Cartella esattoriale equitalia mio marito

debito equitalia mio marito 450000euro inviato a lui ed altri 10 destinatari. nel caso in cui l’abitazione con mutuo, entrambi a nome di mio marito, venisse ipotecata anche da equitalia, terrebbero conto che ci vive anche mia suocera con il secondo marito e che lei ha un attestato ufficiale fatto da mio marito c/o notaio di usufrutto a vita con documentazione? che ci vive anche mio cognato invalido? che ci vive anche mia mamma invalida al 100% (cieca, demenza senile e altre invalidità come terapia ospedaliera anticoagulante) con accompagamento e con badante? come si può dimostrare che ci sono delle parti separate dove vivono le suddette persone? mia madre è caricata sul nostro nucleo familiare mio e di mio marito. preciso che è una villetta in campagna unifamiliare divisa in 3 appartamenti, ma la proprietà è interamente di mio marito. un eventuale atto di vendita potrebbe essere intestato a mio suocero che non ha il cognome di mio marito che è figlio del primo matrimonio? per quanto rigurarda tutti i mobili che ho comperato prima del matrimonio corro qualche rischio? in caso la casa alla fine venisse venduta io potrei partecipare all’asta per tentare di comperarla a mio nome ovviamente facendo una offerta che superi le eventuali altre?

Desidero anche sapere se mio marito può andare domani in banca e chiedere di rinegoziare il mutuo portandolo da 20 a 40 anni? poichè negli anni dal 2003 in poi mio marito non ha ricevuto alcuna notifica del debito ma ha solo ricevuto la cartella equitalia nei giorni scorsi di equitalia che intimava il pagamento entro 60 giorni dei famosi 450000 euro a lui più altri 10 destinatari, chiedo è legale? possiamo appellarci in qualche modo assistiti da un bravo legale? se si quali passi ci consigliate di fare? siamo disperati.

In caso mio marito volesse tentare di bloccare il potenziale pignoramento della casa potrebbe, assistito da un avvocato, chiedere ad equitalia la rateizzazione di 1/11 della cifra totale che è la somma degli 11 destinatari lui incluso? oppore dovrebbe chiedere la rateizzazione di almeno 1/3 dell’importo totale? in un caso o nell’altro potrebbe poi fare opposizione legale per la cifra rimanente?

Se l’usufrutto dell’abitazione è un diritto reale in capo a terzi, Equitalia pignorerà e metterà all’asta la nuda proprietà.

L’atto di vendita di un bene immobile appartenente al debitore, per non essere passibile di revocazione, deve essere alienato a valore di mercato tramite cessione a terzi (non a parenti od affini – suo suocero è un affine, anche se ha diverso cognome) e deve essere destinato a prima abitazione dell’acquirente.

Per il mobilio vale il principio legale della presunzione di proprietà. Tutti i beni presenti in casa del debitore vengono considerati di proprietà del debitore, in caso di pignoramento presso la residenza. Il terzo (anche il coniuge in regime di separazione) deve dimostrare l’effettiva proprietà dei beni pignrati attraverso l’esibizione di fatture dettagliate. Sotto questo aspetto, io penso che lei possa stare tranquilla. Per la cifra in gioco e stante l’esistenza di beni immobili di proprietà del debitore, dubito che Equitalia avvii escussione coattiva con pignoramento presso la residenza del debitore.

La rinegoziazione delle condizioni di un contratto di mutuo, così come in un qualsiasi altro contratto, è una libera scelta di entrambi i contraenti. Non può essere pertanto precluso un qualsiasi tentativo esperito da suo marito. La banca, da parte sua, deciderà autonomamente se accettare o meno la richiesta di rinegoziazione.

Credo che l’obbligazione da cui nasce la pretesa di Equitalia sia solidale, e quindi la rateizzazione possa essere chiesta solo per l’intero importo. Tuttavia, vale la pena di sondare la disponibilità del creditore (più che di Equitalia) ad accettare una transazione su un undicesimo dell’mporto totale. La questione può, e deve, essere approfondita chiedendo un incontro al funzionario responsabile del procedimento presso il creditore.

Una problematica così complessa ed articolata non può, naturalmente, esaurirsi in poche battute. Per poter valutare la fattibilità di un eventuale impugnazione della pretesa è necessario studiare a fondo la documentazione. Ma, si può subito dire che il ricorso andava tentato al momento della notifica dell’atto sottostante.

Ritengo sia utile, nonché necessario, contattare subito un professionista da cui farsi assistere adeguatamente.

15 Aprile 2012 · Ornella De Bellis

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