Quando assumere un debito può salvare dal carcere e quando l'inadempimento può comportare la libertà vigilata

Il giudice penale, nel pronunciare sentenza di condanna, quando ritiene di dovere determinare la durata della pena detentiva entro il limite di due anni, può sostituire tale pena con quella della semidetenzione; quando ritiene di doverla determinare entro il limite di un anno, può sostituirla anche con la libertà vigilata; quando ritiene di doverla determinare entro il limite di sei mesi, può sostituirla con una pena pecuniaria (ammenda).

Secondo la normativa vigente il giudice può disporre, in relazione alle condizioni economiche del condannato, che l'ammenda venga pagata in rate mensili da tre a trenta, ma non può, tuttavia, sostituire la pena detentiva quando presume che le prescrizioni non saranno adempiute dal condannato. L'ammenda non corrisposta per insolvibilità del condannato si riconverte nella libertà vigilata per un periodo massimo, rispettivamente, di un anno e di sei mesi.

Quando è accertata l'impossibilità di esazione della pena pecuniaria o di una rata di essa, il pubblico ministero trasmette gli atti al magistrato di sorveglianza competente per la riconversione (dalla pena pecuniaria alla libertà vigilata): il giudice di sorveglianza provvede previo accertamento dell'effettiva insolvibilità del condannato, o della persona civilmente obbligata per la pena pecuniaria.

In presenza di situazioni di insolvenza, il magistrato di sorveglianza può disporre la rateizzazione della pena se essa non è stata disposta con la sentenza di condanna, oppure può differire la riconversione (dalla pena pecuniaria a quella di libertà vigilata) per un tempo non superiore a sei mesi. Alla scadenza del termine fissato, se lo stato di insolvenza perdura, è disposto un nuovo differimento della riconversione, oppure, Se la pena pecuniaria è stata rateizzata, viene ordinata la riconversione della pena pecuniaria in libertà vigilata, in rapporto all'importo non ancora pagato.

Per quanto attiene la possibilità, per il giudice, di considerare la solvibilità dell'imputato ai fini della sostituzione della pena detentiva con la corrispondente pena pecuniaria, va applicato il principio di diritto secondo il quale la sostituzione della pena detentiva con quella pecuniaria è consentita anche in relazione a condanna inflitta a persona in condizioni economiche disagiate, in quanto la prognosi di inadempimento, ostativa alla sostituzione della pena detentiva in pena pecuniaria, si riferisce soltanto alla semidetenzione e alla libertà vigilata, e non alla pena pecuniaria sostitutiva.

In pratica,il giudice, nell'esercitare il potere discrezionale di sostituire le pene detentive brevi con le pene pecuniarie corrispondenti, deve tenere conto delle condizioni di vita individuale, familiare e sociale dell'imputato, ma non quello delle sue condizioni economiche. La conversione della pena pecuniaria non può essere negata sulla base di una possibile insolvenza dell'imputato, ma va valutata nell'ottica della funzione rieducativa della pena, a prescindere dalle condizioni economiche del condannato.

Così, in tema di conversione delle pene detentive brevi in pene pecuniarie, i giudici della sezione penale della Corte di cassazione hanno argomentato la sentenza 36636/2017.

12 settembre 2017 · Giovanni Napoletano

condividi su FB condividi su G+ condividi su Twitter iscriviti alla newsletter del blog iscriviti al feed RSS degli articoli del blog forum

Contenuti correlati

Approfondimenti e integrazioni dal blog

Quando non pagare una ammenda o una cartella esattoriale impedisce il rilascio o il rinnovo del passaporto
La legge numero 1185 del 21 novembre 1967, prevede che non possono ottenere il rinnovo o il rilascio del passaporto coloro che debbano espiare una pena restrittiva della libertà personale o pagare un'ammenda. Per questi ultimi, tuttavia, può essere richiesto il nullaosta all'autorità giudiziaria. Quando ci fanno una contravvenzione per ...
Una condanna per evasione fiscale può comportare il sequestro di beni immobili inseriti nel fondo patrimoniale
La Cassazione, con sentenza numero 40901 del 18 ottobre 2012 ha legittimato la confisca di beni immobili inclusi nel fondo patrimoniale costituito da soggetto successivamente condannato per evasione fiscale. Secondo i giudici di piazza Cavour, in simili circostanze, il sequestro è possibile anche se l'abitazione è stata conferita ad un ...
Spese di giustizia - Requisiti per ottenere la remissione del debito
La legge subordina la rimessione del debito per le spese del procedimento, nei confronti del soggetto già detenuto, alla verifica di due condizioni consistenti nelle disagiate condizioni economiche e nella regolare condotta tenuta nel periodo di carcerazione. Ora, il requisito delle disagiate condizioni economiche è da ritenersi integrato non solo ...
La revisione dell'assegno di mantenimento può essere accordata solo dopo aver accertato il peggioramento delle condizioni economiche dell'obbligato
Le condizioni economiche dell'accordo di separazione consensuale dei coniugi possono essere modificate soltanto qualora sopravvengano giustificati motivi. In mancanza di fatti sopravvenuti giustificativi di un nuovo assetto dei rapporti tra le parti, dunque, la domanda di revisione non può essere accolta. Il giudice può revocare l'obbligo di contribuzione o ridurre ...
Mancato pagamento di una sanzione - Conseguenze
Volevo un chiarimento: un paio di anni fa mi hanno arrestato e mi hanno fatto anche una multa pecuniaria; adesso è arrivata la cifra di 14000€ e vorrei sapere, visto che sono nudo proprietario, possono attaccarsi alla proprietà se lascio scadere il termine di pagamento. E dopo la scadenza si ...

Assistenza gratuita e link a ritroso

Richiedi assistenza gratuita o ulteriori informazioni su quando assumere un debito può salvare dal carcere e quando l'inadempimento può comportare la libertà vigilata. Clicca qui.

Stai leggendo Quando assumere un debito può salvare dal carcere e quando l'inadempimento può comportare la libertà vigilata Autore Giovanni Napoletano Articolo pubblicato il giorno 12 settembre 2017 Ultima modifica effettuata il giorno 13 settembre 2017 Classificato nella categoria sentenze e ordinanze della Corte di cassazione a sezioni unite Inserito nella sezione giurisprudenza.

Commenti e domande

Per porre una domanda sul tema trattato nell'articolo (o commentarlo) e visualizzare il form per l'inserimento, devi prima accedere cliccando questo link. Potrai utilizzare le tue credenziali social oppure accedere velocemente come utente anonimo.

Altre info

staff e collaboratori
privacy e cookie
note legali - se accedi ai contenuti dichiari di averne preso visione
contatti


Cerca

Forum

Domande