Accettando l'eredità la persona chiamata diventa erede e acquista tutti i diritti ed obblighi legati all'eredità.

L'eredità viene acquistata con effetto retroattivo, vale a dire con effetto dal momento della morte del testatore. Tale data viene definita come momento di apertura della successione. L'accettazione dell'eredità può essere:

  • espressa mediante una dichiarazione scritta in cui la persona interessata assume il titolo di erede o dichiara di accettare l'eredità (ad es. in un contratto, nella domanda di rilascio di un certificato di eredità, in una dichiarazione notarile).
  • tacita Il chiamato all'eredità compie atti che necessariamente presuppongono la sua volontà di accettare e che solo un erede avrebbe il diritto di compiere, ad es. appropriazione di beni ereditari, disposizione sugli stessi beni o promozione di un'azione spettante all'erede.

Donazione, vendita o cessione di diritti ereditari, nonché rinuncia all'eredità verso corrispettivo o a favore di alcuni soltanto dei chiamati importano in ogni caso l'accettazione dell'eredità, senza che sia necessario verificare l'esistenza della volontà di accettazione.

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Stai leggendo Accettando l'eredità la persona chiamata diventa erede e acquista tutti i diritti ed obblighi legati all'eredità. Autore Paolo Rastelli Articolo pubblicato il giorno 3 luglio 2013 Ultima modifica effettuata il giorno 19 giugno 2016 Classificato nella categoria debiti successione - cartella esattoriale al defunto e pignoramento dei beni ricevuti in eredità Inserito nella sezione tutela dei beni del debitore del sito la comunità dei debitori e dei consumatori italiani.

Commenti e domande

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  • Cinzia 24 febbraio 2010 at 22:19

    Buonasera,
    avrei bisogno di avere delle dettagliate informazioni su quanto sotto esporro’.
    I miei suoceri hanno due figli. E’ ovvio che tutti i beni mobili e immobili dovranno essere divisi in parti uguali. Mio cognato per andare a vivere da solo ha avuto la necessita’ di ristrutturare un vecchio appartamento usufruendo (in maniera gratuita) della prestazione d’opera di mio marito, garantendogli che avrebbe ceduto la sua parte di terreno (mio suovcero tra i beni possiede un terreno) che comunque avrebbe ereditato in futuro. Siccome mio cognato sta per sposarsi abbiamo la necessita di fare un atto privato per fare firmare sia i miei suoceri che mio cognato per garantire quanto promesso.
    E’ possibile farlo? Se no cosa occorre fare per mantenere quanto promesso.
    E’ urgente perche’ entro la prossima settimana devo risolvere tutto!
    La ringrazio anticipatamente per la sua risposta!
    Cinzia

    • cocco bill 24 febbraio 2010 at 22:24

      Mi spiace. Ma credo sia necessaria la consultazione di un notaio.

  • giacci 75 5 febbraio 2010 at 09:49

    Mettiamo il caso abbia a conseguire ,in futuro, debiti con l’erario o con banche/finaniarie per via di crisi economica non riuscendo piu’ ad onorare,e nello stesso tempo eredito soldi e immobili dai miei una volta dceceduti,posso tenerli lontano da questi debiti?posso far ricadere l’eredita su mio fglio naturale?devo necessariamente rinunciare all’eredita’ in m odo che non mi vengano a pignorare nulla? detemi informazioni grazie mille

    • cocco bill 5 febbraio 2010 at 09:57

      Non è così semplice Giacci.

      Lei non può non rinunciare all’eredità dei suoi genitori (o di chiunque).

      Infatti, i creditori dei chiamati all’eredità – che abbiano rinunciato – possono farsi autorizzare entro 5 anni dalla rinuncia ad accettare l’eredità in nome e per conto del rinunciante, al solo scopo di soddisfarsi sui beni del debitore e fino a concorrenza dei crediti vantati.

      Il chiamato debitore non acquisisce la qualità di erede – perché questa non può essere attribuita contro la volontà di costui – ma cionondimeno, i creditori potranno soddisfarsi sui beni del debitore visto che saranno costoro ad accettare l’eredità in sostituzione del debitore chiamato.

      Inoltre, qualsiasi donazione dei beni di proprietà ad opera di un debitore può essere revocata dal giudice se il creditore riesce a provare (e in alcuni casi non è poi così difficile) che la donazione aveva lo scopo di evitare l’escussione forzata del debito.

  • Mirella 14 gennaio 2010 at 21:28

    Buonasera sono la signora Mirella..ho 37 anni sono vedeva da circa 4 anni mio marito e morto con un incidente stradale, lui era figlio unico i genitori sono defunti anche loro, ora sono rimasta sola con un unica figlia adesso maggiorenne..vorrei sapere qualche informazione in piu’ sul mio caso..Vi spiego in breve siccome quando mio marito mori’ io ho dovuto rinunciare all’eredita’ per problemi di debiti..!! continuando a pagare comunque le rate del mutuo..pero’ senza nessun testamento..! Se potete darmi qualche informazione in piu’..aspetto una vostra risposta..Grazie..

    • cocco bill 15 gennaio 2010 at 12:46

      Mi spiace signora Mirella, ma non è chiara l’informazione che richiede. Ed inoltre lei non ci dice la casa, per cui sta pagando il mutuo, a chi è intestata.

      Sarà il caso di dettagliare meglio e riformulare la domanda.

  • giorgio pellegrino 29 agosto 2009 at 20:41

    Se si eredita un mutuo di un abitazione serve sapere il debito residuo e il valore dell’immobile per valutare se accettare o meno l’eredità che potrebbe diventare onerosa.E’ buona norma per i genitori non lasciare debiti consistenti ai propri figli in quanto si potrebbero trovare in difficoltà con l’eredità.

    Un erede dunque alla morte dell’ereditario può comportarsi in questa maniera:

    – rinunciare all’eredità

    – accettare l’eredità senza riserve

    – accettare l’eredità con beneficio di inventario.

    Nel caso di accettazione dell’eredità il mutuo del defunto quindi passerà all’erede che risponderà in prima persona delle condizioni precedentemente contratte dal mutuatario con la banca.

  • massimo 26 febbraio 2009 at 20:18

    escludere una figlia dai beni ereditari e’ possibile? se lo e come?

    • c0cc0bill 26 febbraio 2009 at 22:25

      Non è assolutamente possibile!

      La legittima è la quota di eredità che secondo quanto prevede il Codice Civile spetta ad alcuni eredi, a prescindere dalla volontà del defunto. Eredi legittimi sono coniuge e figli, e, in assenza dei figli, i genitori e in base alla legge non è possibile diseredarli, perchè in questo caso potrebbero impugnare il testamento.

  • c0cc0bill 31 ottobre 2008 at 08:23

    Sono stato chiamato all’eredità, unitamente alle mie due sorelle, tutti maggiorenni con prole, per un debito pensionistico di circa € 4500,00. Il debito in questione a carico di una zia di nostra madre (entrambi defunti), probabilmente si riferisce a somme corriposte ma non dovute a titolo di pensione per invalidità civile e per cecità, percepita durante vita. I nostri genitori sono entrambi morti e la zia tra le altre cose, da quanto ne sappiamo, non possedeva nessun bene.
    Ci è stato consigliato di procedere alla rinuncia dell’eredità come soluzione migliore al problema. Ma quello che mi chiedo è dopo tale rinuncia che cosa può accadere? L’INPS potra decidere di rinunciare a tali somme o verosimilmente verranno chiamati a succedere i miei figli o chi altro?

    Commento di Antonio | Venerdì, 31 Ottobre 2008

    Il consiglio che ti è stato dato è quello giusto.

    L’unico problema potresti averlo se, ad esempio, dopo la rinuncia si scopre che quella zia aveva un tesoro nascosto nel giardino di casa sua …

    Però scegliendo la rinuncia con la formula del “beneficio d’inventario” risolvi anche questo problema.

  • c0cc0bill 25 ottobre 2008 at 05:12

    Nostro padre è deceduto nel 2005. Pochi giorni fà è arrivata una lettera di agenzia di recupero crediti che, per via di una fidejussione bancaria prestata da nostro padre a garanzia di una società che poi lui ha venduto nel 1987 uscendone completamente, richiede a noi eredi del fidejussore la bellezza di centocinquantamila euro di debiti evidentemente contratti da i successivi proprietari della società stessa. Premesso che a noi tale notizia è caduta come un fulmine a ciel sereno, non eravamo assolutamnte a conoscenza di tale rapporto e forse neanche nostro padre era a conoscenza della presunta continuità della sua garanzia, ma veramente secondo quanto sopra scritto e quindi per il diritto italiano noi continuamo ad essere garanti dei debiti altrui? A noi sembra un eccesso di garanzia a favore del creditore (banca) e un abuso nei confronti di noi persone oneste.

    Commento di Giuseppe | Venerdì, 24 Ottobre 2008

    Purtroppo sì.

    Avendo voi eredi, implicitamente accettato l’eredità di vostro padre, ne assumete pro quota gli obblighi.

    L’unica cosa da verificare è che il credito, al debitore garantito dalla fideiussione di vostro padre, sia stato erogato quando vostro padre era ancora in vita.

    Nel caso ciò sia stato fatto dopo la morte di vostro padre, allora comincerebbero a sostanziarsi profili di comportamento fraudolento e/o negligente della banca, appellabili in sede legale.

    Non servirà a mettervi in allegria, comunque voi potete rivalervi sul debitore.

    In ogni caso vi consiglio di affidarvi a professionisti.

  • karalis 20 settembre 2008 at 23:23

    Gentilissimi,
    mio padre è deceduto quasi due anni fa. Ora è comparsa una persona che chiede 4000 euro per delle prestazioni. Al momento della morte ho affisso il necrologio nel paese in cui abita questa persona, con addirittura un servizio sul giornale locale. Inoltre un collaboratore di mio padre ha lo studio nello stesso palazzo. E’ giusto che io debba pagare?

    Commento di Marco | Sabato, 20 Settembre 2008

    Innanzitutto va esaminata la legittimità della documentazione che attesta l’eventuale debito di tuo padre.

    Ammesso che l’istanza di rimborso del debito sia legittima, e considerato che non hai chiesto, nei termini, una accettazione dell’eredità con beneficio di inventario, ne discende che sarai costretto ad onorare il debito contratto da tuo padre.

  • karalis 28 luglio 2008 at 13:21

    Nel mio caso ho ricevuto una donazione nel 1994 da mio padre, il quale è deceduto nel 2007 e la scorsa settimana mi è arrivata una cartella esattoriale; io avevo rinunciato all’eredità ma la donazione del 1994 verrà inclusa tra le eredità o non centra niente?

    La donazione dovrebbe essere ormai acquisito e certamente non rientra nell’eredità. D’altra parte gli elementi da te riportati non sono molti.

    Comunque, bisognerebbe innanzitutto capire se la cartella esattoriale si riferisce in qualche modo a tributi dovuti in relazione al cespite che ti è stato donato.

  • redazione IURECONSULT 12 luglio 2008 at 23:56

    Le spese per le onoranze funebri sono da comprendere tra i pesi ereditari, cioe’ tra quegli oneri che sorgono in conseguenza dell’apertura della successione e, pur dovendo essere distinti dai debiti ereditari – ossia dai debiti esistenti in capo al de cuius e che si trasmettono, con il patrimonio del medesimo, a coloro che gli succedono per legge o per testamento – gravano sugli eredi per effetto dell’acquisto dell’eredita’, concorrendo a costituire il passivo ereditario, che e’ composto sia dai debiti del defunto sia dai debiti dell’eredita’; ne consegue che colui che ha anticipato tali spese ha diritto di ottenerne il rimborso dagli eredi, sempre che non si tratti di spese eccessive sostenute contro la volonta’
    espressa dai medesimi.

  • karalis 12 luglio 2008 at 18:18

    Siamo due sorelle di cui una sposata in comunioni di beni e proprietaria di una casa e l’altra ancora convivente con la madre.
    i nostri genitori hanno contratto molti debiti di cui non sappiamo esattamente l’ammontare della cifra, soprattutto di nostro padre. vorremmo tutelarci, anche se sono ancora in vita.
    abbiamo paura che anche facendo la rinuncia all’eredità potremmo avere dei problemi in seguito, vorremmo un consiglio.
    grazie

    Con la rinuncia immediata all’eredità, nelle forme e nei modi dettaggliatamente descritti in questo articolo, non correte alcun rischio e nessuno mai potrà chiedervi di adempiere agli obblighi contratti dai vostri genitori.

    Non esistono alternative. Quella descritta è una procedura che vi solleva da qualsiasi richiesta di adempimento. E, abbiate fiducia, vi basta ed avanza.

  • francesca 9 luglio 2008 at 15:17

    chiara 9 luglio 2008 at 14:56
    Mio padre non mi ha lasciato nulla e non ho mai firmato nulla.Oggi mi è arrivata un lettera da un finanziaria che vuole da me 5700 euro e 13000 di interessi.
    Se mio padre non mi ha lasciato 1 euro e io non ho mai fatto nulla devo pagare?
    Mio padre è morto nel 2001.

    Chiara, proprio perchè tuo padre non ti ha lasciato nulla avresti dovuto fare una rinuncia all’eredità, purtroppo adesso è troppo tardi…hai ereditato si…I DEBITI!
    io lavoro nel recupero crediti, l’unico consiglio che posso darti per non essere tartassata in continuazione è chiedere un forte stralcio, magari stralciando per intero gli interessi e proponendo una cifra per chiudere in un’unica soluzione.
    mi dispiace ma non hai altro scampo…

  • karalis 9 luglio 2008 at 06:18

    non ho capito se un figlio deve pagare i debiti del padre,grazie

    Se il figlio accetta l’eredità del padre, deve pagare tutti i debiti del padre.

    Se il figlio rinuncia all’eredità del padre non deve nulla ai creditori del padre.

  • karalis 28 giugno 2008 at 19:41

    sono fideiussore di un presito fatto ad una persona ora morta, devo continuare a pagare gli effetti io oppure esiste qualche possibilita’di esonero. Grazie

    Caro Danilo, se la morte del garantito estinguesse gli obblighi del fideiussore, credo che ci sarebbe un vertiginoso aumento di omicidi dei debitori “principali”.

    Mi dispiace ma i tuoi obblighi verso i creditori rimangono e non ci sono escamotage per uscirne.
    Può venirti in soccorso solo il creditore che non segue la corretta procedura nel richiedere il rimborso del debito.

    Infatti, il fideiussore rimane obbligato anche dopo la scadenza dell’obbligazione principale, purchè il creditore entro sei mesi abbia proposto le sue istanze contro il debitore e le abbia con diligenza continuate. In altre parole il creditore, per valersi nei confronti del garante, deve dimostrare di avere agito, entro sei mesi dalla scadenza del rimborso del debito, verso il debitore o i suoi eredi.

    Solo se è è presente nel contratto di finanziamento una clausola in cui il garante dispensa il creditore dall’onere di imposto dall’articolo 1957 c.c., allora il creditore può decidere di agire direttamente contro il garante, senza avere l’obbligo di richiedere, in via preferenziale, il rimborso del debito al debitore o ai suoi eredi.

    Quindi in conclusione, se la tua fideiussione contempla la clausola in cui il garante dispensa il creditore dall’onere di imposto dall’articolo 1957 c.c., se cioè tu hai rinunciato al beneficio di escussione, il creditore può tichiederti il saldo del debito senza neppure rivolgersi agli eredi del defunto (che, fra l’altro, possono avvalersi della rinuncia all’eredità)

  • Giovanni Rapisarda 19 giugno 2008 at 10:42

    ma se tutti rinunciano alla fine chi paga i debiti?

    Nessuno.

    Se il creditore non ha ritenuto di doversi cautelare con garanti o coobbligati, può rivalersi solo sui beni del debitore defunto.

    Non potrà certo pretendere che i debiti del defunto vengano pagati dai congiunti, che già hanno sacrificato la propria quota di eredità.

    Sarebbe un pò troppo, non ti pare?

  • karalis 17 giugno 2008 at 23:02

    Ma anche la moglie del defunto (in comunione di beni)può chiedere la rinuncia all’eredità?

    I creditori possono soddisfarsi sui beni della comunione solo dopo aver escusso i beni personali e solo fino al valore della quota del coniuge obbligato. Dopodichè entra in gioco il meccanismo, eventuale, di rinuncia all’eredità.

    Cercherò di spiegarmi con un esempio.

    Supponiamo che il defunto abbia beni personali per un valore di 100 mila euro. E che il patrimonio della comunione abbia un valore di 50 mila euro.

    Se i debiti del defunto sono inferiori (anche per un centesimo di euro) a 100 mila euro, non conviene rinunciare all’eredità.

    Se il defunto lascia debiti fra 100 mila e 125 mila euro, la rinuncia all’eredità è indifferente. I creditori aggrediranno comunque i beni in comunione fino al valore della quota del defunto (25 mila euro).

    Se il defunto lascia debiti in misura superiore a 125 mila euro, è necessario per il coniuge superstite esercitare il diritto alla rinuncia dell’eredità. Altrimenti i creditori potranno aggredire anche i beni in comunione (25 mila euro) e personali del coniuge superstite.

    Spero di essere stata chiara.

    P.S. Ovviamente ciò vale solo nel caso in cui i debiti siano stati contratti esclusivamente dal defunto.
    E che cioè il coniuge superstite non sia nè coobbligato nè garante.

  • karalis 16 maggio 2008 at 07:05

    occorre precisare che il beneficio d’inventario riguarda i beni pervenuti per sempre (anche dopo i 10 anni);ciò nel caso di crediti non ancora insorti in quanto potenziali ma
    non ancora esistenti quali ad esmpio le fideiussioni prestate a favore di terzi (banche ecc… ;) dal de cuiuse che si estendono agli eredi (ad es: un azienda potrebbe fallire anche dopo 15 anni e se il de cuius er fideiussore
    lìerede risponde nell’ambito del parimonio ereditato)

    Sono d’accordo Gianfranco.
    Grazie per la precisazione.

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