Non firmare cambiali (o assegni post datati)

Alcune società di recupero crediti propongono, all'accettazione del debitore, un accordo transattivo che prevede una ipotesi a saldo e stralcio delle posizioni debitorie pregresse, con un abbattimento degli importi a capitale e una riduzione degli interessi maturati.

All'accordo transattivo si aggiunge, non di rado, un piano di rientro del debito basato su una rimodulazione degli importi e delle scadenze convenute nel contratto originario.

Si tratta, in pratica, di un piano di rateazione tipico di una operazione di consolidamento dell'esposizione debitoria: rate di importo più contenuto a fronte di un periodo di ammortamento di durata maggiore.

Ecco, dunque, pronto il piano di rientro a saldo e stralcio dei debiti pregressi. è a questo punto che, il più delle volte, viene servita la polpetta avvelenata.

Si propone, cioè, l'accettazione del “vantaggioso” accordo subordinandolo alla sola condizione che il debitore emetta cambiali, a beneficio della società di recupero crediti, in numero, importo e scadenze temporali che ricalcano quanto previsto nel piano di rientro a saldo e stralcio dei debiti pregressi.

Perchè per la società di recupero crediti è di vitale importanza l'emissione di cambiali da parte del debitore?

Per comprendere lo spiccato tropismo delle società di recupero crediti verso la cambiale (o assegni post datati, peraltro vietati dalla legge) bisogna esaminare l'aspetto che maggiormente interessa la società di recupero crediti.

Cosa vuol dire che la cambiale è un titolo esecutivo? Vuol dire che nel caso in cui, per una qualsiasi motivazione, non siete più in grado di pagare le rate dell'accordo a saldo e stralcio (cioè le cambiali) la società di recupero crediti non deve necessariamente chiedere al giudice un decreto ingiuntivo, ma può procedere al pignoramento di beni mobili ed immobili del debitore con un semplice precetto.

Tenendo in conto che per ottenere un decreto ingiuntivo sono necessari tempi mediamente lunghi e comunque non certi (oltre a spese legali non trascurabili) e considerato che il debitore al decreto ingiuntivo si può opporre, si capisce perchè le società di recupero crediti propongano l'emissione di cambiali al debitore
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Una motivazione ampiamente sufficiente acchè i debitori non firmino mai cambiali a beneficio delle società di recupero crediti.

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Commenti e domande

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  • antonella 15 luglio 2015 at 14:45

    Dieci anni fa, per un problema di lavoro di mio marito abbiamo contratto debiti con 2 banche non ancora saldati. in questi giorni mi ha contattato una società di recupero crediti di una delle 2 banche proponendomi un saldo a stralcio per circa 6000 euro a fronte di un debito di euro 13.000 potendo pagare con bollettini postali da 70 euro al mese. Non abbiamo nulla di intestato e mio marito ha già un pignoramento del quinto dello stipendio. Se pago mi hanno detto che faranno la comunicazione per la cancellazione da crif…. è vero? Mi conviene?

    • Ludmilla Karadzic 15 luglio 2015 at 17:21

      Se l’unica motivazione per cui lei procederebbe al pagamento dei 6 mila euro è quella di poter essere riammessa nel circuito del credito, il consiglio spassionato è di lasciar perdere.

      Innanzitutto perchè la sua famiglia è già sovraindebitata ed un ulteriore prestito, se mai glielo concedessero (cosa impossibile fino a quando resterà insoluto l’altro finanziamento) aggraverebbe la sua già precaria situazione di debitrice in sofferenza.

      In ogni caso, anche se lei saldasse il conto pure con la seconda banca ed entrambe le posizioni fossero effettivamente cancellate dalla CRIF, il problema sarebbe comunque rappresentato dall’esistenza delle cosiddette banche occulte dei cattivi pagatori. Una lettura degli articoli raccolti in questa sezione potrebbe aiutarla a capire di cosa si tratta.

      Diverso è il discorso se lei avesse deciso di pagare per un obbligo etico morale o perchè preferisce non essere più scocciata da creditori petulanti. In questo caso, tuttavia, è doveroso aggiungere che, a nostro avviso, uno sconto sul debito complessivo di soli 7000 euro ci sembra assolutamente insufficiente.

      Soprattutto tenendo conto del periodo di crisi attuale, che la pratica è stata acquistata dalla società attuale creditrice al massimo per 50 euro, che il credito puzza di prescrizione, e che avendo suo marito già in corso un pignoramento per debiti ordinari, la vostra posizione contrattuale può essere definita abbastanza “forte”.

  • djtrasformer 24 gennaio 2013 at 12:57

    Buongiorno
    Ho chiuso un’attività 6 mesi fa. Una ditta a cui dovevo poche centinaia di euro si fa avanti pochi giorni fa tramite uno studio legale chiedendomi di pagare le fatture insolute. Non stò lavorando e non so dove trovare i soldi a questi signori, in più si aggiunge l’onorario dell’avvocato che per mandarmi la mail mi ha chiesto lo stipendio giornaliero di un operaio con pagamento da effettuare sul conto dello studio e prima di effettuare il pagamento alla ditta con la quale sono debitore. Volevo conoscere le conseguenze se non pago entro la data stabilita dall’avvocato, dato che non sono possessore di nulla o se non dovessi pagare solo l’onorario dell’avvocato.

    • Simone di Saintjust 24 gennaio 2013 at 13:10

      Per lei che non ha nulla, le conseguenze immediate del mancato pagamento dell’esoso onorario dell’azzeccagarbugli postino elettronico e del fornitore che “mette” un avvocato per poche centinaia di euro (a meno che non si tratti del fratello, al fornitore questa “smargiassata” costerà più dell’eventuale rimborso del debito), sono praticamente pari a zero.

      La valutazione, tuttavia, va fatta in prospettiva. Se questa crisi decidesse di togliersi dalle balle (e sarebbe pure giunta l’ora) e lei, come le auguro, dovesse riprendere un’attività proficua o trovare una decente occupazione come lavoratore dipendente, si ritroverà vulnerabile e probabilmente costretto, se il postino, il fornitore ed il suo avvocato sono soggetti “tignosi”, a pagare dieci volte tanto quello che deve oggi.

      Il dilemma è uno dei classici: meglio l’uovo oggi o la gallina domani? Nel caso specifico sia l’uovo che la gallina devono intendersi quelle che mangeranno, purtroppo, i suoi creditori.

      In uno scenario ottimistico sul futuro, lei deve decidere cosa concedere a questi signori, l’uovo oggi o la gallina domani. Se invece punta sul pessimismo, può evitare anche di perdere tempo a farsi spedire l’email dall’azzecagarbugli-postino.

    • djtrasformer 24 gennaio 2013 at 13:14

      ma io voglio pagare ma al momento mi ritrovo senza un’euro. Anche se all’avvocato postino non vorrei proprio dare nemmeno un centesimo perchè è un ladro a tutti gli effetti visto il suo operato.

    • Simone di Saintjust 24 gennaio 2013 at 13:17

      Beh, non ci vuole un legale per chiedere educatamento e fornendo giustificate ragioni, una proroga al creditore. Può chiamarlo direttamente. Anzi, direi, che la mossa del postino è controproducente. Il creditore penserà: questo non mi paga, però i soldi per assoldare un leguleio li ha …

      Per quanto attiene l’onorario (meglio il disonorario) al postino, ormai non ha scelta. Il massimo che può fare è pagarlo, se può, e poi recarsi alla prima “tenenza” di GF e denunciarlo, se, come presumo, non le rilascerà fattura.

      La mail effettuata a suo nome al fornitore, anche se cancellata dal pc, si può sempre ritrovare sul computer del fornitore o, volendo, nella pancia di un server del fornitore di servizi e-mail.

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