Il pegno non possessorio - Nuove opportunità di garanzia per il credito alle imprese

Gli imprenditori iscritti nel registro delle imprese possono costituire un pegno non possessorio per garantire i crediti loro concessi, presenti o futuri, se determinati o determinabili e con la previsione dell'importo massimo garantito, inerenti all'esercizio dell'impresa.

Il pegno non possessorio può essere costituito su beni mobili destinati all'esercizio dell'impresa, a esclusione dei beni mobili registrati.

I beni mobili possono essere esistenti o futuri, determinati o determinabili anche mediante riferimento a una o più categorie merceologiche o a un valore complessivo.

Ove non sia diversamente disposto nel contratto, il debitore o il terzo concedente il pegno è autorizzato a trasformare o alienare, nel rispetto della loro destinazione economica, o comunque a disporre dei beni gravati da pegno. In tal caso il pegno si trasferisce, rispettivamente, al prodotto risultante dalla trasformazione, al corrispettivo della cessione del bene gravato o al bene sostitutivo acquistato con tale corrispettivo, senza che ciò comporti costituzione di una nuova garanzia.

Il contratto costitutivo, a pena di nullità, deve risultare da atto scritto con indicazione del creditore, del debitore e dell'eventuale terzo concedente il pegno, la descrizione del bene dato in garanzia, del credito garantito e l'indicazione dell'importo massimo garantito.

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Stai leggendo Il pegno non possessorio - Nuove opportunità di garanzia per il credito alle imprese Autore Annapaola Ferri Articolo pubblicato il giorno 8 maggio 2016 Ultima modifica effettuata il giorno 21 agosto 2017 Classificato nella categoria consigli e tutela del debitore – garanzie e fideiussioni – eredità e successione Inserito nella sezione contratti di prestito - microcredito usura e sovraindebitamento del sito la comunità dei debitori e dei consumatori italiani.

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  • Ornella De Bellis 8 maggio 2016 at 08:20

    Seguendo esigenze della economia aziendale e assecondando la necessità sempre più sentita dalle imprese di poter disporre, nelle strategie di finanziamento, di beni strumentali, sulla scia di esperienze contrattuali un tempo controverse come il lease-back, il pegno non possessorio introduce una forma di garanzia che l’imprenditore può utilizzare sui beni destinati all’impresa in modo da moltiplicarne l’utilità.

    Laddove il meccanismo del leasing di ritorno (leas-back) consente lo smobilizzo di asset destinati alla produzione e al contempo il perdurante utilizzo degli stessi da parte dell’imprenditore ex proprietario che li riceve in leasing dalla società acquirente dietro il pagamento di un canone, nel nostro caso il bene rimane in proprietà dell’imprenditore che tuttavia lo costituisce in pegno potendolo, pertanto, utilizzare a fini di garanzia di un eventuale finanziamento.




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