Cosa è la messa in mora

La messa in mora è una procedura per intimare UFFICIALMENTE alla controparte (che non rispetta il contratto) un determinato adempimento. E' importante ricordare che la controparte è il soggetto col quale si è concluso il contratto, quindi occorre non farsi rimandare ad altri soggetti.

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Commenti e domande

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  • winniepiuh 1 ottobre 2013 at 13:56

    salve

    gentilmente chiedo a questo forum delle informazioni riguardo ad un argomento assai complesso: debiti e prescrizioni.

    mia madre è stata in un appartamento dell’aler per 8 anni senza pagare l’affitto, credo l’ammontare degli insoluti sia circa sui 30 mila euro,poi è stata sfrattata e ha trovato un altro posto.

    la mia domanda è: verranno a cercarla per questi 30 mila euro non pagati? andrà in prescrizione il debito? se lei non sarà in grado di pagare il debito verranno a cercare i suoi figli?

    altra domanda: mia madre ha lasciato inoltre insolute anche le bollette del gas da parte dellla società AMGA,per un totale di circa 3000 euro, queste bollette andranno in prescrizione? queste bollette non pagate potrebbero impedirle di allarcciarsi ad altri gestori? anche per l’energia elettrica e il resto?

    grazie Infinite.

    s.f.

    • Carla Benvenuto 1 ottobre 2013 at 14:20

      Difficile che il creditore lasci prescrivere i propri crediti senza tentare una qualche forma di recupero o, almeno, senza inviare al debitore una notifica interruttiva dei termini di prescrizione. Se, infatti, il debitore è nullatenente e non possiede beni pignorabili, c’è sempre la possibilità che qualche figlio dimentichi, di qui a cent’anni, in occasione della scomparsa del debitore, di rinunciare formalmente all’eredità.

      Solo con la rinuncia all’eredità i debiti dei genitori non ricadono sui figli.

  • Nicola B. 16 agosto 2013 at 09:34

    Buongiorno
    sempre in tema di raccomandate (spero di essere nella sezione giusta, è la prima volta che vi scrivo..) vi contatto per chiedervi un parere in merito all’azione di recupero crediti che una società sta svolgendo per conto di una società autostradale a causa di un mio presunto mancato pagamento del pedaggio (probabilmente era sciopero, le sbarre non le ho sfondate di sicuro!). A distanza di circa 3 anni dal passaggio autostradale al casello, mi arriva dalla soc.rec.crediti una lettera di posta prioritaria NON CON A/R in cui mi si chiede il pagamento di una cifra esorbitante (circa 90 euro e non utlimo il ricorso al giudice) facendo anche riferimento a precedenti solleciti sia della soc. autostradale che della società di recupero crediti stessa. Parlandoci al telefono mi dicono candidamente che i solleciti li mandano con posta prioritaria e naturalmente la soc. di rec. crediti ad ogni sollecito aumenta la cifra che dovrei pagare. Ma se io non li ho ricevuti, come possono pensare di inviare queste multe senza A/R e quindi in mancanza di data e consegna certa?
    I punti sono questi:
    1) se come credo era sciopero, devo andare io ad un punto blu a pagare successivamente in caso di mancanza dell’operatore? Se la procedura fosse questa, ma io non l’ho effettuata, quanto tempo ha l’autostrada per notificarmelo e in che modo deve notificarmelo?
    2) è corretto il comportamento di una soc. di recupero crediti che invia solleciti per posta prioritaria e NON CON A/R? Come opporsi? Ci ho parlato stamani telefonicamente e mi hanno detto che se io dichiaro a quale casello sono entrato, mi ricalcolano l’addebito inserendo però anche le loro spese.
    In definitiva mi sembra che il loro modo di operare sia del tutto scorretto e attaccabile. Grazie a chi vorrà rispondere e consigliarmi.
    Cordiali saluti, Nicola Buchignani

    • Simone di Saintjust 16 agosto 2013 at 17:05

      Una comunicazione effettuata con posta prioritaria è uguale ad una comunicazione non effettuata. Per ora, quindi, faremo conto che non le sia stato recapitato nulla. Quando, e se, riceverà dalla società di recupero crediti una formale raccomandata A/R, potremo entrare nel merito delle questioni da lei poste.

  • Rosaria Proietti 28 aprile 2012 at 12:05

    La DIFFIDA si differenzia dalla MESSA IN MORA per alcuni elementi, rimanendo immutata la valenza come azione propedeutica all’azione legale davanti al giudice di pace, Tribunale o Corecom (per i servizi delle telecomunicazioni).

    Semplificando possiamo dire che le differenze importanti sono due: in sostanza la messa in moradice: “Se non fai questa cosa entro X giorni vado da un giudice”. La diffida dice: “Se fai questa cosa vado da un giudice”.

    Quindi, la messa in mora e’ un’intimazione a fare entro un certo tempo, la diffida un’intimazione a non fare.

  • letizia 27 settembre 2011 at 16:46

    buona sera le spiego il mio problema mi sono separata da un anno ed ho un mutuo di €.559,00+spese di fitto e asilo di €.559,00 purtroppo ho dovuto sospendere mio malgrado il pagamento della compass io intendo pagare ma vorrei rinegoziare il debito residuo che ammonta ad €.14.096,00 mi potete aiutare .

    • dott.ssa Annapaola Ferri 27 settembre 2011 at 17:02

      Certo Letizia. Provi a leggere prima un pò di materiale in questa sezione

      Poi, semmai, potremmo approfondire la questione nel forum di indebitati.it

  • Dedid 26 settembre 2011 at 21:38

    Buona sera sono Davide, mi sono registrato in serata siete l’unica mia fonte di salvezza, un mega debitore involontario ho un debito di 7000 euro con Consumit e e circa 18000 euri con Compass; più cessione e delega dello stipendio e mutuo casa, e finanziamento ristrutturazione casa, praticamente due anni senza vedere stipendio; e oggi ho ricevuto un telegramma da parte di ufficio legale Compass: “visti gli inutili tentativi precedenti stiamo valutando azione legale nei vs confronti”; cinque giorni fa ho rifiutato compilazioni cambiali. Naturalmente il telegramma è collegato alla lettera di diffida inviatami il mese di Agosto da CREDITECH in forza del mandato ricevuta da Compass; chiedo un aiuto di come fare in una situazione del genere; grazie
    se per caso ho sbagliato a scrivere qui ditemi come fare per scrivere nel forum

    • dott.ssa Annapaola Ferri 27 settembre 2011 at 05:06

      Mi spiace deluderla, ma, purtroppo, non siamo in grado di salvare nessuno.

      Ad un sommario esame della situazione il suggerimento da darle sembra essere quello di sospendere immediatamente i rimborsi a Consumit e Compass. In questo modo lei sarà probabilmente soggetto al pignoramento di un quinto dello stipendio. La quota pignorata andrà a soddisfare prima l’uno e poi l’altro dei due creditori.

      La cessione ed il prestito delega, invece, dovrà continuare a pagarli, a meno che non intenda licenziarsi.

      Tuttavia, corre il rischio che i creditori possano iscrivere una ipoteca di secondo o terzo grado sulla casa (sarebbe importante sapere se il finanziamento per la ristrutturazione è stato garantito da ipoteca).

      Insomma, per minimizzare il danno , atteso che la sua situazione debitoria è evidentemente insostenibile e non può che peggiorare (a meno che lei non vinca al superenalotto), la cosa da fare subito è mettere in vendita la casa, pagare il capitale residuo alla banca ed incamerare quello che resta.

      Per eventuali altri chiarimenti o approfondimenti, la invito a scrivere nel forum.

  • lbjak 10 settembre 2011 at 14:58

    Buon giorno,io ho ceduto un ristorante a san giorgio canavese,al prezzo di € 35.000,00 più i.v.a.

    Totale della fattura € 42.000,00 di cui € 21.000,00 e stato pagata rimane da pagare altri € 21.000,00 con contratto stipulato da un commercialista che dava come termine ultimo 30/09/2011.

    Adesso l’acquirente mi ha già detto che non vuole pagare la somma dovuta, addirittura mi ha chiesto di fare una fattura di € 15.000,00 anziché di 35.000,00.

    Cosa devo fare per ricuperare i mie soldi? che tra l’altro l’importo chiesto è solo per l’attrezzatura e i lavori fatti in quel locale.

    Naturalmente il contratto di vendita è firmato da entrambe le parti davanti ad un testimone, il commercialista.

    Spero in una risposta al più presto,anche perché se non ricevo il pagamento sono rovinato e a 54 anni non ho più la forza di ricominciare.

    Per questo motivo la mia convivente mi ha abbandonato dopo 16 anni di convivenza portandosi via nostra figlia di 15 anni. Con quei soldi posso ricominciare e stare con mia figlia.

    Vi prego aiutatemi grazie

    • Simone Saintjust 10 settembre 2011 at 15:11

      Conviene registrare il contratto. Poi, a meno che non voglia costringere l’acquirente (magari con una pistola) a rilevare a forza il ristorante versando il saldo pattuito, dopo il 30 settembre potrà trattenere la caparra e tenersi la locanda.




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