Si può impugnare l'accettazione dell'eredità?

-SI, per violenza o dolo, ma l'azione si prescrive in 5 anni dal giorno in cui è cessata la violenza o è stato scoperto il dolo. Per violenza deve intendersi la minaccia  finalizzata a far accettare il chiamato all'eredità. Per dolo, invece, vanno intese le azioni  fraudolente ad opera di un terzo, senza le quali l'aspirante erede non avrebbe accettato;

-No per errore, perché esso non può che riguardare altro che l'ammontare del passivo rispetto all'attivo. Ora, al chiamato che non voglia rimanere obbligato per i debiti ereditari oltre il valore di quanto gli sarà devoluto, la legge appronta unicamente il rimedio dell'accettazione con beneficio di inventario. Senonchè non può farsi carico all'erede dell'omissione dell'accettazione con beneficio di inventario, se, dopo l'accettazione pura e semplice, si scopra un testamento la cui esistenza era ignorata al tempo dell'apertura della successione, e che contenga legati che esauriscano o superino il valore della quota o oltrepassino la legittima se l'erede è legittimario. In questo caso l'erede non è tenuto a soddisfare i legati scritti nel testamento oltre il valore dell'eredità (o, se è un legittimario, oltre i termini della quota disponibile).

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