Il decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo

Se l'opposizione non è fondata su prova scritta o di pronta soluzione, il giudice può concedere -con ordinanza non impugnabile- l'esecuzione provvisoria del decreto e cioè obbligare il debitore a pagare immediatamente, e non quindi all'esito del periodo di “riflessione” dei 40 giorni suddetto.

Quest’ultima deve essere concessa se il richiedente offre cauzione per coprire eventuali danni. Su istanza dell'opponente il giudice può -con ordinanza sempre non impugnabile- sospendere l'esecuzione provvisoria del decreto.

Il decreto provvisoriamente esecutivo è possibile se:

  • il credito è fondato su cambiale, assegno bancario, assegno circolare ocertificato di liquidazione di borsa;
  • il credito è fondato su atto ricevuto da notaio o altro pubblico ufficiale autorizzato;
  • vi è pericolo di grave pregiudizio in caso di ritardato pagamento (in tal caso, il giudice può imporre una cauzione al creditore);
  • il creditore produce un documento sottoscritto dal debitore in cui riconosce il proprio debito (una sorta di ammissione).

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Stai leggendo Il decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo Autore Gennaro Andele Articolo pubblicato il giorno 16 settembre 2013 Ultima modifica effettuata il giorno 19 giugno 2016 Classificato nella categoria decreto ingiuntivo opposizione a decreto ingiuntivo e al precetto opposizione ad esecuzione e agli atti esecutivi Inserito nella sezione tutela dei beni del debitore.

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  • anto1940 16 aprile 2014 at 08:50

    Ribadisco che non ho assolutamente possibilità economiche per farmi difendere da un legale e quindi poter presentare opposizione al decreto ingiuntivo; quindi si procederà nei miei confronti; io ora sono domiciliato e residente in un appartamento con un contratto di comodato d’uso gratuito in cui oltre all’appartamento è inserito tutto ciò che in esso è contenuto, di mio ci sono solo gli effetti ed indumenti personali; tale contratto è stato vidimato all’atto della scrittura dall’ufficio postale con un’opportuna dicitura. Domanda: verrà messo in discussione tale tipo di contratto? Le forniture (gas, luce, ecc.) sono a me intestate. Sono un pensionato di 74 anni con pensione statale netta di 1300 euro circa; ho la moglie a carico e il conto corrente bancario su cui è riversata la pensione è intestato a noi due; sul conto corrente c’è solo la pensione: cosa avverrà quindi? Le domande sono opportune per me per regolarmi di conseguenza. Ringrazio di cuore chiunque mi può rispondere

    • Ludmilla Karadzic 16 aprile 2014 at 09:09

      La rimando ad un articolo su una recente sentenza della Corte di Cassazione (cliccare qui).

      In essa, praticamente si afferma che, una volta individuato il domicilio o la residenza del debitore, l’ufficiale giudiziario deve limitarsi ad eseguire il pignoramento richiesto dal creditore sui beni rinvenuti nell’appartamento, basandosi esclusivamente sul principio di presunzione legale di proprietà previsto dalla legge. Egli non può entrare nel merito della valenza giuridica del contratto di comodato stipulato dal debitore e da lui esibito, seppur registrato presso l’Agenzia delle entrate.

      Il terzo effettivo proprietario dei beni pignorati è legittimato a presentare opposizione al giudice delle esecuzione (ahimè, avvalendosi dell’assistenza legale necessaria) chiedendone la restituzione dietro esibizione del contratto di comodato stipulato con il debitore e regolarmente registrato.

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