Accordo per evitare sfratto con inserimento clausola ricattatoria

Sto cercando di dare in affitto d’azienda l’ attività per cui ho presentato domanda legge 3/2012. La rata servirà a presentare un piano di accordo con i creditori. Ero disponibile a firmare un accordo con il padrone del fondo tramite i nostri avvocati per sospendere la procedura di sfratto fino alla fine di aprile corrispondendo metà affitto e lasciando la cauzione di 3 mensilità in suo possesso. Le procedure esecutive purtroppo non vengono bloccate fino alla presentazione del piano. Pochi giorni prima di pensare a questo accordo il suo avvocato si è presentato nella mia altra attività chiedendo di me e dicendomi che era l’avvocato del sig. Tale e che dovevo presentarmi al più presto presso il suo studio per risolvere questa grave situazione di ritardo degli affitti. Io stavo lavorando, avevo una cliente davanti e in negozio c’erano diverse clienti e una dipendente.

I miei avvocati oltre a comunicargli della mia presentazione della legge 3/2012 gli hanno scritto e io ho sottoscritto il racconto della sua visita in negozio e che il suo comportamento ha leso la mia privacy e la mia onorabilità davanti a clienti e dipendenti oltre a prendere in considerazione un eventuale rivalsa nei suoi confronti.

Tutto ad un tratto nell’accordo per lo sfratto che al telefono era stato accettato, è comparsa una variazione. Io dovrei ritrattare quello che ho dichiarato riguardo la visita dell’avvocato e di una presunta violazione della mia privacy e della mia onorabilità.

Io mi sento ricattata. I miei legali hanno inviato email all’avvocato che io sono disponibile a firmare il resto dell’accordo ma senza questa ultima parte che non c’entra nulla ma che riguarda sue cose personali con me. Lui ha risposto che venerdì se io non firmo l’accordo procederà allo sfratto. Cosa mi consigliate di fare?

Se cedo al ricatto e ritratto solo per salvarmi dallo sfratto posso essere accusata di diffamazione per la prima lettera inviata nonostante io abbia dei testimoni del fatto?

Ecco perché situazioni come quella in cui lei si è trovata dovrebbero essere trattate dagli avvocati, senza il coinvolgimento emotivo delle parti interessate.

Quanto meno azzardato il suo intervento nei confronti dell’avvocato del locatore del capannone sui cui incombe, per lei, una legittima procedura di sfratto: già impegnata sul fronte relativo alla composizione della crisi da sovraindebitamento, costretta ad “elemosinare” un accordo per evitare lo sfratto (evento che comprometterebbe anche l’omologazione dell’accordo con i fornitori formulato dall’occs) non era proprio il caso di reagire, come ha fatto, alla cafonaggine ed alla cattiva educazione dell’avvocato del locatore del capannone sotto sfratto.

Ora, dovrà inevitabilmente recarsi a Canossa: può chiedere di inserire nella postilla di ritrattazione la specifica che entrambe le parti dichiarano che l’episodio a cui si accenna è stato solo la conseguenza di uno spiacevole equivoco, poi ampiamente chiarito con reciproca soddisfazione.

21 Marzo 2017 · Marzia Ciunfrini

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