Assegno scoperto

Un anno fa ho comprato una casa per la quale ho fatto un mutuo dove mi finanziavano il 80% del valore il resto lo pagavo io con soldi miei. Solo che siccome in quel momento mi mancavano 5.000 euro la agenzia immobiliari che faceva di mediatore per l'acquisto, ci ha proposto di fare un assegno posdatato, cioè, l'assegno veniva messo agli atti della compra vendita in banca, come consegnato al venditore con la data che si ha stipolato la compra vendita (ma in fotocopia) al assegno originale veniva messa la data posdatata di 1 anno per essere incassato dopo un anno. Poiché dopo che ho comprato la casa che al momento di visionarla era in buon stato o cosi sembrava, sono venuti fuori dopo meno di un mese del acquisto dei visi occulti... la casa me era stata fatta vedere tutta "impupata" era stata appena pitturata.. poi sono venuti fuori problemi gravi di umidità ai muri e tetto che mi pioveva dentro casa...oltre a la tubazione della fognatura rotta e l'impianti elettrici non a norma, ma loro me l'hanno venduta dicendomi che la casa non aveva nessun problema, ho parlato con il ex proprietario che tra l'altro e un ARCI prete cattolico e con la agenzia... Il prete dice che l'agenzia sapeva di questi danni .. l'agenzia che non lo sapeva... ho iniziato una causa per vizi occulti dato che per sistemare tutto questo mi costo 25.000 euro più perizia e avvocato. la mia preoccupazione viene col fatto che in questo momento non ho questi 5.000 euro per coprire questo assegno a giugno di questo anno per che gli ho dovuto utilizzare per sistemare la casa, secondo voi posso chiedere al giudice di bloccare questo pagamento fin che si veda come va a finire questa causa di vizi occulti che ho con il venditore? o cosa potrei fare per bloccarlo? Devo avvisare alla banca?

Non può chiedere al giudice di bloccare l'assegno, sia perchè la causa verte su altro, sia perchè l'assegno postdatato è contro legge e, dunque, al momento, è come se non esistesse.

Può chiedere la revoca del pagamento dell'assegno alla banca, ma se c'è la liquidità e l'assegno viene presentato allo sportello nei termini, la banca può (deve) comunque pagarlo.

La revoca di pagamento di un assegno, infatti, rappresenta per la banca un obbligo di mandato solo dopo che siano scaduti i termini di presentazione.

L'unica alternativa è quella di fare in modo che non vi sia provvista sul conto corrente alla data di presentazione dell'assegno. Deve, tuttavia essere consapevole che, in tal modo, si espone ad una segnalazione certa in CAI (con conseguente inibizione ad emettere assegni per almeno sei mesi) e ad un eventuale protesto.

Inoltre, se il beneficiario viene a sospettare una eventualità simile (attraverso minacce velate o esplicite da parte sua) può presentare l'assegno allo sportello in qualsiasi momento, prima di giugno, ed ottenere l'importo promesso (se, naturalmente, c'è disponibilità).

9 febbraio 2015 · Simonetta Folliero

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