Fermo amministrativo che non viene cancellato nonostante il debitore abbia pagato il proprio debito esattoriale


Ho pagato la multa per un fermo amministrativo su un’auto di mia proprietà: adesso dopo che sono passati alcuni giorni ancora non mi e stato revocato il fermo e faccio presente che ho mandato subito tramite mail all ufficio riscossioni del comune la ricevuta del pagamento. C’è un limite di giorni in cui il fermo deve essere tolto? Posso denunciare il comune che pur avendo io saldato il debito continua a costringermi a non poter usare l’auto?

Conviene innanzitutto verificare, accedendo direttamente online all’area riservata, oppure recandosi di persona allo sportello territorialmente competente dell’Agenzia delle Entrate Riscossione (AdER), se ci siano altri carichi debitori, oltre alla cartella esattoriale per multa già pagata, che abbiano determinato l’iscrizione di fermo amministrativo al veicolo di sua proprietà.

E’ vero che il decreto legislativo 98/2017 all’articolo 2 comma 7, dispone che i provvedimenti di revoca del fermo amministrativo, emessi a partire dal 1° gennaio 2020, sono notificati in via telematica dal Concessionario della Riscossione al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, attraverso il collegamento telematico con il CED, che telematicamente li comunica al sistema informativo del PRA., per cui sembrerebbe più necessario che il contribuente, dopo aver pagato quanto dovuto, si rechi presso lo sportello del PRA per cancellare il fermo amministrativo.

Tuttavia nella procedura prevista nella normativa c’è un doppio passaggio, ma ciò che è più importante, non ci sono termini temporali che i tre soggetti coinvolti (Agenzia delle Entrate Riscossione, Ministero Infrastrutture e Trasporti, Pubblico Registro Automobilistico) devono rispettare, nè, naturalmente, per conseguenza, la norma contempla sanzioni in caso di ritardato adempimento. Morale della favola: se al cittadino interessa la revoca del fermo amministrativo in tempi non biblici, è necessario che cominci subito a darsi da fare.

Quindi, conviene richiedere la liberatoria all’Agenzia delle Entrate Riscossione con la quale recarsi presso il Pubblico Registro Automobilistico (PRA), esibire la prova dell’avvenuto pagamento della cartella esattoriale che ha generato il provvredimento di fermo amministrativo e pagare i diritti di procedura, per poter sgravare il veicolo di proprietà dal vincolo imposto in tempi brevi.

Analogamente, quando il debito venisse regolato con la rateizzazione, in occasione del pagamento della prima rata sarà possibile ottenere il nulla osta alla sospensione del provvedimento di fermo amministrativo; per tagliare i tempi di liberazione del veicolo dalle cosiddette ganasce fiscali ed evitare problemi in occasione di eventuali controlli sul territorio da parte delle forze dell’ordine, converrà recarsi personalmente presso gli uffici del Pubblico Registro Automobilistico (PRA) e chiedere l’annotazione dell’intervenuta sospensione a margine della registrazione inerente il veicolo interessato.

24 Luglio 2021 · Paolo Rastelli



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