Possibile revoca di compravendita endofamiliare

Mio padre ha aperto un mutuo cinque anni fa e io, figlio, ho fatto da garante, dando in garanzia la nostra casa. Ora non riesce più a pagarlo.

L'idea è di cedermi la sua parte della casa e farmi diventare proprietario unico, io invece prenderei le rate rimanenti del mutuo. Dato che mio padre ha dei debiti anche con equitalia (e anche inps, e dei soggetti privati…) non riesco a capire se facendo una cosiddetta compravendita “fittizia” (non posso certo versargli un assegno da oltre 140 mila euro, quindi l'assegno non sarebbe mai incassato) equitalia (o altri creditori) poi possano contestare (a me o mio padre) questa cosa visto che comunque lui gli deve dei soldi. Se chiedessero a mio padre di saldare il debito, visto che dagli atti avrebbe incassato una ingente somma, non avendone invece mai avuto disponibilità, cosa succederebbe?

E' possibile che ci siano problemi legali? Potrebbero invalidare la compravendita?

Un trasferimento di proprietà endofamiliare, portato a termine al solo scopo di evitare l'espropriazione da parte del creditore, è sempre suscettibile ad azione revocatoria nei cinque anni successivi al perfezionamento dell'atto.

Quando il debitore voglia sottrarre il bene immobile all'azione esecutiva del creditore, l'atto di compravendita è irrevocabile solo a condizione che l'acquirente non sia un parente o un affine del debitore, la transazione avvenga a prezzi di mercato, il passaggio del corrispettivo fra acquirente e venditore sia tracciabile, l'immobile sia destinato ad abitazione principale dell'acquirente.

Tenga presente, prima di qualsiasi valutazione, che Equitalia non può espropriare la casa di proprietà del debitore in cui questi risiede e che per l'espropriazione degli altri immobili il debito a ruolo deve risultare superiore a 120 mila euro. L'ipoteca, invece, può essere iscritta per debiti a ruolo superiori a 20 mila euro.

7 agosto 2014 · Annapaola Ferri

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