Acer Parma - Scarsa trasparenza nelle spese di servizio

Io e la mia famiglia viviamo in una casa popolare gestita dall'Acer di Parma in un edificio con 12 appartamenti di nuova costruzione, quando abbiamo firmato il contratto ci era stato detto che nell'edificio esisteva una caldaia ultra tecnologica con tanto di cogeneratori con pannelli solari per il recupero e la vendita di energia.

Ci siamo trasferiti li e dopo un po' scopriamo che i cogeneratori non funzionano, che la ditta costruttrice è manutentrice della caldaia e fallita è che Acer non sapeva come saltarci fuori per i conteggi, dopo 2 anni di attesa finalmente arriva l'importo da pagare cifra che supera i 22 mila euro annui da dividere per 12 famiglie, senza uno straccio di fattura ma solo un foglio dove erano scritte tutte le spese divise per famiglia.

Ora volevo chiedere: siccome la cifra sembra molto grande, io pago 2400 euro annui più la bolletta di luce e gas cucina arriviamo a più di 3000 euro. Come posso avere chiarimenti? Acer Parma risponde con arroganza e alla richiesta della visione delle fatture fa scena muta. I vari patronati fanno perdere solo tempo.

Come posso fare?

Il problema consiste nel fatto che lei non è un condomino, ma un semplice assegnatario: agli assegnatari non si applicano i regolamenti condominiali e le norme del codice civile che disciplinano la vita di un condominio (visura del bilancio a consuntivo del complesso immobiliare e delle relative fatture di spesa).

Di solito, l'assegnatario di alloggio in edilizia residenziale pubblica firma un contratto in cui è specificato che sono a carico di tutti gli assegnatari del medesimo complesso, le spese per i servizi relativi alle parti comuni, quali in particolare: consumi di energia elettrica, consumi di acqua, pulizia scale, androne, viali di accesso, disimpegni e locali in comune, servizi di disinfezione e di disinfestazione in genere, ispezione e vuotatura delle fosse biologiche e dei pozzetti di raccolta delle acque bianche o nere, tributi per i passi carrai.

Nel momento in cui si ritiene che le spese di servizio (nota bene: non si tratta di spese condominiali per le quali c'è obbligo di rendicontazione) siano divenute eccessive, all'assegnatario, purtroppo, non resta altro da fare che recedere dal contratto di locazione e riconsegnare l'alloggio.

Perdoni la brutalità, ma meglio esser chiari invece di cincischiare ipocritamente (al limite per lucrare qualche quota associativa) come fanno evidentemente i "patronati" a cui lei si è già rivolto. Si tratta sicuramente di uno dei tanti episodi di cattiva gestione della cosa pubblica che lei ha avuto modo di toccare con mano: ma non esistono rimedi che il singolo può tentare, almeno, di esperire.

29 gennaio 2019 · Roberto Petrella

Vorrei porre un altra domanda:non c è modo di poter avere più trasparenza? A mio parere uno su un foglio di carta può scrivere le cifre che vuole senza un riscontro. Devo per forza sottostare alle loro angherie? Dimenticavo che nei 3000 euro non c è giardiniere e nemmeno pulizie condominiali, facciamo tutto noi.

Sono azionisti dell'ACER Parma, l'Amministrazione provinciale (20%) e i Comuni della Provincia di Parma (80% ripartito in proporzione agli abitanti di ciascun comune della provincia): si può responsabilizzare e sensibilizzare ciascuna di queste amministrazioni circa gli episodi di pessima gestione del patrimonio immobiliare gestito dagli amministratori aziendali eletti dalle amministrazioni pubbliche azioniste di ACER Parma.

Si tratta di una questione squisitamente politica: a meno che lei non abbia prove documentate su specifici casi di malversazione e/o di corruzione nell'assegnazione di appalti per la fornitura dei servizi finalizzati alla manutenzione ed alla conduzione del patrimonio immobiliare conferito all'ACER Parma, nel qual caso può presentare denuncia all'Autorità giudiziaria.

29 gennaio 2019 · Ludmilla Karadzic

All'ultima riunione condominiale si sono presentati con un conto di 24 mila euro a loro dire, (perché non avendo visto nessuna fattura possono scrivere sempre quello che vogliono): si è scatenato l'inferno ovviamente tutti si sono lamentati del conto salato e tutti hanno deciso di non pagare fino a quando non avrebbero sistemato l'impianto.

Dopo un po' di giorni ci arriva il verbale a casa della sud detta riunione, dove dice che noi avevamo approvato a maggioranza il bilancio condominiale. Vorrei sapere se é corretta questo modo di fare. Siamo costretti a pagare?

Forse, invece di scatenare l'inferno nel corso della riunione condominiale, sarebbe opportuno e sicuramente più efficace, che tutti quelli che si sono lamentati per le esorbitanti ed asserite ingiustificate richieste dell'Azienda Casa Emilia Romagna (ACER) si rivolgessero ad un avvocato il quale, leggendo le carte, potrebbe fornire consigli adeguati sul come gestire al meglio la situazione e sulle eventuali azioni da intraprendere, qualora emergessero i presupposti, prima di passare dalla ragione al torto. Perchè sia chiaro: non versando quanto deliberato dall'assemblea condominiale, così come sembra risultare dal verbale (che anche se non veritiero, è valido fino a prova del falso), si diventa condomini morosi e nient'altro. L'ACER se ne frega della minacce strillate in assemblea condominiale: l'azienda dispone sicuramente di un team di avvocati e se ne servirà per notificare, a chi non pagasse quanto richiesto, un bel decreto ingiuntivo con successivo pignoramento a raffica di stipendi, pensioni e conti correnti.

5 aprile 2019 · Annapaola Ferri

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