Cosa fare quando non si può pagare – consigli per gestire il sovraindebitamento

Si dimentichi mutui od ulteriori prestiti per consolidamento a Suo nome, le segnalazioni negative in SIC che ha accumulato sono ostative per qualsiasi tipo di accesso al credito, e lo saranno almeno per 36 mesi da quando sarà riuscito a saldare per intero i Suoi debiti.

L'unica possibilità potrebbe essere un terzo (un parente, un amico) disposto ad aiutarLa che prenda il prestito a Suo nome.

Dia la priorità all'assegno di mantenimento di Suo figlio, diversamente potrebbe avere conseguenze anche penali.

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Stai leggendo Cosa fare quando non si può pagare – consigli per gestire il sovraindebitamento Autore Chiara Nicolai Articolo pubblicato il giorno 31 agosto 2013 Ultima modifica effettuata il giorno 19 giugno 2016 Classificato nella categoria debitori insolventi Inserito nella sezione tutela dei beni del debitore del sito la comunità dei debitori e dei consumatori italiani.

Commenti e domande

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  • Rita 13 marzo 2015 at 17:37

    Ho contratto debiti con banche e finanziarie, che ho sempre onorato fino a settembre 2014. Poi non sono riuscita più a pagare. Credo che non si fermeranno solo ai solleciti telefonici,ma proseguiranno oltre, ed allora vorrei cortesemente avere un quadro chiaro dei tempi, e delle varie tappe.

    Sono pensionata ex inpdap, con 1700 euro di assegno,ed una cessione di 352 euro e ho trasferito dal novembre 2014 l’accredito della pensione dalla banca alle poste,lasciando un debito.

    Nel conto posta transita solo pensione ed accompagnamento gli unici proventi, ho pensato di revocare pagamento enel e gas me lo consiglia? Le chiedo cortesemente qual e’ l’importo e’ pignorabile la pensione, avendo la cessione del quinto di 35 euro?

    Ho il comodato uso dei beni mobili, stilato da un legale e non registrato alle imposte dirette; lei mi consiglia di registrarlo? Non ho beni immobili, nè bot, nè depositi bancari e pago 650 di affitto. Ho una vettura del 2008 per portatori “h” e non debiti con Equitalia.

    Possono fare il fermo fiscale per la macchina?

    Per quanto attiene i prestiti bancari, per uno e’ stata chiesta la firma dell’ex marito di un vaglia cambiario scadenza giugno 2016, un’altro con Compass con la firma dell’ex marito, il quale per crisi economica ha perduto tutto.

    E’ nullatenente e viene ospitato con la residenza dal fratello, si arrangia come puo’.

    • Ludmilla Karadzic 13 marzo 2015 at 20:14

      Per i tempi di una eventuale azione esecutiva nulla si può dire. Dipende da cosa decide il creditore, se procedere giudizialmente o cedere il diritto a società di recupero.

      Qualora il creditore volesse procedere al pignoramento della pensione presso l’INPS deve attendersi la decurtazione di una cifra intorno ai 240 euro (20% della quota pignorabile che nel suo caso è di 1200 euro).

      La cessione del quinto in corso non incide più di tanto.

      Il contratto di comodato va registrato: non è un consiglio, ma una necessita. Solo un contratto di comodato registrato all’Agenzia delle entrate può essere opposto dall’effettivo terzo proprietario innanzi al giudice dell’esecuzione, per liberare i beni pignorati in seguito ad azione esecutiva di pignoramento presso la residenza o il domicilio del debitore esecutato.

      I creditori diversi da quelli per cui agisce Equitalia in sede di riscossione coattiva (Agenzia delle entrate, INPS, Comuni, Regioni, ed in genere la PA) non possono disporre fermo amministrativo sul veicolo di proprietà del debitore. Possono, invero, procedere al pignoramento ed alla vendita all’asta del veicolo, ma la procedura non è certamente economicamente conveniente per una normale automobile usata (bisogna anticipare le spese di custodia e quella per l’espropriazione e il tutto si tradurrebbe in una operazione in perdita secca).

      Il garante dei finanziamenti risponde dei debiti non rimborsati dal debitore principale: ma, se il garante è nullatenente, al creditore non resta che dare capocciate nel muro.

      Per evitare il pignoramento del conto corrente è preferibile non avere conti correnti intestati a proprio nome. Di solito si opta per la delega del conto corrente intestato a terzi di fiducia. Ma, in tale scenario, non è possibile domiciliare la fatturazione di utenze quali gas, luce e telefono e, quindi, bisogna necessariamente pagare con bollettino postale.

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