Controversie in materia di leasing e factoring nell'ambito della concessione del credito

Come noto, il contratto di leasing consiste nella concessione da parte di un soggetto (locatore o concedente) a un altro (utilizzatore) del diritto di utilizzare un bene dietro pagamento di un canone periodico, con facoltà per l'utilizzatore, alla scadenza del contratto, di acquistare il bene stesso mediante esercizio dell'opzione detta di riscatto.

Nelle controversie in materia di leasing e di factoring sono coinvolti, con maggiore frequenza che nelle altre tipologie contrattuali, clienti non consumatori.

La normativa vigente, che riconosce il diritto del cliente di ottenere comunicazioni periodiche in merito allo svolgimento del rapporto, sancisce che anche il contratto di leasing è un contratto di durata: l'interesse alla rendicontazione periodica sussiste per ogni rapporto che non si esaurisca istantaneamente.

L'Arbitro ha così confermato, anche per i contratti di leasing, il diritto del fideiussore ad ottenere comunicazione periodica quantomeno dell'ammontare del debito garantito, sicché
la clausola contrattuale che prevede che tale informazione debba essere fornita solo su espressa richiesta del fideiussore sarebbe nulla.

A giudizio dei Collegi, la clausola contenuta in un accordo di rinegoziazione, per la quale restano all'intermediario tutte le somme già percepite in esecuzione del contratto oggetto della rinegoziazione stessa, deve essere specificamente approvata in forma.

L'Arbitro ha chiarito che il piano d'ammortamento, anche se non allegato al contratto, integra a ogni effetto un documento contrattuale, per cui la consegna al cliente è doverosa, a maggior ragione, nel caso in cui il cliente sollevi dubbi o contestazioni circa la correttezza dei conteggi effettuati dall'intermediario.

Il factoring, invece, è il contratto mediante il quale un imprenditore ("cedente") cede tutti i crediti presenti e futuri maturati nell'esercizio della propria attività imprenditoriale a un intermediario (factor) il quale assume a sua volta, dietro corrispettivo, l'obbligo di fornire servizi di riscossione e contabilizzazione di tali crediti.

Spesso il factor finanzia il cedente attraverso prestiti o anticipazioni sui crediti ceduti e può assumere i rischi connessi con l'inadempimento da parte dei debitori ceduti. Ferme restando le regole speciali previste per l'opponibilità della cessione da parte del factor, la cessione dev'essere notificata al debitore ceduto.

In tema di cessione dei crediti pro soluto, in cui il factor assume il rischio per il mancato pagamento,la violazione da parte del cedente degli obblighi di informazione stabiliti dal contratto giustifica il rifiuto del factor di prestare la garanzia.

L'Arbitro ha affermato che, anche in considerazione della specializzazione dell'intermediario nel ramo del factoring, non appare credibile che i legali rappresentanti della società ricorrente non siano in grado di comprendere appieno gli effetti giuridici ed economici del contratto sottoscritto.

condividi su FB condividi su G+ condividi su Twitter iscriviti alla newsletter del blog iscriviti al feed RSS degli articoli del blog forum

Argomenti correlati

Assistenza gratuita - Cosa sto leggendo

Richiedi assistenza gratuita o ulteriori informazioni su controversie in materia di leasing e factoring nell'ambito della concessione del credito. Clicca qui.

Stai leggendo Controversie in materia di leasing e factoring nell'ambito della concessione del credito Autore Gennaro Andele Articolo pubblicato il giorno 22 dicembre 2014 Ultima modifica effettuata il giorno 23 luglio 2017 Classificato nella categoria contratti di prestito e di garanzia Inserito nella sezione contratti di prestito - microcredito usura e sovraindebitamento.

Commenti e domande

Per porre una domanda sul tema trattato nell'articolo (o commentarlo) e visualizzare il form per l'inserimento, devi prima accedere. Potrai utilizzare le tue credenziali Facebook oppure accedere velocemente come utente anonimo.
» accesso con Facebook
» accesso rapido anonimo (test antispam)
  • fabius 25 febbraio 2015 at 17:55

    Nel 2007 ho ricevuto un protesto per una cambiale subito pagata e cancellato il protesto nel tribunale e successive camera di commercio quindi attualmente sulle banche dati non risulta più niente. Ma provando a richiedere un finanziamento, anche di 3000 euro, non mi viene concesso. Premetto che sulla busta paga risulta una cessione del quinto. Quale altro problema può essere legato al fatto che non mi danno prestiti?

    • Annapaola Ferri 25 febbraio 2015 at 18:17

      Purtroppo esistono le banche dati occulte dei cattivi pagatori. Legga uno di questi articoli per capire di cosa si tratta.

  • federicop 10 gennaio 2015 at 10:28

    volevo sapere se ciò che mi è accaduto potrebbe essere portato di fronte all’arbitro bancario.
    la mi banca online, ing direct ha ricevuto da me l’ordine di disporre un bonifico per ristrutturazione edilizia. il 16 dicembre. dopo svariate telefonate effettuava il bonifico il 24 dicembre. ma annullava la mia disposizione e la sostituiva con un giroconto ( da me mai autorizzato) pertanto con la codesta dicitura annullava la possibilità di avvalermi delle detrazioni irpef per l’anno 2015. ora la banca mi ha chiesto l’autorizzazione per fare un richiamo del bonifico. ma il beneficiario non acconsente a meno che riceva prima il bonifico corretto. io non sono in disponibilità della somma da anticipare. ed a conclusione di tutto ciò alla banca ho chiesto il risarcimento della mancata detrazione irpef per il 2015. €418. la banca me ne offerti €200 per non intraprendere un’azione legale. a vostro parere ci sono i presupposti per avere un risarcimento più cospicuo?

    • Ludmilla Karadzic 10 gennaio 2015 at 11:02

      La controversia può essere senz’altro oggetto di ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario: il solo fatto che la banca cerchi di evitare il contenzioso dimostra che è consapevole dell’errore commesso.

      L’Arbitro Bancario Finanziario, tuttavia, è molto attento nel quantificare il danno: l’orientamento è sempre quello che il danno deve essere dimostrato dal ricorrente con documentazione a supporto.

      Nel suo caso, a nostro parere, il danno da lei subito può essere pacificamente rapportato all’importo della detrazione fiscale non fruita. Il suggerimento è senz’altro quello di rivolgersi all’ABF.

      In misura forfetaria, l’ABF risarcisce pure il c.d. “danno da perdita di tempo libero”. Ma deve essere esplicitamente richiesto nell’istanza.



Domande

Forum

Sezioni

Home

Argomenti

Altre Info

Cerca