Debiti tributari ed accettazione dell'eredità

In tema di obbligazioni tributarie, grava sull'Amministrazione finanziaria creditrice del de cuius l'onere di provare l'accettazione dell'eredità da parte del chiamato, per potere da lui esigere l'adempimento dell'obbligazione del defunto.

Tale onere non può essere assolto con la produzione della sola denuncia di successione, mentre è idoneamente adempiuto con la produzione degli atti dello stato civile, dai quali è dato coerentemente desumere quel rapporto di parentela con il de cuius che legittima alla successione, o di qualsiasi altro documento dal quale possa, con pari certezza, desumersi la sussistenza di detta qualità.

Costituisce, invece, onere degli eredi produrre l'eventuale atto di rinuncia all'eredità, a fronte del quale incomberà, poi, sull'Amministrazione finanziaria l'onere di provarne la mancata inserzione nel registro delle successioni ai fini dell'opponibilità di tale atto ai terzi.

Sono quelle appena esposte le indicazioni dei giudici di legittimità, in tema di eredità dei debiti tributari, fornite con la sentenza 3611/16 della Suprema Corte.

26 febbraio 2016 · Giorgio Valli

condividi su FB condividi su G+ condividi su Twitter iscriviti alla newsletter del blog iscriviti al feed RSS degli articoli del blog forum

Approfondimenti e integrazioni dal blog

Eredità e debiti tributari
Il chiamato eredita i debiti tributari solo al momento dell'accettazione dell'eredità. I soggetti “chiamati” ad accettare l'eredità non rispondono dei debiti tributari del defunto. Tale obbligo sorge solamente quando il "chiamato" accetta l'eredità (in modo espresso oppure in modo tacito per facta concludentia). Solo al momento dell'accettazione, infatti, si acquista ...
Presentare la dichiarazione dei redditi per conto del defunto comporta accettazione tacita dell'eredità
Il diritto di accettare l'eredità si prescrive in dieci anni e il termine decorre dal giorno dell'apertura della successione. Tuttavia, i chiamati che hanno rinunciato all'eredità possono sempre accettarla, anche tacitamente, se non è già stata acquistata da altri chiamati e senza pregiudizio per i diritti acquisiti da terzi sui ...
La richiesta di voltura catastale di un immobile del defunto non comporta necessariamente accettazione tacita dell'eredità
Non sempre la voltura dei beni appartenenti al defunto in favore degli eredi comporta accettazione tacita dell'eredità: in particolare, quando l'atto di voltura, pur effettuato nell'interesse di tutti i coeredi, viene in concreto richiesto da uno solo di essi, l'accettazione tacita dell'eredità si produce solo in favore di chi vi ...
Quando il pagamento di un debito del defunto configura accettazione tacita dell'eredità
In tema di successioni per causa di morte, un pagamento transattivo del debito del de cuius, ad opera del chiamato all'eredità, configura un'accettazione tacita dell'eredità, non potendosi transigere un debito ereditario se non da colui che agisce quale erede. Ma, lo stesso adempimento eseguito con denaro proprio, ed in epoca ...
Equitalia » Ecco come salvarsi dal pignoramento del bene ricevuto in eredità
Equitalia, per poter pignorare l'immobile del debitore, deve dimostrare che lo stesso abbia accettato l'eredità in cui rientra la casa per cui si vuole procedere all'esecuzione forzata: non è sufficiente, infatti, la voltura catastale ma un atto pubblico. Arriva lo stop al pignoramento di Equitalia sugli immobili ereditati: l'agente per ...

Spunti di discussione dal forum

Rinuncia eredità del genitore debitore defunto
Nell'anno 2001 si acquisisce a seguito successione quota di un immobile ereditato da un genitore defunto. Nell'anno 2015 a seguito di decesso dell'altro genitore e a causa della presenza di debiti si vorrebbe rinunciare all'eredita (i chiamati all'eredità sono 3 fratelli di cui due rifiuterebbero e uno accetterebbe). Rinunciando all'eredità…
Ratei di pensione del de cuius ed accettazione tacita eredità
Mi riallaccio ad una precedente domanda posta nel forum che riguarda i ratei di pensione del de cuius e per la quale ho ancora dei dubbi che non sono riuscito a chiarire. In proposito, desidero chiedervi se i ratei di tredicesima della pensione del defunto rientrano, o meno, nell'asse ereditario…
Pagare un debito del defunto comporta accettazione dell’eredità?
L'INPS ha notificato, tramite raccomandata, ad uno solo dei figli del de cuius, la restituzione dell'importo euro 62,01 poichè sono state riscosse dal de cuius, nell'anno 2012, rate di prestazione in misura superiore a quella spettante. Premesso che noi figli non abbiamo ancora accettato (nemmeno in forma tacita) l'eredità ma…
Rinuncia eredità in qualità di tutore di minore
Mio fratello è deceduto nel settembre 2015: i figli maggiorenni hanno fatto rinuncia di eredità nei termini di legge. Sono appena stata nominata tutore della figlia minorenne e dovendo procedere alla rinuncia di eredità per conto di mia nipote, e per mio conto, secondo il giudice tutelare devo depositare un'istanza…
Come fanno i creditori a scoprire che il debitore ha rinunciato ad una eredità per accettare al suo posto?
Conosco l'argomento con annessi e connessi alla rinuncia dell'eredità: chiedo però una cosa che non ho trovato da nessuna parte. Ho dei debiti, eredito degli immobili da mio padre, rinuncio all'eredità, subentra ed eredita la mia parte mio figlio maggiorenne. Come fanno i creditori a scoprire che ho rinunciato all'eredità…

Assistenza gratuita e link a ritroso

Richiedi assistenza gratuita o ulteriori informazioni su debiti tributari ed accettazione dell'eredità. Clicca qui.

Stai leggendo Debiti tributari ed accettazione dell'eredità Autore Giorgio Valli Articolo pubblicato il giorno 26 febbraio 2016 Ultima modifica effettuata il giorno 18 maggio 2017 Classificato nella categoria eredità debiti tributari Inserito nella sezione giurisprudenza.

Commenti e domande

Per porre una domanda sul tema trattato nell'articolo (o commentarlo) e visualizzare il form per l'inserimento, devi prima accedere cliccando questo link. Potrai utilizzare le tue credenziali social oppure accedere velocemente come utente anonimo.

  • marco 5 luglio 2017 at 09:59

    Alla scomparsa recente dei miei genitori, unitamente ad un fratello ed una sorella ho ereditato quota di un immobile dove abbiamo residenza io e mio fratello ed una quota di un’altro immobile dove risiede mia sorella.
    Ho delle sostanziose pendenze con l’agenzia delle entrate (prevalentemente costituita da contributi INPS non pagati) derivanti da una precedente attività di agente di commercio.

    Vorrei sapere in quali rischi posso incorrere alla luce dell’eredità ricevuta. Cosa è possibile fare per proteggere le quote di eredità.

    • Simone di Saintjust 5 luglio 2017 at 10:43

      L’unica realistica soluzione per far fronte alla situazione descritta è quella di alienare le quote di proprietà a terzi, non parenti od affini, attraverso una transazione tracciabile, in modo da non correre il rischio di un’azione revocatoria del trasferimento di proprietà; curando, nel contempo, che il ricavato non stazioni troppo a lungo, sul conto corrente a lei intestato, per ovvie ragioni.

      Quello che rischia nella situazione attuale è l’iscrizione di ipoteca sugli immobili ereditati da parte di ADER (Agenzia delle Entrate Riscossione – ex Equitalia) se il debito è superiore a 20 mila euro: di solito il concessionario rinuncia alla riscossione coattiva tramite espropriazione quando l’immobile è in comproprietà e, peraltro, non può procedere alla vendita forzata se il debito del proprietario (anche in quota) è inferiore ai 120 mila euro (parliamo, naturalmente, di fattispecie, come quella che la riguarda, in cui l’immobile non è l’unico di proprietà del debitore).

      Altri rischi che corre è il pignoramento del conto corrente (a cui si è già accennato), il pignoramento di crediti verso terzi (se svolge attività di lavoro autonomo) il pignoramento dello stipendio (se è un lavoratore dipendente) o quello della pensione, se si trova in quiescenza.

      La rinuncia all’eredità (a favore dei suoi figli o di altri eredi) non costituisce una soluzione al problema, semmai ci avesse fatto un pensierino: il creditore o il concessionario che agisce per lui, infatti, può chiedere al giudice di accettare l’eredità per conto del debitore che vi abbia rinunciato, con ottime chances di successo.

  • Alberto Volo 9 marzo 2016 at 17:26

    Mio cognato, aveva una attività commerciale che ha gestito per una decina di anni fino al 2000 dopo di che ha dovuto chiuderla in quanto non riusciva più a pagare le spese di relative a tasse, imposte ecc.

    Nel corso di questi anni sono cominciate ad arrivargli molte cartelle di pagamento di Equitalia notificate a fronte di debiti fiscali e contributivi maturati, che dapprima sono state pagate, per quanto possibile, poi impossibilitato in quanto disoccupato, hanno raggiunto un importo superiore a € 150 mila.

    Mio cognato non possiede altri beni se non due auto già sotto fermo amministrativo.

    Vorrei sapere in che modo Equitalia potrà rifarsi su mio cognato e se il mancato pagamento di queste cartelle da parte sua, potrà andare a interessare le proprietà dei suoi genitori e direttamente anche di mia moglie nel caso di morte di uno dei genitori in quanto diventerebbe, assieme al coniuge superstite e a mia moglie erede a tutti gli effetti.

    Se questo accadesse può rinunciare all’eredità?

    • Annapaola Ferri 10 marzo 2016 at 05:34

      Equitalia potrà rifarsi sull’eredità spettante a suo cognato debitore, certamente non sulle quote ereditarie che saranno assegnate al coniuge superstite ed a sua moglie.

      La rinuncia all’eredità di un debitore serve a poco: il creditore può chiedere al giudice di sostituirsi a lui nell’accettare l’eredità fino al soddisfacimento delle proprie legittime pretese.

      Qualche spunto di riflessione per possibili rimedi può essere individuato nella lettura di questo articolo.

Altre info

staff e collaboratori
privacy e cookie
note legali
contatti



Cerca

Domande?