Batteria dello smartphone dura troppo poco? - Prima di pensare al cambio ecco qualche trucco per consumare meno energia

Il mio smartphone, ad un anno dall'acquisto, si scarica sempre più velocemente: prima di passare, a malincuore, all'acquisto di una nuova batteria, vorrei sapere se ci sono espedienti per consumare meno energia.

Potete aiutarmi?

Di norma, ci possono essere vari motivi per cui la batteria del nostro smartphone non ci consente di portare a termine la giornata: sono molti, comunque, gli espedienti e i trucchi per riuscire a consumare meno energia e volti a preservare la batteria nel tempo.

In prima battuta si può controllare se ci siano delle applicazioni particolarmente dispendiose: sia iOS sia Android, permettono all'utente di accertarsene, accedendo al menù «Batteria» dalle impostazioni.

Oltre a verificare le ore di utilizzo con schermo spento o attivo, si potrà individuare quali app richiedono un maggior sforzo alla batteria.

Tra ricezione di notifiche, localizzazione, attività in background, non bisognerà stupirsi se in cima a questa classifica ci saranno, ad esempio, i social network e le app di messaggistica.

Su Android, in particolare, si potrà disattivare quelle il cui utilizzo in background sia eccessivo.

Non solo, già a partire da versione Android 9 Pie, c'è una funzione che permette alla batteria di regolarsi automaticamente in base all'utilizzo delle varie app.

A proposito di notifiche e localizzazione, in entrambi i casi l'utente può scegliere di limitare la loro azione per salvaguardare la durata della batteria.

Partendo dalle prime: gli smartphone sono continuamente in funzione per verificare ogni minima novità in entrata.

Che sia un like alla foto Instagram o un'email di lavoro, il dispositivo ci avviserà.

Se quando abbiamo aperto l'app per la prima volta, abbiamo consentito alla ricezione di notifiche allora lo smartphone, durante l'arco della giornata, starà sull'attenti per avvisarci in qualsiasi momento.

Questo comporta un dispendio di energia, così come dare l'opportunità alle app di tracciarci, grazie alla localizzazione.

Potrebbe essere quindi un'ottima idea, selezionare quelle realmente indispensabili: su iOS, passando da Impostazioni, si possono raggiungere tutte le applicazioni e decidere in quali casi consentire la localizzazione e l'invio di notifiche.

Su Android, invece, basterà recarsi sul menù Applicazioni per accedere alle proprie app: anche in questo caso sarà possibile personalizzare la scelta in base alle proprie esigenze.

Restando in tema di attivazioni e disattivazioni, se il vostro smartphone è così energivoro potrebbe valere la pena gestire manualmente Wi-Fi, rete dati e Bluetooth. Chiaramente lasciarli sempre accesi ha i suoi vantaggi: ad esempio, usciamo di casa e lo smartphone, non appena perde la connessione al modem, si aggancia alla rete dati; oppure siamo in macchina e il Bluetooth ci permette di ricevere o effettuare chiamate dal sistema di bordo. In termini di tempo, questa capacità del dispositivo di switchare da un sistema all'altro o di riconoscere un dispositivo abbinato, facilita le nostre operazioni quotidiane, ma dimezzano la durata della batteria.

Per questo, manualmente, si potrebbe attivare di volta in volta ciò che ci serve e disattivarlo quando sarebbe superfluo.

Dei punti centrali per migliorare l'autonomia della batteria, però, è rappresentato dallo schermo e dalla sua luminosità.

Sia iOS sia Android hanno menù dedicati all'impostazione dei settaggi corretti: ad esempio, la funzione True Tone, nel primo caso, e Luminosità automatica, nel secondo, permetteranno ai dispositivi di adattare la luminosità in base alle condizione esterne.

Negli stessi menù, infine, è possibile impostare il tempo di spegnimento dello schermo: un buon valore è da 15 a 30 secondi.

Un altro aspetto su cui si potrebbe intervenire è la ricarica.

Trattandosi di batterie agli ioni di litio, Cadex, azienda che produce dispositivi per testare le batterie, ha fatto sapere che mettere in ricarica gli smartphone, anche solo parzialmente, non li rovina. Anzi è consigliato, rispetto alle nostre abitudini che prevedono la ricarica notturna, senza possibilità di scollegare i dispositivi fino al mattino.

Cadex, inoltre, consiglia di mantenere la percentuale tra il 45 e il 75 % durante la giornata e suggerisce di non portare il proprio dispositivo a una soglia al di sotto del 25 %. A quel punto, infatti, l'utente sarà invogliato a una ricarica piena, fino al 100 %, ma sarà proprio questo meccanismo a ridurre la vita della batteria, che si basa su cicli.

Quindi, ricapitolando: meglio ricariche parziali, anche più volte durante il giorno, ed evitare quelle notturne, così da mantenere costantemente la percentuale di autonomia tra il 45 e il 75 %.

Per avere una percentuale di autonomia stabile, che non oscilli troppo, quindi è necessario mettere in ricarica gli smartphone.

Cosa fare quando si è in giro, senza la possibilità di attaccare il caricatore alla corrente elettrica?

In questo caso entrano in gioco i powerbank, cioè delle batterie portatili in grado di ridar vita ai propri dispositivi.

Chi fosse proprio sbadato, sempre incline a dimenticarsi di caricatori o eventuali powerbank, allora può optare per le cover con batterie incorporata.

Queste ultime costringeranno a sacrificare qualcosa in termini di estetica, ma permetteranno allo smartphone di allungare la propria autonomia.

23 settembre 2019 · Andrea Ricciardi

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