Dichiarazione dei redditi e e detrazioni per spese di istruzione

Sono detraibili nella misura del 19 per cento (ma su un importo massimo di euro 564 per l'anno 2016 per alunno o studente, da ripartire tra gli aventi diritto) le spese di istruzione non universitaria. La detrazione spetta sia per le spese di frequenza della scuola secondaria di secondo grado sia per quelle delle scuole dell'infanzia e del primo ciclo di istruzione del sistema nazionale di istruzione costituito da scuole statali e da scuole paritarie private e degli enti locali.

In pratica, la detrazione spetta in relazione alle spese per la frequenza di scuole dell'infanzia (scuole materne), scuole primarie e scuole secondarie di primo grado (scuole elementari e medie), scuole secondarie di secondo grado (scuola superiore), siano esse statali o paritarie private o degli enti locali.

Parliamo, ad esempio delle spese per la mensa scolastica, per i servizi scolastici integrativi quali l'assistenza al pasto e il pre e post scuola, perle gite scolastiche, per l'assicurazione della scuola e ogni altro contributo scolastico finalizzato all'ampliamento dell'offerta formativa deliberato dagli organi d'istituto (corsi di lingua, teatro, ecc., svolti anche al di fuori dell'orario scolastico e senza obbligo di frequenza). Sono escluse dalla detrazione, invece, le spese relative all'acquisto di materiale di cancelleria e di testi scolastici per la scuola secondaria di primo e secondo grado e quelle relative al servizio di trasporto scolastico, in quanto si tratta di un servizio alternativo al trasporto pubblico per il quale non è, attualmente, prevista alcuna agevolazione.

Per quanto attiene le spese universitarie la detrazione spetta, nella misura del 19 per cento, calcolato sull'intero importo se l'università è statale. Nel caso, invece, di iscrizione ad una università non statale, l'importo ammesso alla detrazione non deve essere superiore a quello stabilito annualmente per ciascuna facoltà universitaria in relazione alle diverse aree geografiche (nord, centro, sud).

Sono ammesse a detrazione le spese sostenute per la frequenza di corsi di laurea, di perfezionamento e/o di specializzazione universitaria, tenuti presso università o istituti universitari italiani o stranieri. In particolare, sono detraibili le tasse di immatricolazione ed iscrizione (anche per gli studenti fuori corso), le soprattasse per esami di profitto e laurea, le spese per la partecipazione ai test di accesso ai corsi di laurea, eventualmente previsti dalla facoltà, in quanto lo svolgimento della prova di preselezione costituisce una condizione indispensabile per l'accesso ai corsi di istruzione universitaria e quelle sostenute per la la frequenza dei Tirocini Formativi Attivi (TFA) per la formazione iniziale dei docenti istituiti presso le facoltà universitarie o le istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica.

La detrazione non spetta per le spese relative: all'acquisto di libri scolastici, strumenti musicali, materiale di cancelleria, viaggi ferroviari, vitto e alloggio necessari per consentire la frequenza della facoltà.

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