Arretrati di pensione e cartelle esattoriali in sospeso

A mio papà hanno accettato finalmente la domanda di pensionamento (ha 73 anni): I soldi che gli dovranno arrivare degli arretrati (dovrebbero essere gli ultimi 5 anni) potranno essere usati come compensazione di debiti che lui ha verso Inps e agenzia delle entrate? Se si, potranno essere pignorati tutti o non liquidati proprio o solo in parte?

Quando l'INPS deve corrispondere una somma superiore ai cinquemila euro, è obbligata a verificare che il beneficiario non abbia debiti in sospeso con la Pubblica Amministrazione, e, nel caso in cui risultassero debiti esattoriali a carico del beneficiario, deve sospendere il pagamento e allertare l'Agenzia delle Entrate Riscossione (ADER) perchè proceda con azioni esecutive nei confronti del debitore, per ottenere il rimborso del dovuto (articolo 48 bis DPR 602/1973).

L'Agenzia delle Entrate Riscossione, pertanto, potrebbe pignorare i ratei arretrati di pensione presso l'INPS: ma, in tale caso, ciascun rateo di pensione arretrato potrebbe essere pignorato con trattenuta del 20% solo per la parte eccedente il minimo vitale, corrispondente all'importo massimo dell'assegno sociale aumentato della metà.

A partire da gennaio 2019, l'importo massimo dell'assegno sociale ammonta a 458 euro: Ciascun rateo di pensione, dunque, potrà essere pignorato presso l'INPS, solo per l'importo eccedente 687 euro, dal momento che il minimo vitale è pari all'importo massimo dell'assegno sociale aumentato della metà (articolo 545 del codice di procedura civile).

Per capirci, se ogni rateo arretrato di pensione fosse di mille euro, la trattenuta risulterebbe pari al 20% di (1000 - 687) euro, equivalente a circa 63 euro per ogni rateo. Se ciò non accadesse, bisognerebbe ricorrere al giudice dell'esecuzione, con il supporto di un avvocato.

Se invece, Agenzia delle Entrate Riscossione intervenisse coattivamente dopo l'accredito dei ratei sul conto corrente del pensionato, sempre in osservanza al disposto dell'articolo 545 del codice di procedura civile, allora le somme dovute a titolo di pensione potrebbero essere pignorate solo per l'importo eccedente il triplo dell'assegno sociale, vale a dire solo per l'importo eccedente 1.374 euro.

In pratica, sul conto corrente del pensionato, dopo l'accredito ed il pignoramento del conto corrente, dovrebbero essere lasciati 1.374 euro; ma la norma non chiarisce, in caso di accredito di arretrati (dunque di più ratei di pensione e non di uno solo) come debba essere sbrogliata la matassa. Se, cioè, debbano essere lasciati fino a 1.374 per ogni rateo di pensione accreditato, oppure 1.374 euro per l'intera disponibilità in conto corrente. Pertanto, la cosa più conveniente da fare è vigilare e trasferire gli arretrati di pensione altrove, appena vengono accreditati (anticipando il pignoramento).

3 giugno 2019 · Giorgio Martini

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