Pensione di reversibilità e pensione indiretta ai superstiti - Di cosa si tratta

In caso di morte del titolare di pensione (vecchiaia, anticipata, anzianità, inabilità e invalidità), nasce il diritto alla reversibilità per alcuni familiari superstiti che individueremo più precisamente nel prosieguo dell'articolo.

Anche i superstiti del lavoratore deceduto e non ancora pensionato hanno diritto alla pensione di reversibilità, che assume però la denominazione di pensione indiretta. Tuttavia è necessario che il lavoratore deceduto abbia maturato complessivamente 15 anni di contribuzione; oppure 5 anni di contribuzione di cui almeno 3 anni nel quinquennio precedente la data del decesso.

I superstiti del titolare di assegno ordinario di invalidità sono considerati quali superstiti di assicurato, non essendo l'assegno reversibile.

In favore dei familiari superstiti di un lavoratore assicurato nel regime retributivo o misto, nel caso in cui non sussista, alla data della morte del de cuius, il diritto alla pensione indiretta, è riconosciuta una indennità (una tantum) per morte rapportata all'ammontare dei contributi versati. Il diritto all'indennità è riconosciuto a condizione che nei cinque anni anteriori alla data della morte dell'assicurato risulti versato o accreditato almeno un anno di contribuzione.

Sono esclusi dal diritto alla pensione di reversibilità o indiretta i familiari superstiti condannati con sentenza passata in giudicato per omicidio del pensionato o dell'iscritto all'ente di previdenza.

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Stai leggendo Pensione di reversibilità e pensione indiretta ai superstiti - Di cosa si tratta Autore Simone di Saintjust Articolo pubblicato il giorno 20 novembre 2015 Ultima modifica effettuata il giorno 4 agosto 2017 Classificato nella categoria lavoro e pensioni Inserito nella sezione lavoro, pensioni, famiglia separazione e divorzio, Isee del sito la comunità dei debitori e dei consumatori italiani.

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