I caratteri generali del credito ai consumatori

Come noto, il credito ai consumatori è il contratto di concessione di un credito, sotto forma di dilazione di pagamento, di prestito o di altra facilitazione finanziaria, a un consumatore cioè a una persona fisica che agisce per scopi estranei all'attività imprenditoriale, commerciale, artigianale o professionale eventualmente svolta.

Le norme sul credito ai consumatori non si applicano ad alcune tipologie di finanziamenti, come ad esempio, ai finanziamenti di importo superiore a 75.000 euro.

I prestiti contro cessione del quinto dello stipendio o della pensione rientrano tra i crediti ai consumatori.

In linea generale, per quanto riguarda il credito ai consumatori, l'Abf ha più vole ribadito che sono nulle e si considerano non apposte le clausole contrattuali che prevedono condizioni più sfavorevoli di quelle pubblicizzate. È stato inoltre precisato che il diritto di recesso dal contratto di finanziamento non richiede l'indicazione di una motivazione.

Così, si prevede che sono nulle e si considerano non apposte le clausole contrattuali che prevedono tassi, prezzi e condizioni più sfavorevoli per i clienti di quelli pubblicizzati.

Ai fini del rispetto della normativa di trasparenza è poi necessario che venga fornito al cliente il documento contenente le Informazioni europee di base sul credito ai consumatori. Per la prova di tale consegna è sufficiente che dalla documentazione contrattuale risulti che il consumatore ha attestato di averlo ricevuto prima della firma del contratto oppure di avere ritirato copia tanto del contratto che delle Informazioni europee stesse.

In tema di recesso dal contratto di finanziamento, l'Arbitro ha affermato che, anche se secondo normativa vigente, non si richiede l'indicazione di una motivazione per l'esercizio di tale diritto, il cliente può esplicitare nella relativa comunicazione i motivi che lo hanno indotto a recedere dal contratto, senza che questo modifichi la qualificazione del diritto così esercitato.

condividi su FB condividi su G+ condividi su Twitter iscriviti alla newsletter del blog iscriviti al feed RSS degli articoli del blog forum

Commenti e domande

Per porre una domanda sul tema trattato nell'articolo (o commentarlo) e visualizzare il form per l'inserimento, devi prima accedere. Per un accesso rapido e anonimo puoi cliccare questo link. Ma puoi anche commentare o porre una domanda con le tue credenziali Facebook, Twitter, o Google+.

  • fabius 25 febbraio 2015 at 17:55

    Nel 2007 ho ricevuto un protesto per una cambiale subito pagata e cancellato il protesto nel tribunale e successive camera di commercio quindi attualmente sulle banche dati non risulta più niente. Ma provando a richiedere un finanziamento, anche di 3000 euro, non mi viene concesso. Premetto che sulla busta paga risulta una cessione del quinto. Quale altro problema può essere legato al fatto che non mi danno prestiti?

    • Annapaola Ferri 25 febbraio 2015 at 18:17

      Purtroppo esistono le banche dati occulte dei cattivi pagatori. Legga uno di questi articoli per capire di cosa si tratta.

  • federicop 10 gennaio 2015 at 10:28

    volevo sapere se ciò che mi è accaduto potrebbe essere portato di fronte all’arbitro bancario.
    la mi banca online, ing direct ha ricevuto da me l’ordine di disporre un bonifico per ristrutturazione edilizia. il 16 dicembre. dopo svariate telefonate effettuava il bonifico il 24 dicembre. ma annullava la mia disposizione e la sostituiva con un giroconto ( da me mai autorizzato) pertanto con la codesta dicitura annullava la possibilità di avvalermi delle detrazioni irpef per l’anno 2015. ora la banca mi ha chiesto l’autorizzazione per fare un richiamo del bonifico. ma il beneficiario non acconsente a meno che riceva prima il bonifico corretto. io non sono in disponibilità della somma da anticipare. ed a conclusione di tutto ciò alla banca ho chiesto il risarcimento della mancata detrazione irpef per il 2015. €418. la banca me ne offerti €200 per non intraprendere un’azione legale. a vostro parere ci sono i presupposti per avere un risarcimento più cospicuo?

    • Ludmilla Karadzic 10 gennaio 2015 at 11:02

      La controversia può essere senz’altro oggetto di ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario: il solo fatto che la banca cerchi di evitare il contenzioso dimostra che è consapevole dell’errore commesso.

      L’Arbitro Bancario Finanziario, tuttavia, è molto attento nel quantificare il danno: l’orientamento è sempre quello che il danno deve essere dimostrato dal ricorrente con documentazione a supporto.

      Nel suo caso, a nostro parere, il danno da lei subito può essere pacificamente rapportato all’importo della detrazione fiscale non fruita. Il suggerimento è senz’altro quello di rivolgersi all’ABF.

      In misura forfetaria, l’ABF risarcisce pure il c.d. “danno da perdita di tempo libero”. Ma deve essere esplicitamente richiesto nell’istanza.

Altre info

staff e collaboratori
privacy e cookie
note legali
contatti



Cerca