Aiutare i miei genitori caduti nella trappola del sovraindebitamento

Mi riferisco a questo topic: i miei genitori, mio padre pensionato con una pensione di 750,00€ mensili, mia madre casalinga senza entrate mensili, casa di proprietà intestata ad entrambi e autovettura utilitaria (se può essere utile conoscere anche questo). Vivono con mio fratello operaio stipendio circa 1200,00 € mensili con contratto a tempo indeterminato, che pagherà la sua auto nuova per i prossimi 2 anni circa.

Mia sorella sposata e non lavora (sta pagando il mutuo della casa con il marito); io vivo solo in affitto con uno stipendio part time di circa 500/600€ sulla busta paga ed altri 400/500 mi vengono aggiunti in nero.

Da qualche mese abbiamo scoperto l’indebitamento dei miei e abbiamo inziato noi figli ad aiutarli economicamente.

Per i prossimi due o 3 anni dovranno pagare un prestito della banca di 450,00 € mensili; 250,00€ (prestito di una finanziaria); altri 150,00€ (prestito di un altra finanziaria); altri 200,00€ (un ulteriore finanziaria). Tutto questo per un ammontare di circa 1000,00€ mensili per i prossimi 2 anni e mezzo circa.

A chi possiamo rivolgerci per una consulenza od un aiuto che ci permetta di “riunire” tutte le spese in una unica, magari pagando un importo più basso, ma che si protragga nel tempo? Ci potrebbero essere altre possibili soluzioni o consigli?

Non so se esistato banche o chi per loro che concedano, data la situazione, un ulteriore prestito per saldare gli altri debiti per poi pagare solo l’importo del prestito.

Ho letto qualcosa in altri post ma non mi sono stati d’aiuto per il mio caso.

Cominciamo innanzitutto a sgombrare il campo dalle facili illusioni. Non esistono, al momento, istituzioni che “aiutano” i sovraindebitati.

Quello attuale non è un mondo per sovraindebitati, soprattutto se proprietari di un immobile. Bisognerebbe capire come un pensionato con reddito di 750 euro al mese possa vedersi concessi finanziamenti per mille euro/mese. Evidentemente, quando ci sono proprietà immobiliari (da spolpare) in ballo, le regole di verifica della sostenibilità del debito non valgono e gli operatori alla CRIF non accedono.

I suoi genitori hanno contratto obbligazioni per circa 36 mila euro, se non ho capito male.

In caso di insolvenza, suo padre rischia il pignoramento del 20% della pensione, iscrizione ipotecaria sulla casa di proprietà e, nella peggiore delle ipotesi, l’espropriazione.

Quest’ultima evenienza dovrebbe essere caratterizzata da probabilità alquanto remota, atteso l’importo totale non eccessivo dell’esposizione debitoria (rispetto al probabile valore dell’immobile) ed il suo frazionamento fra più creditori.

Se i figli intendono aiutare i genitori, basterebbe che questi non pagassero più le rate di finanziamento. Ne conseguirebbe il pignoramento del quinto della pensione (150 euro al mese per tutti i debiti) e l’iscrizione di ipoteca sulla casa genitoriale, a tutela dei creditori che sarebbero costretti ad attendere il rimborso del primo creditore procedente.

In tale scenario è molto probabile che il rientro dal debito dovrebbe essere posto a carico dei figli chiamati all’eredità.

Una possibile soluzione a questo esito finale, ed alla remota possibilità di espropriazione dell’immobile, potrebbe ottenersi attraverso la donazione della proprietà ai figli con riserva di diritto di abitazione per i genitori (il diritto di abitazione, a differenza dell’usufrutto vitalizio non è pignorabile). Anche se attuato in tempi brevi, un atto di questo tipo sarebbe suscettibile di revoca da parte dei creditori nei successivi cinque anni dalla stipula. Ma, basta esserne consapevoli, atteso che “chi non risica, non rosica”.

Cosa resta? Se si vogliono fare le cose senza perdere il sonno, c’è da tentare la strada del prestito vitalizio ipotecario. Oppure quella del consolidamento del debito (unica rata, di importo minore rispetto ai 1000 euro del rateo attuale). Inutile aggiungere che la banca che volesse erogare un prestito di consolidamento iscriverebbe ipoteca sulla casa dei genitori a garanzia della propria esposizione e chiederebbe la firma di fideiussione ai figli percettori di stipendio.

28 Agosto 2012 · Loredana Pavolini

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