Dispute in materia di estinzione anticipata dei finanziamenti

Numerose decisioni dell'ABF si occupano della restituzione delle commissioni versate all'atto della stipula.

Assume particolare rilevanza al riguardo la distinzione tra costi soggetti a maturazione nel tempo (detti recurring) e costi che si versano una tantum ( detti up front).

Sulla base di un consolidato orientamento, l'Arbitro ha affermato che sono rimborsabili, per la parte non maturata, le commissioni bancarie, di intermediazione, le spese di incasso oltre che il premio assicurativo.

E' stato inoltre precisato che, quando manca una netta ripartizione nel contratto tra costi recurring e up front, l'intero importo di ciascuna voce deve essere preso in considerazione per individuare la quota parte da rimborsare, secondo un criterio proporzionale.

Con riferimento alle spese assicurative, l'ABF ha affermato che sussiste un collegamento negoziale tra il contratto di finanziamento e l'assicurazione stipulata a copertura del rischio legato all'impossibilità di restituire il credito ottenuto (morte del debitore, sua invalidità totale o parziale, ecc.).

Questo collegamento negoziale giustifica, in caso di estinzione anticipata, l'inoltro della richiesta di rimborso direttamente all'intermediario.

L'ABF ha invece respinto la domanda di restituzione della quota parte del premio assicurativo corrispondente al periodo non goduto in un caso in cui la polizza non era stata stipulata a tutela del credito, ma a copertura di spese mediche: al riguardo è stato considerato anche il carattere facoltativo della polizza e la circostanza che la copertura aveva comunque una durata inferiore a quella del finanziamento.

L'Arbitro ha inoltre precisato che le commissioni pagate ad agenti e mediatori, in quanto relative alla fase preliminare alla concessione del finanziamento, non sono soggette a maturazione nel tempo e di conseguenza non sono restituibili in seguito all'estinzione anticipata del contratto.

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Commenti e domande

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  • fabius 25 febbraio 2015 at 17:55

    Nel 2007 ho ricevuto un protesto per una cambiale subito pagata e cancellato il protesto nel tribunale e successive camera di commercio quindi attualmente sulle banche dati non risulta più niente. Ma provando a richiedere un finanziamento, anche di 3000 euro, non mi viene concesso. Premetto che sulla busta paga risulta una cessione del quinto. Quale altro problema può essere legato al fatto che non mi danno prestiti?

    • Annapaola Ferri 25 febbraio 2015 at 18:17

      Purtroppo esistono le banche dati occulte dei cattivi pagatori. Legga uno di questi articoli per capire di cosa si tratta.

  • federicop 10 gennaio 2015 at 10:28

    volevo sapere se ciò che mi è accaduto potrebbe essere portato di fronte all’arbitro bancario.
    la mi banca online, ing direct ha ricevuto da me l’ordine di disporre un bonifico per ristrutturazione edilizia. il 16 dicembre. dopo svariate telefonate effettuava il bonifico il 24 dicembre. ma annullava la mia disposizione e la sostituiva con un giroconto ( da me mai autorizzato) pertanto con la codesta dicitura annullava la possibilità di avvalermi delle detrazioni irpef per l’anno 2015. ora la banca mi ha chiesto l’autorizzazione per fare un richiamo del bonifico. ma il beneficiario non acconsente a meno che riceva prima il bonifico corretto. io non sono in disponibilità della somma da anticipare. ed a conclusione di tutto ciò alla banca ho chiesto il risarcimento della mancata detrazione irpef per il 2015. €418. la banca me ne offerti €200 per non intraprendere un’azione legale. a vostro parere ci sono i presupposti per avere un risarcimento più cospicuo?

    • Ludmilla Karadzic 10 gennaio 2015 at 11:02

      La controversia può essere senz’altro oggetto di ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario: il solo fatto che la banca cerchi di evitare il contenzioso dimostra che è consapevole dell’errore commesso.

      L’Arbitro Bancario Finanziario, tuttavia, è molto attento nel quantificare il danno: l’orientamento è sempre quello che il danno deve essere dimostrato dal ricorrente con documentazione a supporto.

      Nel suo caso, a nostro parere, il danno da lei subito può essere pacificamente rapportato all’importo della detrazione fiscale non fruita. Il suggerimento è senz’altro quello di rivolgersi all’ABF.

      In misura forfetaria, l’ABF risarcisce pure il c.d. “danno da perdita di tempo libero”. Ma deve essere esplicitamente richiesto nell’istanza.




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