Cosa cambia con la convenzione ABI Governo sui mutui – domande e risposte

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La convenzione, siglata dal Governo con l’Associazione Bancari Italiani, è stata presentata il 27 maggio in conferenza stampa dal ministro dell’economia Giulio Tremonti. L’accordo introduce la possibilità di rinegoziare il tasso variabile dei mutui sulla prima casa.

Di seguito, le risposte alle 10 richieste più frequenti sulla convenzione:

1. Chi potrà accedere alla rinegoziazione?

Tutti coloro che hanno acceso un mutuo a tasso variabile per acquisto, costruzione e ristrutturazione dell’abitazione principale.

2. Da quando si potrà rinegoziare?

Sostanzialmente nell’ultimo quadrimestre del 2008 dopo che le banche avranno formulato ai clienti le proposte di rinegoziazione. La convenzione interesserà le rate in scadenza dopo il 1° gennaio 2009.

3. Perché bloccare la rata al 2006?

Il 2006 è un anno significativo perché prima di quell’anno i tassi erano su un livello strutturalmente basso; inoltre, partendo dal 2006, non c’è un allungamento eccessivo del periodo di rimborso. Il 2006 rappresenta la media dei tassi addirittura inferiore alla media del periodo che va dal 1999 al 2005, prima quindi dei rialzi della Bce.

4. Che cosa succede alla rinegoziazione se poi i tassi salgono?

Se i tassi aumentano, crescerà la differenza tra la rata originaria e quella della rata rinegoziata, e la differenza sarà addebitata sul conto di finanziamento accessorio. In caso di discesa dei tassi il risparmio sarà portato a decremento del conto di finanziamento accessorio che potrebbe di conseguenza azzerarsi. Da quel momento se i tassi continueranno a scendere, si potrà ridurre l’importo.

5. Le banche guadagneranno dalla rinegoziazione?

Le banche assicurano di no. Ad esempio, per un mutuo da 80mila euro e una durata residua di 20 anni, grazie alla rinegoziazione le rate saranno più leggere in un anno di 850 euro, secondo quanto calcolato dalle banche. Il conto di finanziamento che sarà acceso e che si baserà sulla differenza tra vecchia e nuova rata è senza costi e il cliente lo rimborserà eventualmente dopo aver finito il mutuo originario.

6. La tenuta del conto sarà gratuita o ci saranno dei costi?

Il conto di finanziamento accessorio non avrà alcun costo per i clienti.

7. Il conto sarà considerato quota capitale o quota capitale e interessi?

E’ una quota parte di un debito non estinto e quindi a tutti gli effetti un nuovo finanziamento.

8. Chi pagherà il notaio?

Non è necessario l’intervento del notaio trattandosi di una rinegoziazione ed essendo prevista la continuità dell’ipoteca a garanzia del debito.

9. L’ipoteca si considera estinta quando si conclude il piano di ammortamento iniziale o sarà estesa per tenere conto del prolungamento?

L’ipoteca dipende dalla durata del debito, quindi la garanzia continua ad assistere il rimborso del debito.

10. Con questo provvedimento non c’è il rischio di ostacolare la portabilità?

Questa misura aumenta la tipologia degli strumenti a disposizione del cliente per ridurre l’importo della rata. La portabilità è una soluzione che mantiene intatta la sua valenza.

Per porre una domanda sulla convenzione ABI Governo sui mutui, sul contratto di mutuo in generale, sulle tipologie di mutuo, sulle normative vigenti in tema di mutuo ipotecario, clicca qui.

29 Giugno 2008 · Piero Ciottoli

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Commenti e domande

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  • paolo bertoldini 24 Settembre 2008 at 17:21

    la banca mi ha mandato una proposta di revisione della rata secondo la Tremonti/ABI con riduzione della rata da 370 a 307 ed aumento conseguente della durata del mutuo.Il mutuo è per 15 anni (originalemnte) ed è avviato dal 2005.
    Tutto ok. Ho accettato.
    Ora mi telefonano e mi dicono che la rinegoziazione non è applicabile perchè nel mio mutuo a tasso variabile, c’è però la possibilità di rivedere le condizioni, da variabile a fisso, ogni 5 anni.
    Il fatto di avere questa ipotetica possibilità ogni 5 anni rende inapplicabile la rinegoziazione.
    Mi hanno detto che è la legge che lo impedisce.
    Mi sembra assurdo.
    E’ vero?
    Grazie

  • karalis 9 Luglio 2008 at 05:37

    ma , è una fregatura o no ! ? ! ?
    in questo modo è vero che si torna alla rata piu o meno iniziale del mutuo ma in realtà quello che non paghiamo adesso lo paghiamo dopo!!!!
    c’e un tetto alla durata dell’extra mutuo? o si paga si paga si paga finchè c’e da pagare ……..( e fu cosi che a 90 anni finì di pagare la casa)
    onestamente se ci riesco , e non è facile fidadevi , preferico trasformarlo in fisso pagare la mia rata magari alta ma tra cinque anni sarà sempre uguale , il mio stipendio maggiore e la fine della croce sempre più vicina.
    a presto

    Non è nè un regalo nè una fregatura.

    L’obiettivo è solo quello di sterilizzare eventuali nuovi aumenti dei tassi di interesse dalla rata mensile.

    Questo tipo di mutuo veniva già da tempo erogato da alcune banche. Si chiama mutuo a tasso variabile, rata costante e durata variabile.

    Trovo inutile dare giudizi sulla convenienza o meno di questo tipo di mutuo. Gli scenari futuri non li conosciamo e dunque …

    Se i tassi scendono la durata può anche diminuire. Per chi non vuol correre rischi c’è la possibilità di trovare una banca che offra un tasso fisso e optare per la portabilità.

  • fernando 8 Luglio 2008 at 17:58

    ma , è una fregatura o no ! ? ! ?
    in questo modo è vero che si torna alla rata piu o meno iniziale del mutuo ma in realtà quello che non paghiamo adesso lo paghiamo dopo!!!!
    c’e un tetto alla durata dell’extra mutuo? o si paga si paga si paga finchè c’e da pagare ……..( e fu cosi che a 90 anni finì di pagare la casa)
    onestamente se ci riesco , e non è facile fidadevi , preferico trasformarlo in fisso pagare la mia rata magari alta ma tra cinque anni sarà sempre uguale , il mio stipendio maggiore e la fine della croce sempre più vicina.
    a presto