Automobile portata via per rimozione forzata - Pagare così tanto di deposito?

L'altro giorno, per un mio errore, ho parcheggiato la mia automobile in un punto dove era prevista la rimozione forzata del veicolo: sono stato avvertito da un esercente e ho chiamato i vigili che mi hanno comunicato che l'auto si trovava presso il deposito.

Tutto questo è durato circa un'ora.

Più un'altra ora per raggiungere il deposito e prelevare la mia auto.

Sapete quanto ho pagato tra deposito e multa? Ben 250 euro.

Vi sembra giusto? A me sembra un'estorsione bella e buona.

Quando si scopre che la propria automobile non è più nel posto dove era stata parcheggiata, è possibile che la stessa sia stata sottoposta a rimozione forzata e portata presso un deposito.

In questo caso, la prima cosa da fare è contattare la Polizia Municipale, indicando i dati del veicolo (tipo di vettura e targa) e il luogo dove era parcheggiata.

In caso di rimozione forzata la Polizia fornisce tutte le informazioni necessarie e i documenti da presentare per procedere al ritiro del veicolo.

Inoltre, prassi che avrà seguito anche lei, bisogna presentarsi nel luogo presso cui è depositata la vettura muniti di un documento di identità in corso di validità, libretto di circolazione, regolare documento di assicurazione del veicolo valido.

Naturalmente, però, la condizione per poter ritirare il veicolo è il pagamento integrale della somma richiesta che sarà il risultato della somma tra i costi di prelievo del veicolo (variabile a seconda della distanza tra il posto dove l'auto è prelevata e il deposito più vicino), la spesa relativa alla custodia del mezzo (calcolato sulla base del numero di giorni in cui la vettura resta in deposito) e il costo della sanzione (varia a seconda del tipo di infrazione).

Il primo costo da sostenere è quello relativo alla chiamata (circa 30 euro) e alle operazioni di carico e scarico della vettura (circa 60 euro).

A questo dobbiamo aggiungere il costo del trasporto del veicolo dal luogo di rimozione fino al deposito (da 4 euro/Km per i giorni lavorativi fino a 7 euro per notturno e festivi)

Da una stima effettuata, il costo di una rimozione si aggira, in media, dunque, su un costo di 150/200 euro a cui aggiungere l'IVA e il costo della sanzione (ad esempio in caso di divieto di sosta 39 euro) che può essere pagata entro un termine massimo di 15 giorni, se si tratta di un bollettino trovato sul parabrezza, mentre se la multa è stata notificata al proprio domicilio, il termine sarà di 60 giorni.

Ma il vero problema è il costo della rimozione: anche a noi non sembra coretto che siano addebitati ai cittadini oneri così elevati.

Senza dire che andrebbero risolti anche altri problemi per evitare gli inconvenienti dovuti alla cattiva amministrazione del servizio.

I depositi destinati al ricovero dei veicoli rimossi, infatti, sono molto distanti dal centro e raggiungibili solo con mezzi privati (auto o taxi, no Car sharing perché in area non gestita dal servizio) quindi con ulteriori costi a carico dei cittadini.

Il tema della distanza è importante anche per la sicurezza di chi deve recuperare il veicolo durante la notte.

Resta poi da chiarire il discorso del pagamento dell'intera somma della rimozione per procedere al ritiro del mezzo in quanto questo adempimento non considera le situazioni di eccezionalità, come ad esempio il fatto che un cittadino potrebbe non disporre del contante o di uno strumento di pagamento abilitato (carta o bancomat): il che potrebbe far lievitare i costi di custodia.

Riteniamo, invece, che si potrebbero adottare soluzioni alternative e già operative in altri settori come ad esempio il pagamento con bollettino per il pagamento del trasporto dei mezzi in avaria nei tratti autostradali.

12 aprile 2018 · Giovanni Napoletano

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