Corsie riservate al transito dei mezzi pubblici: se le telecamere non risultano auorizzate dal ministero, le multe sono illegittime

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Multe illegittime sulle corsie gialle: e non soltanto quando le immagini prodotte sono poco chiare. Ma soprattutto perché le telecamere stesse non sarebbero, il più delle volte,  neppure omologate.

Ne sono certi gli avvocati Umberto e Giovanni Lo Cigno che, oltre a incassare una nuova vittoria legale, aprono la strada a una nuova, possibile, teoria di ricorsi.

La storia ha inizio il 9 gennaio scorso, quando la signora Paola De Francisci riesce ad ottenere l´annullamento di un verbale da 80,54 Euro elevato a mezzo telecamere nelle corsie riservate agli autobus redatto a dicembre 2007.

La telecamera utilizzata per cogliere la donna in flagranza a bordo del proprio scooter la immortalò in due fotogrammi, prodotti poi come prova. La prima immagine ritraeva da tergo la moto con a bordo una persona, la cui targa era illeggibile. La seconda indicava, su fondo completamente nero, solamente il numero della targa. Dunque, ne risultò che non vi era oggettivamente alcun collegamento tra le due fotografie, nè riferibilità alla moto della cittadina.

Ma la novità sarebbe un´altra. «In realtà - sostengono gli avvocati Umberto e Giovanni Lo Cigno - quasi tutte le contravvenzioni elevate in merito al transito nelle corsie riservate ai bus sono suscettibili di essere annullate per altre ragioni degne di essere apprezzate».

Di mezzo vi è infatti un cavillo tecnico-giuridico: le telecamere, spesso, non avrebbero l´autorizzazione ministeriale. «La legge - continuano - prevede che i comuni debbano obbligatoriamente richiedere una specifica autorizzazione al Ministero dei Lavori Pubblici, Ispettorato Generale per la Circolazione e la Sicurezza Stradale. Ma quasi sempre, sulle multe, non compare traccia di quel via libera».

19 gennaio 2009 · Giuseppe Pennuto

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