Dodici mesi di sospensione mutuo per licenziati, cassaintegrati e quanti abbiano i requisiti per il bonus famiglie

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Per "almeno 12 mesi" è sospeso il pagamento della rata del mutuo a chi, in seguito alla crisi economica, va in cassa integrazione o perde il lavoro. E' quanto dispone l'accordo quadro tra il Ministero dell'Economia e l'Abi per l'attivazione dei cosiddetti ‘Tremonti bond'.

Il protocollo, sottoscritto oggi dal ministro dell'economia, Giulio Tremonti, e dal presidente dell'Abi, Corrado Faissola, stabilisce precisi impegni per le banche che decidono di utilizzare le obbligazioni sottoscritte dal Tesoro per migliorare la patrimonializzazione e non restringere il credito alle famiglie e alle imprese e  rappresenta l'ultima pietra dell'edificio dei Tremonti- bond.

Un'azione «dopo la quale - come ha detto il presidente dell'Abi, Corrado Faissola - le banche per la loro struttura non potranno esimersi dal dare credito usando la scusante del patrimonio non sufficiente». Naturalmente, ha aggiunto il presidente dell'Associazione dei banchieri, resta valido il criterio-base dell'attività creditizia e cioè che «i finanziamenti saranno comunque concessi alle imprese sulla base della domanda e secondo la normale analisi relativa al merito di credito».

Concretamente, la convenzione siglata definisce in primis la cornice degli impegni obbligatori per le banche che emetteranno i nuovi strumenti ibridi, sottoscritti dal Tesoro, allo scopo di rafforzare la loro struttura patrimoniale. Ma funziona anche da schema di riferimento per l'intero sistema e stabilisce un orientamento in materia di concessione dei crediti alle piccole e medie imprese.

Le banche si impegnano infatti «a mettere a disposizione delle pmi per il prossimo triennio risorse finanziarie non in decremento, anche ai fini della ristrutturazione del debito, rispetto a quanto mediamente registrato nell'ultimo biennio».

Ma c'è anche l'impegno delle aziende di credito a fornire un contributo, pari all'1,5% degli strumenti finanziari emessi dalla banca, per la dotazione del nuovo Fondo di garanzia per i finanziamenti erogati alle pmi.

Verso le famiglie, le banche emittenti Tremonti- bond dovranno prevedere la sospensione per almeno 12 mesi del pagamento delle rate senza oneri finanziari e con traslazione del periodo di rimborso, nei casi in cui il sottoscrittore del mutuo per l'acquisto della abitazione principale o un componente del nucleo familiare convivente abbia usufruito, dalla data di sottoscrizione del protocollo d'intenti e fino al 31 dicembre 2011, di interventi di cassa integrazione oppure abbia perso l'occupazione.

Infine, nel capitolo degli impegni etici della banca, il protocollo richiama le recenti istruzioni di Vigilanza della Banca d'Italia sulle remunerazioni e le stock option di vertici e operatori di mercato delle banche; si prevede poi che gli istituti che faranno ricorso ai nuovi bond si dotino di un Comitato per le remunerazioni (ove non sia già presente) «composto in maggioranza da soggetti indipendenti» a condizione che questo sia richiesto dalle dimensioni e dalla complessità della banca.

Concludendo e per quel che riguarda noi poveri mortali, ovvero  lavoratori  e famiglie in difficoltà quotidiana  che rischiano di subire eccessivamente le incertezze della congiuntura economica e i riflessi della crisi finanziaria, le banche si impegnano a prevedere nei casi in cui:

  1. il sottoscrittore del mutuo per l'acquisto dell'abitazione principale, o un componente del nucleo familiare convivente, abbia usufruito di interventi di sostegno al reddito per la sospensione dal lavoro,
  2. ovvero abbia subito la perdita della propria occupazione da lavoro dipendente;
  3. ovvero abbia i requisiti per l'assegnazione della somma una tantum di cui all'articolo 19, comma 2, decreto legge numero 185/08 (bonus famiglie);

la sospensione, per almeno 12 mesi, del pagamento delle rate senza oneri finanziari per il cliente e con conseguente traslazione del periodo di rimborso. La sospensione termina anticipatamente nel caso in cui il lavoratore venga reintegrate o trovi una nuova occupazione".

Per i lavoratori coinvolti in processi di ristrutturazione, riorganizzazione o chiusura delle aziende per i quali e previsto l'utilizzo della Cassa Integrazione Straordinaria o in deroga, infine, le banche si impegnano a favorire accordi che permettano alla clientela di accedere all'anticipo delle quote di cassa integrazione straordinaria o in deroga attraverso i loro sportelli almeno fino al 31 dicembre 2011.

25 marzo 2009 · Piero Ciottoli

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  • claudio 9 marzo 2010 at 10:32

    allora, cosa si potrebbe fare per risolvere questo problema che riguarda pure me? pago un mutuo di 890euro al mese da 8 anni piu o meno ci ho dato alla banca una somma di 86mila euro, ho pagato sempre regolare, mai una rata indietro, ho perso il lavoro il 4 gennaio 2010 e giustamente sono andato in banca a chiedere la sospensione del mutuo per 12 mesi,ma la risposta è stata superi il tetto massimo dei 150mila euro,e non si puo fare niente, allora da perfetto profano della cosa ho chiesto ora cosa succede, mi è stato risposto dopo 3 rate andiamo via legale, cioe il mutuo io lo orogato per 154mila euro, solo 4mila euro in piu,non mi è passato. la morale della favola dove sta!, che alcune banche con questa scusa della crisi approfittano della situazione, per guadagnare piu soldi, senza guardare i sacrifici che uno a fatto e tutte le cose che si è privato per pagare la rata del mutuo. mi sono informato da un mio amico avvocato è mi ha spiegato un po la cosa, io non pagando la rata faccio il gioco della banca, perche giustamente se io non pago la banca mi pignora la casa piu il suo contenuto, il guadagno della banca dove sta, io tutto quello che ho pagato e tutti i soldi che ho dato avanti vanno persi, pensate 85mila ce lo dati + 30mila di anticipo sono sono 115mila euro, penzate la banca gia a preso piu della meta, vendendo la casa 10-20mila euro in meno del valore stimato cioe 180milaeuro, quando a guadagnato in 8 anni? + del valore della casa. penzate un po se non deve pagare sempre la classe operaia, allora a questo punto perche non ci dobbiamo comportare allo stesso modo, un modo ci sarebbe, se avete una assicurazione, trovatevi prima una casa in affitto e poi appicate un fuoco nella casa e i debbiti si estingueranno da soli (occhio per occhio dente per dente).

  • Thierry 3 marzo 2010 at 10:41

    Salve a tutti ,non so scrivere molto bene ma in poche parole sono disperato e non so cosa fare adesso,non è colpa mia se come tanti ho voluto mettere su famiglia e in tempi migliori ci siamo permessi di farci una casa aiutandoci dal mutuo che ora abbiamo .Ho quasi 40 anni e ho sempre lavorato e pagato regolarmente tutte le tasse ,un anno fa ho perso il lavoro per via della crisi e la mia banca mi ha sospeso il mutuo per 12 mesi.Nel frattempo non sono riuscito ancora a trovare una posizione e mi sono arrangiato qua e la ma in nero ,non trovando ho approfittato con l’aiuto veramente a gran fatica dei miei suoceri a frequentare dei corsi di formazione per svoltare professionalmente su quello che adesso ancora va e che mi piace fare , ma intanto la mia BANCA ha ricominciato ad addebitarmi il mutuo e io non posso pagare ,ho chiesto una proroga e me l’hanno respinta .Ma questo stato come ci aiuta !!!Io non so cosa devo fare è la mia casa con tanti sacrifici non voglio che me la portino via .GRAZIE

  • cris 8 febbraio 2010 at 08:26

    anche io sono nella stessa palude, a lungo andare, anzi tra non molto, non riuscirò più a pagare le rate del mutuo, con tutto ciò che ne conseguirà ovvero ti portano via la casa i mobili e le biancheria che ci stà dentro.A meno che non accada un miracolo, da questa crisi decisa a tavolino dalle banche, non cè via d’uscita.
    Sarei curioso se qualcuno mi desse una ricetta per questo male, ma non le solite baggianate pagliative, il solo modo che conosco è mettere in busta paga più soldi e aumentare le pensioni, il che sarebbe più facile a farsi che a dirsi.
    Provate ad immaginare se da marzo 2010 tutti insieme non pagassimo più il mutuo.Apparte “l’immane casino” di ogni genere, sarebbe il segnale principe,sarebbe il basta dei basta,ovvero NON CE LA FACCIAMO PIù.
    è da pazzi ma come lo pensato e lo penso tutti i giorni prima, senza poi, la casa SE LA PRENDONO, potremmo venderla o meglio svenderla, ma saremo sempre in mezzo alla strada il risultato non cambia.
    PENSATECI, ABBIAMO UN TREMONTI CHE VENDE IN CINA DEBITI MADE IN IALI PORTA A PORTA E NON NE VOGLIONO SAPERE PERCHE CONOSCONO LA NOSTRA SITUAZIONE PIù DI NOI IATLIANI,,, MA DOVE FINIREMO?

    • sabri 11 febbraio 2010 at 16:42

      Mio marito ha perso il lavoro ad aprile 2009 e abbiamo dato fondo a tutti i nostri risparmi per pagare la rata del mutuo circa 10.000 euro fino a dicembre 2009.
      Il mio solo stipendio non basta, ho chiesto alla banca la sospensione del mutuo……. mi hanno risposto che loro aderiscono ma che mio marito il lavoro lo ha perso prima dell’entrata in vigore dei questa norma che permette la sospensione del mutuo per cui non sono obbligati a concederla, e che potrebbero anche concedermi solo il blocco del capitale e non degli interessi il che sarebbe pari a nulla per un mutuo come il mio iniziato nel 2007……. Che potevo fare? Non ho pagato la rata.
      HO DETTO A MIO MARITO, tutti i giorni fa domande di lavoro e va all’ufficio per l’impiego ma nessuno vuole un 51enne anche se li porta meglio di un 30enne, NON TI CI AMMALARE NON PERMETTERGLI DI TOGLIERCI TUTTO ANCHE LA VITA!!!

  • salvatore 5 febbraio 2010 at 10:18

    volevo sapere perchè la sospensione del mutuo può essere fatta solo alle persone che, per ovvi motivi, sono arrivati ai limiti delle proprie possibilità economiche, ossia licenziamento e cassa integrazione insomma totale assenza di entrate economiche, mentre a una persona come me che lavora nella formazione professionale dove non esiste la regolarita degli stipendi, ma esiste solo e sempre il debito del proprio conto corrente, poichè i pagamenti del mutuo, dell’assicirazione, della luce, delle visite mediche e medicinali ecc.. arrivano e devo essere pagati obbligatoriamente.
    io ho fatto richiesta alla mia banca, ma loro mi vogliono vedere fallito.
    perchè non dare questa possibilità anche alle persone che obbiettivamente risulta che non possono mantenersi per il caro vita, in modo tale da poter dare 1 anno di respiro per poter fare gli oppurtuni tagli economici del proprio tenore di vita?

    • cocco bill 5 febbraio 2010 at 10:20

      Adesso, Salvatore, siamo in due a volerlo sapere …

  • Francesco 1 febbraio 2010 at 14:49

    ciao a tutti,
    oggi primo febbraio, visitando il sito dell’ ABI e scaricando il modulo per la sospensione del mutuo, mi sono recato in filiale per compilare il seguente:
    l’ incaricato mi risponde:
    -mi dispiace ma non abbiamo avuto ancora i requisiti idonei per avviare la sospensione comunque prova a passare più in là.
    ed io:
    -ma se sono andato sul sito delle Associazioni Banche Italiane e lì c’è scritto che dal primo febbraio 2010 le banche possono attivare subito la procedura.
    Morale della favola: ” E’ tutta una presa in giro, fate prima a chiedere una surroga a zero spese verso un’ altra banca .

  • alessandro 30 gennaio 2010 at 19:32

    ragazzi.. non disperatevi..il mio caso batte tutte le scuse stupide ed ignoranti che una banca potesse dare.
    Io ho fatto anche la richiesta ad agosto 2009. Nel 2009 ho lavorato solo i primi 5 mesi,poi, siamo stati licenziati in 15. La mia banca, (per farla breve racconto solo la stupida risposta che ho avuto) da agosto che ho fatto richiesta, ancora a dicembre non mi aveva dato risposta, il che, arrabbiato, mi sono recato in filiale e dopo ripetute scuse da parte del funzionario… MI SONO SENTITO DIRE CHE NON HO DIRITTO ALLA SOSPENSIONE DELLE RATE SOLO PERCHE’ NEL 2009 HO LAVORATO POCO, a differenza di altri che magari hanno lavorato 1 mese in più o comunque percepiscono sussidi di disoccupazione o cassaintegrazione.
    VI RENDETE CONTO CHE SCUSA? Comunque..non disperatevi,perchè tanto noi non ci guadagnamo di sicuro anche se ci sospendono le rate.
    In Bocca Al Lupo A Tutti

  • cristian 16 gennaio 2010 at 21:57

    anche io e mia moglie siamo a lottare x la sospensione del mutuo fatto con la banca unicredit.hanno respinto la nostra domanda xche’ il reddito del 2007 superava i 25000 euro……ma nel gennaio del 2008 mia moglie ha perso il lavoro……xche’ non guardano ora il nostro reddito?
    ci siamo arrabbiati ed abbiamo telefonato mille volte alla banca ma il risultato e’ come quello che hanno avuto tutti cioe’ niente…complimenti sono sempre piu’ soddisfatto di questa italia comandata da buffoni e ladri….spero che le banche italiane facciano la fine delle banche americane fallite…..scusate lo sfogo ma siamo arrivati all’esaurimento..

    • cocco bill 16 gennaio 2010 at 22:36

      Può adesso far riferimento all’accordo ABI Associazioni di consumatori firmato recentemente.

      Possono essere soggetti a sospensione del pagamento delle rate i mutui, anche in fase di preammortamento, garantiti da ipoteca su immobili residenziali destinati all’acquisto, costruzione, o ristrutturazione di abitazione principale a prescindere dalla tipologia di tasso di interesse contrattuale (fisso, variabile o misto), erogati a persone fisiche aventi reddito imponibile non superiore a 40 mila euro annui (l’imponibile di 40 mila euro annui è inteso per singolo mutuatario), per un importo non superiore a 150 mila euro.

      Gli eventi che determinano l’avvio della sospensione sono:

      1. Cessazione del rapporto di lavoro subordinato, ad eccezione delle ipotesi di risoluzione consensuale, di risoluzione per limiti di età con diritto a pensione di vecchiaia/anzianità, di licenziamento per giusta causa o giustificato motivo soggettivo, di dimissioni del lavoratore non per giusta causa.

      2. Cessazione dei rapporti di lavoro di cui all’art. 409, n. 3, c.p.c., (rapporti di agenzia, di rappresentanza commerciale ed altri rapporti di collaborazione che si concretino in una prestazione di opera continuativa e coordinata, prevalentemente personale, anche se non a carattere subordinato) ad eccezione delle ipotesi di risoluzione consensuale, di recesso datoriale per giusta causa, di recesso del lavoratore non per giusta causa.

      3. Morte o insorgenza di condizioni di non autosufficienza.

      4. Sospensione dal lavoro o riduzione dell’orario di lavoro per un periodo di almeno 30 giorni, anche in attesa dell’emanazione dei provvedimenti di autorizzazione dei trattamenti di sostegno del reddito (CIG; CIGS; altre misure di sostegno del reddito, c.d. ammortizzatori sociali in deroga; contratti di solidarietà).

      Tali eventi devono verificarsi con riferimento ad almeno uno dei cointestatari.

      L’arco temporale entro il quale si devono verificare gli eventi che determinano l’avvio della sospensione va dal 1 gennaio 2009 al 31 dicembre 2010. Le rate potranno essere sospese a partire dal 1° febbraio 2010 .

      Ma, va verificata l’adesione al Nuovo Piano Famiglie (NPF) della banca erogatrice del mutuo.

      Al giorno 8 gennaio 2010 le banche che aderiscono al Nuovo Piano Famiglie, risultano essere quelle indicate qui alla voce “banche aderenti” in alto a sinistra.

    • ellys 19 marzo 2010 at 14:41

      ti capisco in pieno…lo scorso anno è capitata anche a me la stessa cosa…carogne!

    • Anonimo 29 marzo 2010 at 15:57

      SCusa ! ma la domanda non si basa sul reddito del2009?

  • battista 12 gennaio 2010 at 14:33

    salve, sono un lavoratore dipendente , un operaio , è sono stato posto in cigs , cassa integrazione straordinaria per 52 settimane, ho fatto richiesta alla mia banca per la sospensione del mutuo lo scorso novembre e ancora non ho avuto risposta , anzi verso la metà di dicembre mi sotto fatto vivo presoo la mia filiale per sapere come stesse la situazione se la pratica stesse andando avanti per tutta risposta mi sono sentito dire che non conviene farlo alla fine dell’anno altrimenti la sospensione del mutuo sarebbe stato per quei due mesi , novembre e dicembre 2009, allora mi hanno proposto di presentare la domanda il gennaio 2010 , ho accettato, è notizia di pochi minuti fa ,ho appena finito di parlare con la mia filiale,che aspettano le nuove disposizioni dell’abi per vedere il dafarsi mi hanno rimandato al 18 di gennaio vorrei sapere se sti signori stanno giocando come e la mia famiglia, ed eventualmente a chi potrei rivolgermi per far rispettare questo accordo stipulato tra lo stato e l’abi?

  • anna 30 novembre 2009 at 22:49

    ciao sono anna anche io ho delle rate impagate perche’mio marito e’ stato licenziato abbiamo fatto la domanda per la sospensione del mutuo x 12 mesi ma non ci hanno accettato perche’ a gennaio abbiamo rinegoziato il mutuo vorrei sapere ma e’ vero che chi ha rinegoziato il mutuo non ne ha diritto la sospensione?

    • c0cc0bill 30 novembre 2009 at 22:59

      Una scusa vale l’altra. Stia tranquilla signora Anna, se lei non avesse rinegoziato il mutuo, le avrebbero ugualmente negato la sospensione.

      Comunque le banche possono negarle la sospensione semplicemente perchè non c’è alcuna legge che impone o regola la sospensione del pagamento delle rate del mutuo per famiglie in difficoltà.

      Lei credeva che la sospensione del pagamento delle rate del mutuo fosse un provvedimento in atto e che fossero stati definiti i requisiti in base ai quali i mutuatari – e le proprie famiglie in difficoltà – potessero accedere al beneficio.

      Non è così. Si è trattato solo di uno spot pubblicitario a costo zero per le banche. Lei adesso conosce la verità per averla sperimentata sulla propria pelle. Milioni di italiani, invece, pensano che le banche siano buone e comprensive …

      In realtà non è stata mai varata nessuna legge sulla sospensione del pagamento delle rate del mutuo.

      L’ultimo provvedimento a favore dei mutuatari in difficoltà era quello previsto nella finanziaria 2008, con lo stanziamento di un fondo di solidarietà di 20 milioni di euro. (legga pure, a tal proposito, l’articolo “Sospensione del pagamento delle rate del mutuo – il punto della situazione”)

      Fondo che Tremonti ed il suo boss hanno ritenuto di destinare ad altri utilizzi (forse il ponte di Messina o qualche altra stupidità megalomane).

      Dunque, ribadiamo, con parole di verità, che non esiste, al momento, alcuna possibilità effettiva di sospendere il pagamento delle rate del mutuo.

      O, meglio, c’è stato un decreto legge – la Tremonti (Tremonti bond o che dir si voglia) – in cui il governo ha detto alle banche: “Noi vi diamo i soldi per affrontare la crisi che avete creato per troppa avidità. Voi in cambio sospendete le rate del mutuo alle famiglie in difficoltà, tipo quelle in cui il portatore del reddito è affetto da grave malattia, muore, oppure viene licenziato”

      Il governo non ha fissato paletti rigidi ed obiettivi per la definizione di “famiglia in difficoltà”. Si è affidato (in buona fede o meno, questo possiamo solo intuirlo) alla generosità delle banche.

      Queste ultime che sono generose assai e sempre attente alle esigenze dei clienti, hanno cominciato a fare a gara nel fissare i requisiti più improbabili e strambi per l’accesso al beneficio di sospensione delle rate del mutuo.

      Spesso si sono inventate la scusa di non poter procedere alla sospensione se il mutuatario non è in regola con il pagamento della rate precedenti. Ma come, concedi la sospensione solo per una rata? Ma se ho saltato una rata vuol dire che sono in difficoltà e non potrò pagare neanche le successive …

      Ad altri, hanno risposto: “Ok, se in una famiglia colui che produce il reddito per pagare le rate muore, noi sospendiamo le rate del mutuo per un anno. Ma, solo se la morte avviene nei giorni dispari nell’intervallo che va dalle 16 alle 18,30”

      Oppure: “Colui che lavorava e pagava le rate del mutuo è stato licenziato? Bene, noi gli sospendiamo le rate del mutuo. Ma se, e solo se, nell’anno precedente ha avuto un reddito non superiore a 20 mila euro. Altrimenti niente, perchè se l’anno prima ha guadagnato più di 20 mila euro, avrà certamente messo da parte un bel gruzzolo per poter pagare le rate del mutuo anche adesso che non lavora.”

      O ancora, come nel suo caso, non hanno concesso la sospensione con la scusa della rinegoziazione fatta a gennaio.

      E quando il povero mutuatario pur avendo passato tutti i guai possibili ed immaginabili (grave malattia incurabile, invalidità al 75%, alimentazione artificiale, licenziamento in tronco, reddito riferito all’anno precedente pressoché nullo) era riuscito a sopravvivere e si recava in banca (accompagnato in carrozzella) per chiedere una sospensione che non poteva proprio essere negata, ecco che ci lasciava le “penne” subito dopo aver conferito con il funzionario.

      Essì, perchè in banca veniva a sapere che in cambio della generosa sospensione delle rate per 12 mesi, avrebbe poi dovuto prolungare la durata del mutuo per 12 anni.

      Per rendersene conto, dia uno sguardo a questo articolo e quest’altro per capire che la sospensione dei mutui era solo uno spot pubblicitario.

      Ora si parla di una prossima moratoria per i mutui delle famiglie in difficoltà.

      Ma è ancora presto per sapere se sarà l’ennesima bufala di Berlusconi & Tremonti (in combutta con l’ABI).

      Dovremo aspettare la fine di novembre, o l’inizio di dicembre, per capire se la sospensione del pagamento delle rate del mutuo proposta dall’ABI a partire da gennaio 2010 (con rate sospese da febbraio) sarà estesa a tutte le banche o se le banche vi aderiranno solo su base volontaria (come sempre sta capitando per le pubblicità gratuite di ABI e governo).

      E soprattutto bisognerà capire con quali tassi di interesse ed in quali modalità dovranno essere restituite le rate sospese.

  • liliana 25 novembre 2009 at 20:31

    anch’io sono titolare di un nutuo presso la banca intesa
    e————come l’anno scoroso che mio marito ha perso il lavoro e nn riuscivo a pagare
    mi risponde che nn sanno nulla? sara vero
    stavolta scatta ………….. distinti saluti liliana

    • c0cc0bill 25 novembre 2009 at 22:59

      Gentile signora Liliana, non esiste, al momento, alcuna possibilità reale di sospendere il pagamento delle rate del mutuo.

      O, meglio, c’è stato un decreto legge – la Tremonti (Tremonti bond o che dir si voglia) – in cui il governo ha detto alle banche: “Noi vi diamo i soldi per affrontare la crisi che avete creato per troppa avidità. Voi in cambio sospendete le rate del mutuo alle famiglie in difficoltà, tipo quelle in cui il portatore del reddito è affetto da grave malattia, muore, oppure viene licenziato”

      Il governo non ha fissato paletti rigidi ed obiettivi per la definizione di “famiglia in difficoltà”. Si è affidato (in buona fede o meno, questo possiamo solo intuirlo) alla generosità delle banche.

      Queste ultime che sono generose assai e sempre attente alle esigenze dei clienti, hanno cominciato a fare a gara nel fissare i requisiti più improbabili e strambi per l’accesso al beneficio di sospensione delle rate del mutuo.

      Spesso si sono inventate la scusa di non poter procedere alla sospensione se il mutuatario non è in regola con il pagamento della rate precedenti. Ma come, concedi la sospensione solo per una rata? Ma se ho saltato una rata vuol dire che sono in difficoltà e non potrò pagare neanche le successive …

      Ad altri, hanno risposto: “Ok, se in una famiglia colui che produce il reddito per pagare le rate muore, noi sospendiamo le rate del mutuo per un anno. Ma, solo se la morte avviene nei giorni dispari nell’intervallo che va dalle 16 alle 18,30”

      Oppure: “Colui che lavorava e pagava le rate del mutuo è stato licenziato? Bene, noi gli sospendiamo le rate del mutuo. Ma se, e solo se, nell’anno precedente ha avuto un reddito non superiore a 20 mila euro. Altrimenti niente, perchè se l’anno prima ha guadagnato più di 20 mila euro, avrà certamente messo da parte un bel gruzzolo per poter pagare le rate del mutuo anche adesso che non lavora.”

      Oppure, come hanno fatto con lei, rispondevano di non sapere nulla.

      E quando il povero mutuatario pur avendo passato tutti i guai possibili ed immaginabili (grave malattia incurabile, invalidità al 75%, alimentazione artificiale, licenziamento in tronco, reddito riferito all’anno precedente pressoché nullo) era riuscito a sopravvivere e si recava in banca (accompagnato in carrozzella) per chiedere una sospensione che non poteva proprio essere negata, ecco che ci lasciava le “penne” subito dopo aver conferito con il funzionario.

      Essì, perchè in banca veniva a sapere che in cambio della generosa sospensione delle rate per 12 mesi, avrebbe poi dovuto prolungare la durata del mutuo per 12 anni.

      Per rendersene conto, dia uno sguardo a questo articolo e quest’altro per capire che la sospensione dei mutui era solo uno spot pubblicitario.

      Ora si parla di una prossima moratoria per i mutui delle famiglie in difficoltà (come scrivevo ad Andre nel commento qui sotto).

      Ma è ancora presto per sapere se sarà l’ennesima bufala di Berlusconi & Tremonti (in combutta con l’ABI).

      Dovremo aspettare la fine di novembre, o l’inizio di dicembre, per capire se la sospensione del pagamento delle rate del mutuo proposta dall’ABI a partire da gennaio 2010 (con rate sospese da febbraio) sarà estesa a tutte le banche o se le banche vi aderiranno solo su base volontaria (come sempre sta capitando per le pubblicità gratuite di ABI e governo).

      E soprattutto bisognerà capire con quali tassi di interesse ed in quali modalità dovranno essere restituite le rate sospese.

  • vera ilic 9 novembre 2009 at 11:54

    Ciao a Tutti,

    io ho già fatto la domanda di sospensione delle rate del mutuo in quanto in Moblità da 12 mesi, ma la stessa è stata respinta, in quanto non sono a posto con le precedenti rate del muto. Praticamente sono indietro di 4 rate. Ho qualche dubbio in merito e non so come trovare la normativa, per capire quali sono i criteri per poter accedere a fare la domanda.

    Non cè logica, perchè è normale che magari uno può essere indietro se è in difficoltà.

    Grazie un saluto

    • c0cc0bill 9 novembre 2009 at 12:41

      Diciamo subito che non esiste, al momento, alcuna possibilità reale di sospendere il pagamento delle rate del mutuo.

      O, meglio, c’è stato un decreto legge- la Tremonti (Tremonti bond o che dir si voglia) – in cui il governo ha detto alle banche: “Noi vi diamo i soldi per affrontare la crisi che avete creato per troppa avidità. Voi in cambio sospendete le rate del mutuo alle famiglie in difficoltà, tipo quelle in cui il portatore del reddito è affetto da grave malattia, muore, oppure viene licenziato”

      Il governo non ha fissato paletti rigidi ed obiettivi per la definizione di “famiglia in difficoltà”. Si è affidato (in buona fede o meno, questo possiamo solo intuirlo) alla generosità delle banche.

      Queste ultime che sono generose assai e sempre attente alle esigenze dei clienti, hanno cominciato a fare a gara nel fissare i requisiti più improbabili e strambi per l’accesso al beneficio di sospensione delle rate del mutuo.

      E, come nel suo caso, si sono inventate la scusa di non poter procedere alla sospensione se il mutuatario non è in regola con il pagamento della rate precedenti.

      Ad altri, hanno risposto, ad esempio: “Ok, se in una famiglia colui che produce il reddito per pagare le rate muore, noi sospendiamo le rate del mutuo per un anno. Ma, solo se la morte avviene nei giorni dispari nell’intervallo che va dalle 16 alle 18,30”

      Oppure: “Colui che lavorava e pagava le rate del mutuo è stato licenziato? Bene, noi gli sospendiamo le rate del mutuo. Ma se, e solo se, nell’anno precedente ha avuto un reddito non superiore a 20 mila euro. Altrimenti niente, perchè se l’anno prima ha guadagnato più di 20 mila euro, avrà certamente messo da parte un bel gruzzolo per poter pagare le rate del mutuo anche adesso che non lavora.”

      E quando il povero mutuatario pur avendo passato tutti i guai possibili ed immaginabili (grave malattia incurabile, invalidità al 75%, alimentazione artificiale, licenziamento in tronco, reddito riferito all’anno precedente pressoché nullo) era riuscito a sopravvivere e si recava in banca (accompagnato in carrozzella) per chiedere una sospensione che non poteva proprio essere negata, ecco che ci lasciava le “penne” subito dopo aver conferito con il funzionario.

      Essì, perchè in banca veniva a sapere che in cambio della generosa sospensione delle rate per 12 mesi, avrebbe poi dovuto prolungare la durata del mutuo per 12 anni.

      Per rendersene conto, dia uno sguardo a questo articolo e quest’altro per capire che la sospensione dei mutui era solo uno spot pubblicitario.

      Ora si parla di una prossima moratoria, ma è ancora presto per sapere se sarà l’ennesima bufala di Berlusconi & Tremonti (in combutta con l’ABI).

      Dovremo aspettare per capire se la sospensione del pagamento delle rate del mutuo proposta dall’ABI a partire da gennaio 2010 sarà estesa a tutte le banche o se le banche vi aderiranno solo su base volontaria.

      E soprattutto con quali tassi di interesse ed in quali modalità dovranno essere restituite le rate sospese.

  • salvatore 29 settembre 2009 at 12:27

    sono stato licenziatoa settenbre 2008 dal 1 aprile mi sono aperto una attivita fino a luglio sono riuscito a pagare il mutuo adesso non ce la faccio piu cosa devo fare x sospendere il mutuo x 12 mesi

    • c0cc0bill 29 settembre 2009 at 13:55

      Com dicevo già a Basilio, non può fare nulla. Siamo di fronte ad un evidente spot pubblicitario del governo. Annunci, ma niente di concreto.

      Se vuole può leggere questo articolo che spiega qual è la situazione attuale sui benefici per cassintegrati strombazzati a destra e a manca.

      Provi a chiedere alla banca con cui ha stipulato contratto il mutuo se è consentita la sospensione e quali requisiti occorrono per fruire del beneficio.

      Tentar non nuoce …

  • Basilio 12 settembre 2009 at 22:49

    Anche io Cassaintegrato.Mi sono visto negare la sospensione del mutuo(760,00euro mensili perché nel 2007 hò guadagnato (27000euro contro i 25000richiesti da loro che devo fare?

    • c0cc0bill 13 settembre 2009 at 06:52

      Non può fare nulla. Siamo di fronte ad un evidente spot pubblicitario del governo. Annunci, ma niente di concreto.

      Se vuole può leggere questo articolo che spiega qual è la situazione attuale sui benefici per cassintegrati strombazzati a destra e a manca.

  • sara 4 giugno 2009 at 16:50

    salve. io ho un mutuo con meliorbanca dall 2005, in questo momento mi hanno lasciatta a casa lavoravo con una cooperativa.e mio marito e in cassa integraione da 4 mese.. siamo stati alla banca per chiedere la sospensione dell mutuo, o qualche sulozione, perche veramente non se riecce piu a pagre gli rate, non ce hanno dato nessun aiuto. per cortesia qualchono me sa dare dell informazione,o come se po fare grazie.

  • carmen 24 aprile 2009 at 01:27

    MA ALLORA SAPETE DIRMI PERCHE’ NONOSTANTE PAGHIAMO UN MUTUO A TASSO FISSO DAL 2002 ORA CHE IO SONO IN MOBILITA’ E MIO MARITO IN CASSA INTEGRAZIONE QUINDICI GIORNI FA CI SIAMO RIVOLTI ALLA NOSTRA BANCA L’UNICREDIT TITOLARE ANCHE DEL MUTUO PER CHIEDERNE LA SOSPENSIONE DEI DODICI MESI PREVISTA DALLA TREMONTI BOND E CI E’ STATO DETTO CHE NON E’ POSSIBILE ANZI SEMBRAVANO PURE INFASTIDITI, CI HANNO FATTO COME UNA PROPOSTA DI RINEGOZIARE IL MUTUO,FINO A DICEMBRE 2008 ABBIAMO LAVORATO ENTRAMBI

    • weblog admin 24 aprile 2009 at 06:25

      UNICREDIT ha in corso proprie proposte (pubblicitarie se non altro) per la sospensione delle rate del mutuo. I requisiti fissati dalla banca del superpagato manager PROFUMO fanno ridere. Un lettore riportava in altra sezione la circostanza che, ad esempio, un cassa integrato dovesse avere un reddito bassissimo riferito all’anno scorso. Il lettore, giustamente concludeva … “ma io sto in CIG adesso, mica l’anno scorso…”.

      Adesso c’è questa nuova legge nota come Tremonti Bond. Le banche (tutte) in cambio del fatto di poter fruire dei soldi dello Stato (i nostri soldi) per ripianare buchi di bilancio derivanti dalla finanza allegra di manager come PROFUMO, devono assicurare la sospensione del pagamento delle rate del mutuo a soggetti che rispondono a determinati requisiti.

      Quali sono questi requisiti? Nessono ancora può saperlo perchè verranno descritti in un Regolamento Attuativo che dovrebbe essere pronto a breve, dal momento che la legge TREMONTI BOND ne fissava la pubblicazione entro fine marzo.

      Quando avremo la possibilità di leggere il Regolamento Attuativo non ci saranno impiegati UNICREDIT che potranno infastidirsi. O avremo i requisiti richiesti (ed allora la sospensione dovrà essere concessa per legge) oppure non li avremo (nel qual caso sarebbe opportuno neanche recarsi in banca per vedersi opporre un rifiuto da un bancario che crede di essere banchiere).

      Dunque, aspettiamo. Appena sapremo chi e come potrà accedere ai benefici di legge previsti dalla Tremonti Bond, in merito alla possibilità di sospendere il pagamento delle rate del mutuo, potremo discuterne dettagliatamente.

  • Andrea 26 marzo 2009 at 11:59

    La considerazione forse più ovvia è: questo decreto determina una discriminazione tra i disoccupati. Alcuni di essi, quelli che lo sono dalla data di sottoscrizione del protocollo in poi e che hanno un mutuo con una della banche sottoscrittrici, possono usufruire della sospensione del mutuo, ma gli altri? E gli altri rappresentano una fetta decisamente ampia. Seconda considerazione: la sospensione del mutuo dovrebbe tutelare chi rischia di perdere la casa e tale rischio è più alto per chi ha già perso il proprio lavoro da un lasso di tempo più ampio visto che maggiore è il numero di mesi ai quali si è costretti alla disoccupazione maggiore è l’assottigliamento delle disponibilità personali con le quali far fronte al pagamento di una rata.
    Trattasi di discriminazione lampante.




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