Non firmare assegni post datati (o cambiali)

Il debitore che accetta di emettere un assegno post datato a beneficio del creditore è un po' come il condannato all'impiccagione che prepara il cappio al boia.

Alcune società di recupero crediti propongono, all'accettazione del debitore, un accordo transattivo che prevede una ipotesi a saldo e stralcio delle posizioni debitorie pregresse, con un abbattimento degli importi a capitale e una riduzione degli interessi maturati.

All'accordo transattivo si aggiunge, non di rado, un piano di rientro del debito basato su una rimodulazione degli importi e delle scadenze convenute nel contratto originario. Si tratta, in pratica, di un piano di rateazione tipico di una operazione di consolidamento dell'esposizione debitoria: rate di importo più contenuto a fronte di un periodo di ammortamento di durata maggiore.

Ecco, dunque, pronto il piano di rientro a saldo e stralcio dei debiti pregressi. è a questo punto che, il più delle volte, viene servita la polpetta avvelenata.

Si propone, cioè, l'accettazione del “vantaggioso” accordo subordinandolo alla sola condizione che il debitore emetta assegni post datati, a beneficio della società di recupero crediti, in numero, importo e scadenze temporali che ricalcano quanto previsto nel piano di rientro a saldo e stralcio dei debiti pregressi.

Perchè per la società di recupero crediti è di vitale importanza l'emissione di assegni post datati da parte del debitore?

Per comprendere lo spiccato tropismo delle società di recupero crediti verso l'assegno post datato (peraltro vietato dalla legge) bisogna esaminare l'aspetto che maggiormente interessa la società di recupero crediti

Cosa vuol dire che l'assegno è un titolo esecutivo? Vuol dire che nel caso in cui, per una qualsiasi motivazione, non siete più in grado di pagare le rate dell'accordo a saldo e stralcio (cioè le cambiali) la società di recupero crediti non deve necessariamente chiedere al giudice un decreto ingiuntivo, ma può procedere al pignoramento di beni mobili ed immobili del debitore con un semplice precetto.

Per illustrare la differenza fra le due diverse procedure giudiziali (decreto ingiuntivo+precetto e precetto) esaminiamo l'immagine seguente:

giudiziale-1

Tenendo in conto che per ottenere un decreto ingiuntivo sono necessari tempi mediamente lunghi e comunque non certi (oltre a spese legali non trascurabili) si capisce perchè le società di recupero crediti propongano l'emissione di assegni non datati al debitore.

Una motivazione ampiamente sufficiente acchè i debitori non firmino mai assegni post datati a beneficio delle società di recupero crediti.

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Commenti e domande

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  • scaccoboy 29 novembre 2012 at 20:04

    Si calcola più o meno tutta la procedura per attivare il pignoramento del quinto dello stipendio si aggira intorno ai 2 o 3 mesi oppure mi trovo già il pignoramento in busta paga in questi termini temporali? Cioè ora che effettivamente mi verrà tolto il soldo dallo stipendio ci vorrà lo stesso tempo?

    • Carla Benvenuto 30 novembre 2012 at 04:37

      Parliamo di un paio di mesi a partire dalla data di notifica del precetto, di quel documento, cioè, in cui il creditore le chiede di pagare entro il termine ultimo di 10 giorni scaduti i quali l’avvisa che procederà al pignoramento dei beni di sua proprietà (fra questi beni deve intendersi ricompreso anche lo stipendio, ovvero il credito che lei vanta dal datore di lavoro per le prestazioni che gli eroga).

  • scaccoboy 28 novembre 2012 at 23:19

    Quanto tempo occorre per arrivare ad un punto di incontro con il recupero crediti, se volessero arrivare al pignoramento del quinto dello stipendio mio in questo caso quanto tempo potrebbe occorrere, per arrivare all’accordo di sadlo e stralcio ci vorrà molto tempo?

    • Ludmilla Karadzic 29 novembre 2012 at 04:15

      Se il debitore ha uno stipendio pignorabile è molto difficile che si giunga ad un accordo di saldo stralcio, a meno che il credito non risulti contestabile in sede giudiziale.

      Dal momento in cui il creditore decide di procedere al pignoramento presso terzi, la procedura richiede in media dai due ai tre mesi.

  • Fideiussioni e Cauzioni | www.fidejussioni.eu 15 marzo 2012 at 22:05

    […] Debiti e recupero crediti – cose che succedono quando non si seguono le procedure consigliate Innanzitutto deve accertarsi che il soggetto a cui effettua i pagamenti sia legittimato alla riscossione del debito. Occorre dunque che le venga trasmessa copia conforme della documentazione attestante la cessione dei diritti dal creditore originario al soggetto giuridico con cui sta perfezionando il concordato. Le comunicazioni di trasferimento del credito Il debitore ha diritto ad essere informato dell’avvenuto trasferimento del credito per comprendere a quale soggetto deve corrisponderlo. Con la formula “pro solvendo” viene dato mandato alla società di recupero crediti di operare per conto della cedente con provvigioni sul recuperato. In caso di cessione con opzione “pro soluto”, invece,… […]

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