Finanziaria - situazione insostenibile e rifiuto rinegoziazione debito

Da tempo ho dei grossi problemi con un finanziamento.

Il mio debito ammonta a circa 50.000 Euro tra finanziamento carta di credito più interessi e more varie.

Purtroppo non riesco più a pagare le rate da circa un anno. Ho mandato loro varie lettere per tentare di rinegoziare il debito ma non hanno mai accettato le mie proposte o addirittura non rispondevano nemmeno.

Ora dopo mesi che mi perseguitano le agenzie di recupero crediti, alcune gentili, altre minacciose

Mi sono stufato e mi sono rivolto ad una fondazione Antiusura che sta cercando di darmi una mano a proporre una chiusura a stralcio, prestandomi circa la metà del debito a tassi agevolati .

Vorrei chiedervi: secondo la vostra esperienza pensate che la finanziaria accetterebbe una chiusura del debito a stralcio per metà del valore del debito?

Nel caso non accettassero a cosa andrei incontro? Premetto che non posseggo nulla ne immobili ne auto ed ho già una cessione del quinto sullo stipendio ad un'altra finanziaria.

Potrebbero pignorarmi i mobili o lo stipendio? o devono mettersi in coda fino a quando finisco di pagare la cessione del quinto attuale ?

Non credo sia necessaria un'esperienza specifica nel campo del recupero crediti per capire in quali circostanze un creditore possa accettare una proposta di accordo transattivo.

Lo fa, se, a fronte di spese certe, ritiene di avere poche o nulle possibilità di riscuotere il credito nella sua interezza.

Così, come un debitore nullatenente, non accetterebbe mai di pagare, anche a prezzi stracciati, a meno che non voglia farla finita con le petulanti richieste telefoniche degli addetti al recupero.

Purtroppo questo non è il suo caso. Lei non è un nullatenente, dal momento che percepisce uno stipendio.

L'altro finanziamento in corso non rileva ai fini del pignoramento, mentre la cessione di 1/5, ovvero di 2/10, lascia spazio ad altri 3/10 di capienza. Quindi un altro quinto per questo creditore e 1/10 per qualche multa non pagata, oppure per crediti alimentari da corrispondere all'ex coniuge.

No, in tale contesto non credo proprio che il creditore spenderà tempo e denari per pignorarle qualche mobile usato.

13 marzo 2012 · Giorgio Valli

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