Come eventuali segnalazioni in centrali rischi e i pignoramenti (in corso o estinti) limiteranno l'accesso all'APE

Nella domanda di APE, il soggetto richiedente dovrà inoltre dichiarare, sotto la propria responsabilità:

  1. di non avere, nei confronti delle banche o di altri operatori finanziari, esposizioni per debiti scaduti o sconfinanti (intendendosi con ciò l'utilizzo di fondi in eccedenza rispetto al saldo del conto corrente, in assenza di apertura di credito, ovvero in eccedenza rispetto all'apertura di credito concessa) e non pagati da oltre novanta giorni;
  2. di non essere a conoscenza di essere attualmente registrato negli archivi della centrale dei rischi gestita dalla Banca d'Italia e non aver ricevuto comunicazioni relative all'iscrizione in un sistema di informazioni creditizie gestito da soggetti privati, per l'inadempimento di uno o più prestiti, quali mutui, finanziamenti o altre forme di indebitamento;
  3. di non aver avviato o essere oggetto di procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento ai sensi della legge 3/2012;
  4. di non avere pignoramenti in corso o estinti senza integrale soddisfazione dei creditori;
  5. di non avere protesti a proprio carico (segnalazione in RIP - Registro Informatico dei Protesti) e non essere registrato nell'archivio degli assegni bancari e postali e delle carte di pagamento irregolari istituito presso la Banca d'Italia, denominato centrale di allarme interbancaria - CAI.

Ai fini dell'accettazione della domanda di APE non saranno considerate quali condizioni ostative le esposizioni per debiti scaduti o sconfinanti non pagati da oltre novanta giorni, se comunque estinti, per qualunque causa, al momento di presentazione della domanda. Analogamente non saranno considerate quali condizioni ostative all'accettazione della domanda di APE la chiusura della procedura di composizione della crisi da sovraindebitamento, la cancellazione dell'elevazione del protesto e la cancellazione della registrazione dall'archivio presso la centrale di allarme interbancaria (CAI) già intervenute alla data di presentazione della domanda. I pignoramenti, estinti senza integrale soddisfazione dei creditori, non costituiranno elemento ostativo all'accettazione della domanda di APE se, alla data di presentazione, la procedura esecutiva risulterà estinta da almeno tre anni.

L'istituto di credito o la finanziaria, sulla base delle verifiche abitualmente svolte per analoghe tipologie di finanziamento, nei termini e con le modalità definite ai sensi dell'accordo quadro che sarà definito con l'Associazione bancaria Italiana (ABI), non accetterà la proposta di contratto di finanziamento se la rata di ammortamento mensile, sommata ad eventuali rate per prestiti, con periodo di ammortamento residuo superiore alla durata di erogazione dell'APE, risulta superiore al 30 per cento dell'importo mensile del trattamento pensionistico, al netto di eventuali rate per debiti erariali e di eventuali assegni divorzili, di mantenimento dei figli e di assegni stabiliti in sede di separazione tra i coniugi.

Il prestito sarà negato anche se il soggetto richiedente, sulla base delle verifiche abitualmente svolte, si trova in una delle condizioni seguenti:

  1. detiene, nei confronti delle banche o di altri operatori finanziari, esposizioni per debiti scaduti o sconfinanti non pagati da oltre novanta giorni;
  2. risulta registrato negli archivi della centrale dei rischi gestita dalla Banca d'Italia o segnalato in un sistema di informazioni creditizie gestito da soggetti privati (CRIF, Experian, CTC), per l'inadempimento di uno o più prestiti, quali mutui, finanziamenti o altre forme di indebitamento;
  3. ha avviato procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento ai sensi della legge 3/2012;
  4. ha pignoramenti in corso o estinti (da meno di 36 mesi) senza integrale soddisfazione dei creditori;
  5. ha protesti a proprio carico (segnalazione in RIP) e risulta registrato nell'archivio centrale di allarme interbancaria (CAI) degli assegni bancari e postali e delle carte di pagamento irregolari.

21 ottobre 2017 · Tullio Solinas

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