Azienda prossima fallimento - Eredità - Pignoramento casa

Nel 2009 ho rilevato una attività commerciale di tipo srl: in questi anni siamo andati avanti, pur tra mille difficoltà e finanziamenti da banca per coprire le spese, ma ora siamo prossimi alla chiusura per fallimento.

Le Banche mi hanno sempre chiesto la garanzia personale sui prestiti concessomi, pur facendo loro presente che attualmente non sono intestatario di nessun bene sia esso mobile o immobile. L'appartamento dove vivo con mia moglie (disoccupata) e mio figlio (2 anni) è in affitto.

Io sono figlio unico e l'unico bene che possiedono i miei genitori è la casa di proprietà (2/3 loro, 1/3 di una mia zia) dove vivono.

Questo sarebbe l'unico bene che le Banche e i creditori potrebbero rivendicare una volta che entrasse in mio possesso (in futuro) con l'eredità.

Come posso fare per evitare tutto questo? Rinunciare alla legittima in favore di mio figlio non credo sia possibile, in quanto so che i creditori possono sempre chiedere la revocatoria. Esiste qualche altra strada?

Inoltre, come farebbe una Banca a pignorarti un immobile di cui sarò proprietario solo di 2/3, in quanto il 1/3 rimanente di mia zia lo potrebbe assegnare a persona diversa?

Alla luce della recente sentenza di Cassazione 4005/13, la invito a leggere con attenzione questo articolo.

Ciascun disponente (madre, padre o zia) dovrebbe redigere testamento lasciando a lei il diritto di abitazione e al nipote le quote di proprietà dell'immobile.

Messe così le cose, il creditore non può surrogarsi al debitore per esperire azione di riduzione per lesione della quota di legittima, che al debitore spetterebbe. Infatti, l'azione di riduzione per lesione della quota di legittima potrebbe essere avviata solo dopo la rinuncia del debitore al diritto di abitazione. Rinuncia che è prodromica e non conseguente ad una eventuale azione revocatoria e che non può essere imposta ex lege.

20 settembre 2014 · Tullio Solinas

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