Atto di pignoramento equitalia - E' ammissibile la sanzione disciplinare per un carabiniere sottoposto ad azione esecutiva?

Premetto di appartenere all'arma dei Carabinieri, in seguito ad un pignoramento di Equitalia che rivendicava tributi, spese di interesse ed altri emolumenti non pagati, l'ufficio personale trasmetteva copia dell'atto di pignoramento al mio reparto che immediatamente avviava un procedimento disciplinare.

Faccio presente che precedentemente informavo i superiori gerarchici della mia situazione debitoria in quanto già gravato da precedente pignoramento inerente gli alimenti all'ex coniuge, per tali motivi chiedevo un trasferimento della sede di lavoro per limitare le spese, ma senza successo.

Adesso temo che tale procedimento mi possa nuocere ulteriormente e mi chiedo se tale prassi sia regolare.

Più volte il Consiglio di Stato ha avuto occasione di porre in rilievo come non esista, e non possa ovviamente esistere nei regolamenti di disciplina militare, una elencazione analitica completa delle mancanze punibili, costituendo infrazione disciplinare qualunque azione, manifestazione, atteggiamento che sia incompatibile con i principi ed i doveri che debbono informare la vita del militare; infatti, nel campo disciplinare, a differenza di quello penale, non è dettagliato un sistema prestabilito degli illeciti.

Il concetto di colpa disciplinare è quindi larghissimo; pertanto, un fatto (anche la mancanza di diligenza) può essere qualificato come mancanza disciplinare purché derivi da una espressa disposizione di legge e vìoli, sotto un qualunque aspetto, i doveri inerenti allo stato rivestito. Ogni violazione, ogni mancanza che offuschi la figura morale, il decoro, la rettitudine del militare può essere perseguita, per tutelare l'onore, il prestigio, l'interesse dell'amministrazione e degli ordinamenti militari.

Tutto ciò è coerente con l'articolo 1352 del codice dell'ordinamento militare il quale, dopo aver identificato l'illecito disciplinare come la violazione dei doveri di cui allo stesso codice e del regolamento, dispone che la violazione di quei doveri comporta l'applicazione di sanzioni.

Insomma, siamo nel campo della più ampia discrezionalità o, se preferisce, dell'arbitrio più assoluto.

Ad ogni modo, l'irrogazione di sanzioni disciplinari dovrebbe essere esclusivamente limitata alla commissione, da parte del militare, di fatti penalmente rilevanti passati in giudicato, e non connessa, invece, ai provvedimenti esecutivi di natura civile (come il decreto ingiuntivo) destinati, eventualmente, al militare debitore.

A norma dell'articolo 29 del decreto legislativo 104/2010, avverso le sanzioni disciplinari irrogate ex codice di ordinamento militare, previo esperimento del ricorso gerarchico, è proponibile ricorso giudiziale (per violazione di legge, incompetenza ed eccesso di potere) da presentare al tribunale amministrativo regionale (TAR) nella cui circoscrizione territoriale è situata la sede di servizio del militare ricorrente, nel termine di 60 giorni, dalla notifica, comunicazione o piena conoscenza del provvedimento di rigetto del ricorso gerarchico, ovvero decorsi 90 giorni dalla data di presentazione del ricorso gerarchico (ipotesi di silenzio-rigetto).

21 febbraio 2017 · Patrizio Oliva

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