IPOTECA SULLA CASA - UNA MISURA CAUTELARE CONNESSA AL MANCATO PAGAMENTO DELLA CARTELLA ESATTORIALE


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È una procedura cautelativa che, per gli effetti, è simile al fermo dei beni mobili registrati, ma che si differenzia per l’oggetto del bene individuato in uno o più immobili di proprietà del Debitore.

Contemporaneamente all’iscrizione dell’ipoteca, l’Agente della Riscossione invia al Debitore una lettera di comunicazione dell’iscrizione dell’ipoteca, che viene effettuata per un valore doppio del debito previsto nella cartella esattoriale (comprensivo di interessi di mora, compensi e spese per procedure maturate), nella quale si invita al pagamento onde evitare la successiva vendita dell’immobile all’asta.

La Legge non prevede limiti di importo minimi alla iscrizione dell’ipoteca sui beni del debitore essendo semplicemente una procedura a tutela del credito dell’Ente Impositore. Se il debito riferito alla cartella esattoriale, che ha dato origine all’ipoteca, non risulta nel frattempo pagato, l’Agente della Riscossione può iniziare gli atti esecutivi mettendo all’asta l’immobile, anche se la proprietà è stata trasferita ad un terzo (ad esempio, a seguito di vendita). Le procedure di vendita all’asta di norma vengono attivate dopo alcuni mesi dall’iscrizione dell’ipoteca, anche in relazione ai tempi previsti per l’avvio della procedura stessa e per la fissazione delle aste.



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15 Luglio 2013 · Paolo Rastelli




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  • daniela 8 Febbraio 2010 at 12:51

    riformulo la domanda in quanto già fatta tempo addietro ma non riesco a trovare la risposta scusate. Tempo fa ho ricevuto due cartelle esattoriali il totale era circa 12000 euro. Ho chiesto una rateazione mi è stata concessa per un po’ ho pagato poi nel 2007 ho smesso perchè avendo molti debiti non riuscivo a fare fronte anche a quello. ho scritto una lettera ad equitalia spiegando le mie motivazioni e l’elenco purtroppo di tutti i debiti (dovuti alla chiusura di un attività di mio marito per la qulae avevo firmato anche io in banca ecc) Io non ho mai ricevuto risposta, secondo voi si faranno vivi e se intendono far un pignoramento intendo del quinto (notare che ho già una cessione volontaria e che percepisco 1000 euro al mese) pagandone 800 di affitto tra io e mio marito non viviamo piu’ devono fare tutta la trafila cioè il decreto ingiuntivo, l’0atto di precetto ecc. grazie

    • cocco bill 8 Febbraio 2010 at 13:39

      Comunque signora, poteva risparmiarsi la lettera. Adesso saranno attivate le procedure di riscossione coattiva. Ovvero il pignoramento del quinto dello stipendio presso il suo datore di lavoro, fermo amministrativo dell’auto se ne possiede una, ipoteca sulla casa di proprietà.

  • Equitalia 16 Luglio 2008 at 20:22

    Il decreto legge n. 112, del 25 giugno 2008, pubblicato sul supplemento n. 152 L della G.U. n. 147 del 25 giugno, ha introdotto alcune novità in materia di riscossione

    – Nel caso in cui il debitore versi, erroneamente all’agente della riscossione, somme iscritte a ruolo in eccesso (minimo 50 euro in più), Equitalia dovrà notificargli una comunicazione con le modalità di rimborso. Il debitore, per rivendicare il credito, avrà tre mesi di tempo, scaduti i quali le somme saranno versate all’ente creditore e allo Stato. Le risorse confluiranno, insieme ai maggiori prelievi su energia e coop, nel fondo per i meno abbienti istituito con il decreto legge 112/2008.

    – Abolito l’obbligo di presentare garanzia (polizza fideiussoria, fideiussione o ipoteca) per la rateazione delle somme iscritte a ruolo superiori a 50mila euro.

    – La scadenza delle rate non sarà più fissata all’ultimo giorno del mese; ma sarà individuata, di volta in volta, dall’agente della riscossione all’atto di accoglimento dell’istanza di dilazione.

    – Il prezzo di base d’asta del primo incanto, per la vendita dell’immobile espropriato al debitore, si determinerà moltiplicando per tre il valore catastale.

  • karalis 3 Giugno 2008 at 13:05

    Non bisogna prendere con leggerezza l’aver ricevuto una cartella esattoriale: essa è infatti un documento che dà la possibilità all’agente della riscossione, in caso di mancato pagamento, di agire in modi che la legge ha via via reso più potenti ed incisivi, e di rifarsi sui beni del debitore con provvedimenti come il fermo amministrativo, l’ipoteca della casa od addirittura il pignoramento della stessa con successiva vendita coatta.

    Se si è debitori di un importo da lungo tempo, alla somma vengono imputati interessi e sanzioni. Dal giorno della notifica si hanno 60 giorni per pagare altrimenti verranno ipotecati o pignorati i beni. La cartella infatti, è un ‘titolo esecutivò al pari di una cambiale impagata o di una sentenza divenuta definitiva.

    Di fronte ad una cartella non si deve soltanto pagare: si deve essere soprattutto consapevoli del significato e del valore del documento che ci è giunto. È quindi un diritto e dovere ‘capirè questo documento, verificare cosa ci viene richiesto, dotarsi degli strumenti per poter decidere il ‘cosa farè, compreso il contestare quando la pretesa è ingiusta, perchè magari si è già pagato o ci si trova di fronte a una richiesta illegittima.