Accettazione dell'eredità con beneficio di inventario - Cosa fare a fronte di una richiesta di pagamento della tassa automobilistica per una moto intestata al defunto?

Ho ricevuto una richiesta di pagamento per il bollo su una moto con fermo amministrativo. Il bollo in se è dovuto in quanto dal 2017 si paga il bollo anche su veicoli con fermo.

La mia domanda è: la richiesta è arrivata a nome di mio padre, intestatario della moto, deceduto a gennaio del 2015. il bollo è richiesto per il periodo da febbraio 2015 a gennaio 2016.

Avendo io fatto l'accettazione con beneficio di inventario come mi devo regolare di fronte a un debito successivo alla morte?

Lei può sciogliere la riserva, accettando l'eredità con beneficio di inventario o rinunciandovi (se non è in possesso della moto): in alternativa, qualora intenda attendere ancora il decorso dei dieci anni dalla morte del de cuius che le sono concessi per poter decidere se accettare o meno, deve invitare il creditore (Regione o Agenzia delle Entrate, dipende da dove risiede) a consultare il Registro delle successioni presso il tribunale civile del luogo ove la persona deceduta aveva l'ultimo domicilio.

Il Registro delle successioni è pubblico, quindi può essere consultato da chiunque ne faccia domanda. Si divide in tre parti: nella prima si trovano le dichiarazioni di accettazione con beneficio d'inventario, nella seconda le rinunce all'eredità, nella terza i provvedimenti di nomina dei curatori. In assenza di riscontro, vuol dire che i chiamati non hanno ancora effettuato una scelta in tal senso.

Una volta espletata questa incombenza è bene sapere che il creditore potrà agire ex articolo 481 del codice civile secondo il quale chiunque vi abbia interesse può chiedere che l'autorità giudiziaria fissi un termine entro il quale il chiamato dichiari se accetta, con o senza beneficio di inventario, o rinunzia all'eredità. Trascorso questo termine, senza che il chiamato abbia fatto la dichiarazione, si perde il diritto di accettare.

3 luglio 2018 · Ludmilla Karadzic

L'accettazione con beneficio di inventario (BDI) prevede sia la possibilità di rinunciare o accettare all'eredita: prima viene redatto l'inventario poi si accetta o rinuncia. Nel primo caso si chiama appunto accettazione con beneficio di inventario, l'eredita è accettata ma viene distinto il patrimonio del de cuius da quello dell'erede: quest'ultimo non può essere attaccato nei sui beni personali dai creditori ma amministra il patrimonio del de cuius.

E' davvero fuorviante e si fa molta confusione attorno all'idea dell'accettazione con BDI sia qualcosa per cui si accetta o si rifiuta a oltranza. L'accettazione con BDI è un accettazione a tutti gli effetti.

Il chiamato all'eredità deve dichiarare al cancelliere del Tribunale competente per il luogo dove si è aperta la successione, di voler accettare l'eredità con beneficio di inventario.

Prima o dopo aver reso la dichiarazione, l'interessato dovrà presentare anche istanza per la redazione dell'inventario. L'inventario è necessario per accertare la consistenza dell'eredità.

Se l'erede è in possesso dei beni ereditati (tutti o alcuni) e intende accettare l'eredità con beneficio d'inventario, deve redigere l'inventario entro tre mesi dalla data della morte. Se l'inventario non è compiuto nei tre mesi, l'erede decade dal beneficio e viene considerato erede puro e semplice con la conseguenza che dovrà farsi carico di tutti gli eventuali debiti del defunto.

Se l'erede non è in possesso di beni appartenenti al defunto, può chiedere l'accettazione con beneficio di inventario entro dieci anni dalla morte. L'inventario deve essere compiuto entro tre mesi dalla data della dichiarazione di accettazione con beneficio d'inventario.

In effetti, e per questo spero lei, Andrea, voglia accettare le mie scuse, nella formulazione della precedente risposta, è sfuggita la parte del quesito in cui lei riferisce di avere già accettato con beneficio di inventario.

Avendo già accettato con beneficio di inventario, lei risponde dei debiti ereditari non oltre quanto ricevuto. E quindi il problema del pagamento della tassa automobilistica non si pone proprio se la moto è l'unico bene lasciato in eredità: il creditore può solo espropriare la moto e soddisfare così il proprio credito (per questo vale sempre l'invito al creditore di effettuare una visura presso il Registro delle successioni).

Altrimenti il chiamato ha dieci anni di tempo per sciogliere la riserva (accettare l'eredità, rinunciarvi oppure accettarla con beneficio di inventario, fermo restando che chi ne ha interesse (un creditore, ad esempio) può chiedere al giudice di fissare un termine più breve per indurre il chiamato ad effettuare la propria scelta.

3 luglio 2018 · Ludmilla Karadzic

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