Dichiarazione Sostitutiva Unica - Assegni periodici per coniugi e figli

Nella Dichiarazione Sostitutiva Unica, ed in particolare nel quadro FC5, vanno inseriti gli importi relativi agli assegni periodici destinati al coniuge e ai figli, percepiti o corrisposti nel secondo anno solare precedente la presentazione della DSU (ad esempio, per una DSU presentata nel nel 2015, occrre indicare gli assegni percepiti o corrisposti nel 2013).

Attenzione: vanno inseriti solo gli assegni percepiti per il mantenimento dei figli in quanto gli assegni percepiti per il coniuge sono già inclusi nel reddito complessivo (direttamente rilevato dall'Agenzia delle entrate).

Va riportato l'importo, come indicato nel provvedimento del giudice, degli assegni periodici effettivamente corrisposti al coniuge in seguito alla separazione legale ed effettiva (compresi quelli destinati al mantenimento dei figli) o in seguito allo scioglimento o annullamento del matrimonio. Oppure l'importo degli assegni periodici effettivamente corrisposti per il mantenimento dei figli conviventi con l'altro genitore nel caso in cui i genitori non siano coniugati o effettivamente e legalmente separati anche in assenza di un provvedimento dell'autorità giudiziaria che abbia stabilito l'importo degli assegni.

1. Cos'è e a cosa serve la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) ISEE
2. I modelli da utilizzare per la presentazione della Dichiarazione sostitutiva Unica (DSU) ISEE
3. Gli ISEE specifici - ISEE per l'Università o ISEEU
4. Gli ISEE specifici - ISEE per le prestazioni socio-sanitarie
5. Gli ISEE specifici - ISEE per anziani ricoverati presso le residenze socio-sanitarie assistenziali
6. Gli ISEE specifici - ISEE per minorenni con genitori non coniugati tra loro e non conviventi
7. Gli ISEE specifici - ISEE corrente
8. La verifica della Dichiarazione Sostitutiva Unica ISEE e l'attestato rilasciato dall'INPS
9. Dichiarazione Sostitutiva Unica ISEE - La composizione del nucleo familiare
10. Composizione del nucleo familiare ISEE - Coniuge non convivente con residenza diversa dal dichiarante
11. Composizione del nucleo familiare ISEE - Figli minorenni e minori affidati
12. Composizione del nucleo familiare ISEE - Figli maggiorenni non conviventi
13. Composizione del nucleo familiare ISEE - Convivenza anagrafica (componenti in caserma, istituti di cura o di detenzione)
14. Composizione del nucleo familiare ISEE - Nucleo familiare con almeno tre figli
15. Dichiarazione Sostitutiva Unica ISEE - La casa di abitazione
16. Dichiarazione Sostitutiva Unica ISEE - Il patrimonio mobiliare
17. Dichiarazione Sostitutiva Unica ISEE - Il conto corrente e il calcolo della giacenza media
18. Dichiarazione Sostitutiva Unica ISEE - Il patrimonio immobiliare
19. Dichiarazione Sostitutiva Unica - Redditi e trattamenti da dichiarare ai fini ISEE
20. Dichiarazione Sostitutiva Unica - Redditi e trattamenti da non dichiarare ai fini ISEE
21. Dichiarazione Sostitutiva Unica - Assegni periodici per coniugi e figli
22. Dichiarazione Sostitutiva Unica - Autoveicoli e motoveicoli
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Stai leggendo Dichiarazione Sostitutiva Unica - Assegni periodici per coniugi e figli Autore Annapaola Ferri Articolo pubblicato il giorno 20 novembre 2014 Ultima modifica effettuata il giorno 30 settembre 2017 Classificato nella categoria isee iseeu nucleo familiare e famiglia anagrafica (stato di famiglia) Inserito nella sezione lavoro, pensioni, famiglia separazione e divorzio, Isee.

Commenti e domande

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  • Anonimo 2 maggio 2019 at 18:30

    Buongiorno. Sono in una situazione complicata, in teoria non potrei fare l’isee corrente nonostante sia disoccupato e a reddito zero. Per fare l’isee corrente serve una variazione nei 18 mesi precedenti. Io sono stato licenziato a dicembre 2016 quindi più di 18 mesi fa. Il problema è che nell’isee ordinario risulta la disoccupazione naspi del 2017, però l’isee in corso non rispecchia più quella situazione, in quanto sono a reddito zero per tutto il 2018. Cosa posso fare in questi caso?

  • Anonimo 17 marzo 2019 at 18:15

    Grazie della risposta Annapaola Ferri, ma se per favore puo’ togliermi l’ultimo dubbio che ho formulato nella mia domanda, visto che ho terminato l’indennità di mobilità a dicembre 2017 e che venivo da un licenziamento di un lavoro a tempo indeterminato nel dicembre 2015, posso chiedere l’isee corrente solo sugli ultimi due mesi invece che degli ultimi 12 mesi?

    • Annapaola Ferri 17 marzo 2019 at 18:22

      No: l’ISEE corrente ha validità bimestrale ma deve riferirsi a redditi e patrimoni degli ultimi dodici mesi.

  • Anonimo 16 marzo 2019 at 23:58

    Nel 2015 sono stato licenziato da un lavoro a tempo indeterminato, nel 2016 e 2017 sono stato in mobilità, da allora non ho più lavorato. Il mio Isee ordinario 2019 ha i redditi del secondo anno di mobilità e cioè il 2017. Domanda: posso richiedere l’Isee corrente e se si, degli ultimi 12 mesi o ultimi 2 mesi, visto che avevo un lavoro a tempo indeterminato. Grazie

    • Annapaola Ferri 17 marzo 2019 at 06:27

      L’indicatore della situazione reddituale (ISR) corrente e’ ottenuto aggiornando i redditi per ciascun componente il nucleo familiare, facendo riferimento ai redditi da lavoro dipendente, pensione ed assimilati conseguiti nei dodici mesi precedenti a quello di richiesta della prestazione sociale.

      L’ISEE corrente può essere preso a riferimento solo in caso di variazioni superiori al 25 per cento dell’indicatore della situazione reddituale (ISR) corrente rispetto all’indicatore della situazione reddituale (ISR) calcolato in via ordinaria con riferimento ai redditi percepiti nel 2017.

      In pratica. se la differenza fra l’ISR dell’ISEE ordinario e l’ISR dell’ISEE corrente supera il 25% dell’ISR ordinario, allora può essere presentato l’ISEE corrente al posto dell’ISEE ordinario.

  • Anonimo 30 maggio 2018 at 04:46

    Buon giorno, sono separata di fatto. Quattro figli (3 minori 1 maggiorenne). Ho acquistato casa (con agevolazione 1*casa e possedendo già meta casa in comune col coniuge, devo decidere come alienare tale proprietà) nella quale a breve prenderò residenza (finora solo domicilio). I figli vivono in entrambe le case a seconda degli orari lavorativi di noi genitori. Ho una casa in comune col coniuge, della quale pago metà mutuo e nella quale risiede lui. Io ho già richiesto isee (maggiorenne vuol tornare all’ università). Dopo il mio cambio di residenza, dovrò fare un isee ulteriore? Risultano alti gli indicatori immobiliari, come posso fare per far in modo che si abbassino? Io pago il mio mutuo e metà della rata del coniuge. Son un part time al lavoro, ho acquistato casa per non buttare i soldi per affitto, ma cosi facendo risultiamo ricchi anche se in realtà faccio fatica ad arrivare a fine mese. Siamo solo separati di fatto, con uno scritto di un legale il quale riportava che io mi allontanavo da casa. Attendo risposta.

    • Simone di Saintjust 30 maggio 2018 at 05:47

      Il problema più rilevante ai fini DSU/ISEE che, secondo noi, lei deve risolvere, non sono gli indici immobiliari, ma la sua situazione anagrafica. Fino a quando la separazione risulterà solo di fatto e non formalizzata legalmente con omologa di un giudice, nel suo nucleo familiare (e in conseguenza quello dei figli) farà parte il suo attuale coniuge. Anche se quest’ultimo ha acquisito una residenza diversa. Due coniugi, non separati legalmente, infatti, fanno sempre parte dello stesso nucleo familiare, con i propri redditi e il proprio patrimonio. Ufficializzare la separazione di fatto comporterà, quindi, un congruo ridimensionamento dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE) relativo al suo nucleo familiare di cui faranno parte solo i figli minori e quelli maggiorenni, eventualmente non conviventi, che non abbiano raggiunto autonomia economica.

  • Anonimo 3 febbraio 2018 at 21:02

    Salve,
    ho presentato dichiarazione isee sul sito inps e ad oggi tale dichiarazione risulta completa ed attestata ma non mi dà possibilità di stamparla né di visualizzarla ma solo di contestarla, rettificarla o creare isee corrente. Come mai?
    Grazie

    • Simone di Saintjust 3 febbraio 2018 at 22:34

      La procedura prevede, innanzitutto, l’accesso in consultazione effettuando una ricerca per il proprio codice fiscale (campo già impostato e non modificabile) oppure indicando anche il protocollo Inps. Si ottiene così una lista in cui vengono elencate tutte le DSU sottoscritte, attestate e le componenti aggiuntive in corso di validità. E’ possibile scaricare in formato pdf la documentazione elaborata mediante selezione delle icone presenti in elenco per ogni dichiarazione nella sezione stampe.

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