Indice del post rateazione cartella esattoriale – la dilazione del debito inps

Per effetto della circolare numero 106 del 3/08/2010 (in esecuzione delle determinazioni del CdA numero 250 del 18/12/2009 e numero 106 del 7/05/2010), l'Inps ha voluto modificare l’istituto delle "dilazioni", per uniformare la propria disciplina a quella che regolamenta tutte le "entrate" per le quali è previsto l’obbligo della riscossione mediante cartelle esattoriali (ex decreto legislativo 46/99), e con l'obiettivo di semplificare le procedure di accesso e di gestione delle domande. Il rinnovato istituto delle dilazioni, i cui effetti decorrono dal 3 agosto 2010, ha apportato le seguenti modifiche: 1. L’eliminazione dell'obbligo di integrale versamento delle trattenute previdenziali ed [ ... leggi tutto » ]

A decorrere dal 3 agosto 2010 (data di pubblicazione della circolare numero 106/2010), la rateazione delle somme iscritte a ruolo e regolarmente notificate deve essere chiesta esclusivamente all'agente della riscossione. L’attribuzione della titolarità esclusiva all'A.d.R. risponde a due finalità: quella di dare al contribuente un unico interlocutore chiamato a gestire tutti i tributi, indipendentemente dalla loro diversa natura; quella di consentire la definizione dell'intera esposizione debitoria, del cui recupero è responsabile l’A.d.R. a seguito [ ... leggi tutto » ]

Nel caso in cui il debito del contribuente sia in fase amministrativa, la domanda deve essere unica e comprendere tutti i debiti accertati alla data di presentazione della stessa. La domanda di rateazione deve avere ad oggetto: i debiti denunciati dal contribuente o accertati dall'istituto, per i quali non risulti effettuato il versamento alle scadenze di legge e sia stato effettuato in ritardo; i debiti in fase legale non oggetto di iscrizione a ruolo; i debiti affidati per il recupero agli Agenti della Riscossione (A.d.R.) per i quali non sia ancora avvenuta la notifica della cartella di pagamento al [ ... leggi tutto » ]

La dilazione del debito può essere concessa fino ad un massimo di 24 rate mensili. In alcuni casi tassativamente elencati dal legislatore è inoltre possibile richiedere , previa autorizzazione del Ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale, la estensione del pagamento fino a 36 rate (Legge 389/89 articolo 2, comma 11): a) calamità naturali in occasione delle quali sono stati emessi decreti di sospensione dei termini; b) procedure concorsuali dichiarate; c) carenza temporanea di liquidità finanziaria derivante da ritardato introito di crediti maturati nei confronti di amministrazioni dello Stato o di enti pubblici, a seguito di obblighi contrattuali, ovvero da ritardata erogazione di [ ... leggi tutto » ]

L'autorizzazione spetta al Direttore provinciale - sub Provinciale se il debito contributivo non supera i 500.000 euro, al Direttore Regionale per importi da 500.001 ad 1.000.000 di euro ed al [ ... leggi tutto » ]

Gli interessi di dilazione iniziano a decorrere dal giorno in cui la domanda è stata presentata. Essi sono pari al tasso ufficiale [ ... leggi tutto » ]

Fermo restando l'integrale pagamento dei contributi e dei premi dovuti alle gestioni previdenziali e assistenziali è possibile richiedere la  per la riduzione delle sanzioni civili, nei seguenti casi: Mancato o ritardato pagamento dei contributi o premi dovuto ad oggettive incertezze connesse a contrastanti ovvero sopravvenuti diversi orientamenti giurisprudenziali o amministrativi sulla ricorrenza dell'obbligo contributivo (legge 388/2000 articolo 116, comma 15); In tal caso occorre che l’incertezza non si sia realizzata su questioni anche controverse, ma sul quale si sia formato un orientamento giurisprudenziale e/o amministrativo costante, ma occorre che vi siano delle decisioni giurisprudenziali difformi l’una dall'altra, sui quali [ ... leggi tutto » ]

La possibilità di ridurre le sanzioni civili può essere esercitata quando l’impresa,abbia ottenuto il riconoscimento del diritto alla cassa integrazione guadagni straordinaria,  e che il [ ... leggi tutto » ]

Come già precisato, condizione essenziale perché si possa concedere parere favorevole alla domanda di dilazione è che  l’istanza della ditta comprenda tutti i debiti contributivi esistenti, siano essi in fase amministrativa, legale o cartolarizzati. Inoltre, il mancato pagamento anche di una sola rata mensile o la mancanza della correntezza contributiva è motivo per respingere la richiesta di pagamento dilazionato del debito scaduto (delibera dell'INPS 356 dell'11 marzo 1997). Il provvedimento di reiezione è definitivo e non è ammissibile alcun ricorso. Alla stessa maniera è possibile revocare la concessione del beneficio della rateazione di pagamento già accordata, qualora il contribuente [ ... leggi tutto » ]

La rinuncia presuppone la manifesta volontà del contribuente di non volere proseguire con la richiesta di dilazione del debito. Essa si può manifestare o esplicitamente attraverso una dichiarazione, o tramite un comportamento univoco, ad esempio quando l’assicurato nonostante sia stato invitato, a mezzo racc. A/R, a  sottoscrive il piano d’ammortamento nei termini previsti non si presenti o si rifiuti di sottoscriverlo, ovvero non venga versata la rata in contanti nella dilazione amministrativa, ed in generale in tutti quei casi nel quale l’assicurato non si attiva per adempiere alle varie fasi dell'iter di approvazione della rateazione. Anche in questo caso, [ ... leggi tutto » ]

21 dicembre 2010 · Andrea Ricciardi

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Stai leggendo Indice del post Rateazione cartella esattoriale – la dilazione del debito INPS Autore Andrea Ricciardi Articolo pubblicato il giorno 21 dicembre 2010 Ultima modifica effettuata il giorno 18 luglio 2017 Classificato nella categoria dilazione della cartella esattoriale Inserito nella sezione cartelle esattoriali - cartelle di pagamento.

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