Credito negato senza motivo e responsabilità precontrattuale della banca

La concessione del credito comporta una valutazione del così detto “merito creditizio” del soggetto richiedente da parte della banca o della finanziaria. Si tratta di una prerogativa dell’istituto erogante, fondata sulla libertà negoziale con conseguente insindacabile scelta di perfezionare, o meno, la conclusione dell’accordo.

Non esiste, per le banche e per le finanziarie un obbligo generale di far credito; l’attività di tali imprese deve ispirarsi ai principi di una sana e prudente gestione delle disponibilità e deve essere esercitata avendo riguardo alla stabilità complessiva, all’efficienza e alla competitività del sistema finanziario.

D’altra parte, l’inesistenza di un obbligo di far credito non esclude la possibilità di riconoscere che, in determinate ipotesi, il mancato accoglimento della richiesta di credito possa essere fonte di responsabilità per le banche. Esse sono, infatti, tenute ad improntare le proprie relazioni d’affari a criteri di buona fede e correttezza, secondo quanto puntualizzato dalle disposizioni emanate dalla Banca d’Italia il 29 luglio 2009, che, costituiscono specificazione dei principi enunciati, in via più generale, dal codice civile.

Non vi è dubbio, pertanto, che la mancata erogazione del credito, senza alcun plausibile motivo, espone la banca a responsabilità precontrattuale ai sensi dell’articolo 1337 del codice civile.

Secondo consolidata giurisprudenza, affinché possa ritenersi integrata la responsabilità precontrattuale, è necessario che:

  1. tra le parti siano in corso trattative;
  2. le trattative siano giunte ad uno stadio idoneo a far sorgere nella parte che invoca l’altrui responsabilità il ragionevole affidamento sulla conclusione del contratto;
  3. la controparte, cui si addebita la responsabilità, le interrompa senza un giustificato motivo;
  4. che non sussistano fatti idonei ad escludere, per la parte che invoca la responsabilità precontrattuale, il suo ragionevole affidamento sulla conclusione del contratto

Relativamente alla assenza di un giustificato motivo che abbia determinato il venir meno della volontà di non concedere il credito, la banca non può opporre esclusivamente un generico riferimento ad una valutazione negativa in ordine al merito creditizio del richiedente, senza fornire elementi utili al fine di valutare la sussistenza del giustificato motivo di recesso.

Quelli appena esposti sono i principi enunciati dall’Arbitro Bancario Finanziario nella decisione numero 1841 del 1° giugno 2012.

30 Marzo 2014 · Giovanni Napoletano

Social Mailing e Feed


condividi su FB     condividi su Twitter     iscriviti alla newsletter del blog     iscriviti al feed RSS degli articoli del blog forum

Seguici su Facebook

Approfondimenti

Prestito negato e responsabilità precontrattuale della banca
La concessione di un prestito da parte di una banca o di una finanziaria comporta una valutazione del merito creditizio del richiedente, che costituisce prerogativa dell'istituto erogante. Tuttavia, l'inesistenza dell'obbligo di far credito non esclude la possibilità di riconoscere che, in determinate ipotesi, il mancato accoglimento della richiesta di credito possa essere fonte di responsabilità per banche e finanziarie. In particolare, la mancata erogazione del credito, senza alcun plausibile motivo, espone la banca a responsabilità precontrattuale. In pratica, perché possa ritenersi integrata la responsabilità precontrattuale, è necessario che tra le parti siano in corso trattative; che le trattative siano giunte ...

Credito negato - Le motivazioni del diniego devono essere rapportate alle concrete circostanze individuali del cliente
Come già ribadito in altre decisioni dell'Arbitro Bancario Finanziario, nell'esercizio dell'attività creditizia la discrezionalità tecnica di cui indiscutibilmente le banche e le finanziarie dispongono, non può che svolgersi all'interno del perimetro segnato dai limiti di correttezza, buona fede e specifico grado di professionalità che l'ordinamento loro richiede, il che rende certamente sindacabile, limitatamente a tali profili, la condotta degli stessi nello svolgimento di tale attività. La necessaria verifica del merito creditizio, nel risultare sicuramente e immediatamente finalizzata ad evitare, da parte della banca, la concessione del credito, per misura e condizioni, contrastante con la solvibilità del cliente consumatore, deve altresì ...

Prestito negato e merito creditizio - La banca deve fornire motivazioni al cliente a cui nega il finanziamento
Qualora la banca, nell'ambito della propria autonomia gestionale, decida di non accettare una richiesta di finanziamento, è necessario che fornisca riscontro con sollecitudine al cliente; nell'occasione, anche al fine di salvaguardare la relazione con il cliente, andrà verificata la possibilità di fornire indicazioni generali sulle valutazioni che hanno indotto a non accogliere la richiesta di credito (d.lgs. 13 agosto 2010, n. 141). Alla luce della norma appena citata è possibile riconoscere un più significativo rilievo alle esigenze informative del cliente ed affermare, conseguentemente, in tema di valutazione del merito creditizio, la necessità di fornire indicazioni in ordine alle ragioni che ...

Assistenza gratuita - Cosa sto leggendo

Richiedi assistenza gratuita o ulteriori informazioni su credito negato senza motivo e responsabilità precontrattuale della banca. Clicca qui.

Stai leggendo Credito negato senza motivo e responsabilità precontrattuale della banca Autore Giovanni Napoletano Articolo pubblicato il giorno 30 Marzo 2014 Ultima modifica effettuata il giorno 23 Luglio 2017 Classificato nella categoria apertura conto corrente prestito e mutuo negati - scopri le ragioni Inserito nella sezione contratti di prestito - microcredito usura e sovraindebitamento

Commenti e domande

Per porre una domanda sul tema trattato nell'articolo (o commentarlo) e visualizzare il form per l'inserimento, devi prima accedere. Potrai accedere velocemente come utente anonimo.

» accesso rapido anonimo (test antispam)