Bonus rubinetti: ci siamo – Ecco come agire nel dettaglio


Dovrei cambiare i sanitari e i rubinetti del bagno dell’appartamento in cui vivo: ho sentito parlare di un bonus emanato dal governo e vorrei sapere di cosa si tratta e come funziona.

E’ possibile?

Via libera al bonus rubinetti con la firma del ministro alla Transizione ecologica sul decreto attuativo: verrà allestita una piattaforma in rete, pronta a gennaio 2022, per ottenere fino a 1.000 euro per cambiare i vasi sanitari o i rubinetti di bagno e cucina con strumenti che garantiscano risparmio idrico.

I contributi saranno assegnati in base all’ordine di arrivo delle domande, fino all’esaurimento dei fondi a disposizione (sono stanziati 20 milioni di euro in tutto).

La speranza, come è successo in altre occasioni, è di non assistere a code e disagi da “click-day”.

Nell’attesa, comunque, vediamo come si può ottenere il bonus.

Il bonus rubinetti (ribattezzato anche “bonus bagno” o “bonus sanitari”, oppure più propriamente “bonus idrico”) è stato ideato per incentivare il risparmio di acqua, fra i temi al centro della piattaforma della transizione ecologica.

Il rimborso sulla spesa effettuata può arrivare a 1.000 euro, Iva compresa. Il contributo deve essere utilizzato per lavori di sostituzione dei vasi sanitari in ceramica con nuovi dispositivi a scarico ridotto e rubinettieria sanitaria con nuovi apparecchi a limitazione di flusso d’acqua.

Hanno diritto al contributo le persone maggiorenni residenti in Italia, proprietari di casa (o titolari di altro diritto reale), gli affittuari o i comodatari di immobili già esistenti. Il bonus, quindi, non può essere utilizzato per edifici in costruzione.

I fondi possono essere richiesti una volta sola, per un solo immobile e sarà assegnato secondo l’ordine di arrivo delle domande.

Il governo ha messo a disposizione 20 milioni di euro.

Verrà riconosciuta una cifra para all’ammontare della spesa indicata in fattura, con soglia a 1.000 euro. Come altri bonus, non costituisce reddito per chi lo ottiene e non viene considerato ai fini dell’Isee.

Rientrano nel pacchetto di migliorie per cui si possono ottenere i finanziamenti:

  • La fornitura e la posa in opera di vasi sanitari in ceramica con volume massimo di scarico uguale o inferiore a 6 litri e relativi sistemi di scarico.
  • La fornitura e l’installazione di rubinetti e miscelatori per bagno e cucina, compresi i dispositivi per il controllo di flusso di acqua con portata uguale o inferiore a 6 litri al minuto, e di soffioni doccia e colonne doccia con valori di portata di acqua uguale o inferiore a 9 litri al minuto
  • Le eventuali opere idrauliche e murarie collegate e lo smontaggio e la dismissione dei sistemi preesistenti realizzati per l’allestimento dei due apparecchi di cui sopra.

Ci sono apparecchi che, evidentemente, non garantiscono risparmi sul fronte dei consumi idrici.

Per questo sono stati esclusi dal bonus rubinetti. Ecco l’elenco dei prodotti per cui non si possono ottenere contributi:

  • Piatti doccia
  • Sedili WC o coprivasi
  • Bidet
  • Box doccia con colonna integrata (in questo caso sono ammesse solo le spese relative alla colonna doccia integrata che devono però essere specificate in fattura).
  • Vasi in ceramica senza sostituzione della cassetta di scarico.
  • Lavandini.
  • Autoclave e serbatoio di accumulo.
  • Piatti doccia per i lavori di sostituzione della vasca da bagno
  • Sanitari in resina.

Chi vuole richiedere il contributo deve essere in possesso dell’identità digitale Spid o della Carta d’identità elettronica (CIE).

Questi strumenti veranno utilizzati al momento della compilazione della domanda sulla piattaforma dedicata in rete, che sarà attiva a gennaio 2022 sul sito del ministero della Transizione ecologica.

Al momento di registrarsi, il richiedente dovrà fornire dati anagrafici e Iban del conto corrente su cui verrà accreditato il bonus (qualora la domanda sia fra quelle accolte).

Questi gli altri dati che dovranno essere inseriti al momento della compilazione dell’istanza:

  • I dati catastali dell’immobile in cui sono stati installati i prodotti.
  • Il titolo giuridico per il quale si possiede l’immobile (proprietà, cointestatario, locatario, usufruttuario…), indicando eventualmente gli estremi del contratto da cui deriva il titolo.
  • In caso di cointestazione dell’immobile la dichiarazione di avvenuta comunicazione al proprietario o al comproprietario della volontà di usufruirne.
  • L’ammontare della spesa sostenuta per cui si chiede il rimborso. Sarà necessario, molto probabilmente, allegare copia della fattura d’acquisto, anche se fatto su un sito internet, in cui deve essere indicato il codice fiscale del richiedente del bonus.
  • Copia del pagamento eseguito con mezzi di pagamento tracciabile.
  • Copia del documento rilasciato dal venditore, in formato pdf, in cui si attesta che l’acquisto è relativo a beni che rientrano nel bonus e che sono stati utilizzati mezzi di pagamento tracciabile.
  • Quantità dei beni e specifiche della posa in opera o dell’installazione.
  • Specifiche tecniche per ogni bene sostituito da apparecchi a limitazione di flusso d’acqua.
  • Specifiche della portata massima d’acqua espressa in litri al minuto del prodotto acquistato.
  • Il contributo verrà erogato dopo la verifica della correttezza della documentazione fornita. Errori o lacune porteranno a scartare in automatico la domanda.

Altra regola importante: quando si fa richiesta del bonus rubinetti bisogna dichiarare di non aver goduto di agevolazioni fiscali per spese dello stesso tipo.

Un esempio? Chi abbia ristrutturato tutto il bagno in occasione della sostituzione dell’impianto idraulico e abbia ottenuto lo sconto in fattura (o inserisca la spesa in detrazione nella dichiarazione dei redditi), non potrà fare richiesta del bonus idrico.

18 Novembre 2021 · Gennaro Andele



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