttavia, deve poi tener presente che in tema di separazione personale, allorché il giudice del merito abbia revocato il diritto di abitazione nella casa coniugale, la modifica dell’ammontare dell’assegno di mantenimento originariamente disposto a favore del coniuge economicamente più debole, rimasto privo di casa, deve considerare lo svantaggio economico conseguente ad una diversa sistemazione, in abitazione eventualmente anche più modesta, ancorché decorosa (Cassazione 15272/2015).

19 Febbraio 2019 · Marzia Ciunfrini

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