Addebito mostruoso dopo pignoramento del saldo di un conto corrente BancoPosta – Perché?

Pochi giorni fa mi è stato comunicato da BancoPosta l’avvenuto pignoramento del saldo di conto corrente (per fortuna semi vuoto) da parte di alcuni privati a seguito di sentenza del tribunale, ma con un saldo negativo di circa 65 mila euro.

Ho, infatti, una serie di debiti pregressi, causati da fallimento di una precedente attività, sia con privati che con Agenzia delle Entrate. Circa 45 mila euro coi primi (compresi interessi di mora) e circa 57 mila euro con la seconda (di cui molti, a mio avviso, prescritti: l’avvocato ha già mandato comunicazione e ha già ricevuto risposta di prossimo ricalcolo).

Oggi ho trovato, su tutti i miei prodotti BancoPosta (PostePay, PosteClick e conto) un saldo disponibile di -67 mila e 500 euro (a fronte di un saldo contabile positivo).

Mi chiedo: da cosa deriva tale cifra? Se fosse un pignoramento del conto da parte di uno dei due soggetti, non dovrebbe corrispondere alle somme richieste? E poi perché un ADDEBITO e non, come avvenuto per l’altra banca, un semplice blocco di operatività?

Domani andrò in posta a chiedere, ma nel frattempo, chiedo lumi.

Il pignoramento ordinario del saldo di conto corrente è regolato dagli articoli 543 e 546 del codice di procedura civile: si esegue mediante atto notificato personalmente alla banca e al debitore sottoposto ad azione esecutiva e consiste nel sottrarre dal saldo di conto corrente del debitore la somma dovuta al creditore, almeno fino a capienza.

Dal giorno in cui gli viene notificato l’atto di pignoramento, la banca è soggetta, relativamente alle somme depositate in conto corrente e nei limiti dell’importo del credito precettato al debitore, aumentato della metà, agli obblighi che la legge impone al custode (in pratica qualsiasi evento sopravvenuto alla notifica dell’atto di pignoramento che determini l’estinzione totale o parziale del credito pignorato, comporta la responsabilità patrimoniale della banca, nei confronti del creditore, fino all’importo del credito precettato al debitore, aumentato della metà).

Ecco, a ma sembra che sia stato indicato come saldo disponibile negativo proprio l’importo massimo che la banca è stata chiamata a custodire nell’accezione sopra esposta.

Infatti, se prendiamo a riferimento i 45 mila euro come importo a precetto, e li aumentiamo della metà, si arriva proprio a 67,5 mila euro. Credo si tratti di un errore materiale dell’operatore che ha impostato ed avviato la procedura automatizzata di pignoramento del saldo di conto corrente: un problema, dunque, che potrà risolvere in mattinata.

Ma se ci fornisce un feedback sulla spiegazione che fornirà la banca, gliene saremmo veramente grati.

5 Aprile 2018 · Carla Benvenuto

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