Problematiche riguardanti le aperture di credito nei contratti di prestito

Come noto, l'apertura di credito è il contratto col quale la banca si obbliga a tenere a disposizione dell'altra parte una somma di denaro per un dato periodo di tempo o a tempo indeterminato.

Al riguardo l'ABF ha ricordato che è nulla la clausola, pure approvata dalle parti, che preveda a carico del cliente il pagamento della commissione di affidamento, allorché l'ammontare di quest'ultima non sia predeterminato in maniera certa.

È ammissibile l'indicazione di un valore percentuale rispetto all'entità del fido. L'individuazione di tale valore non può però essere rimessa alla determinazione unilaterale della banca, per quanto vincolata all'interno di un range oscillante tra un valore minimo ed un valore massimo. In tal caso, infatti, il cliente non viene messo nelle condizioni di conoscere preventivamente il costo della linea di credito in caso di mancato utilizzo.

Varie decisioni si sono occupate della fase relativa allo scioglimento del rapporto. In relazione a ciò, l'Arbitro ha affermato che il contratto di apertura di credito a tempo determinato si scioglie alla scadenza del termine senza bisogno di alcun preavviso e il cliente è tenuto alla restituzione delle somme utilizzate, anche in mancanza di una espressa richiesta della banca.

Se il cliente non restituisce le somme, in assenza di elementi idonei a fondare il ragionevole affidamento del ricorrente circa la proroga del termine o il rinnovo tacito del contratto, l'intermediario può applicare gli interessi al tasso concordato.

La disciplina del recesso legale deve ricondursi a quella generale in tema di contratti di durata. Pertanto, se l'apertura di credito è contratta a tempo determinato, il recesso è consentito solo per giusta causa.

Se il rapporto è invece a tempo indeterminato, è consentito previo idoneo preavviso, a meno che non sussista una giusta causa.

Infine, l'Abf ha chiarito che, in ogni caso, deve ritenersi"illecito il comportamento della banca che, a seguito di un utilizzo del fido in eccesso rispetto al limite accordato (cosiddetto extra-fido) applichi un tasso maggiorato non solo sulla somma eccedente il fido, ma sull'intero ammontare del prestito accordato.

A seguito di tale violazione, l'intermediario è tenuto a restituire le somme non dovute, con gli interessi nella misura legale dalla data del reclamo al saldo.

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