Il reclamo e la conciliazione obbligatorie nei contratti di assicurazione contro i danni

Le armi a favore del contribuente nei contratti di assicurazione contro i danni: il reclamo alla compagnia assicurativa e la conciliazione obbligatoria.

Nel caso di mancato rispetto delle normative è possibile, come primo passo, inviare alla compagnia di assicurazione un reclamo. Le compagnie devono gestire i reclami secondo i dettami dell'IVASS, organizzando un apposito ufficio.

La risposta va fornita entro 45 giorni dall'invio del reclamo , pena l'addebito di sanzioni da parte dell'IVASS. In tutti i casi di mancata o insoddisfacente risposta si può girare il reclamo all'IVASS (istituto di vigilanza) con apertura di un'istruttoria, monitorabile dall'interessato, che dura al massimo 120 giorni. Questa procedura non è attivabile se ci si è già rivolti all'autorità giudiziaria.

Sul sito dell'IVASS si trovano modulistica ed informazioni. Si ricorda che nell'ambito assicurativo è obbligatorio, prima della causa, tentare una conciliazione presso uno degli organismi abilitati ed elencati in un archivio tenuto dal Ministero della Giustizia (sono escluse dall'obbligo solo le controversie inerenti i danni da incidente stradale in ambito rc auto).

Tra gli organi abilitati ci sono anche le Camere di Commercio, la cui conciliazione è un servizio ormai rodato per i consumatori con costi (riguardo alla nuova mediazione civile) fissati a livello nazionale e ridotti in caso di conciliazioni obbligatorie.

Dal 20 Settembre del 2013, purtroppo, per tutte le conciliazioni ridivenute obbligatorie è diventata obbligatoria anche l'intermediazione di un legale. Il procedimento dura al massimo tre mesi e se viene trovato l'accordo il relativo verbale, grazie alle firme dei legali che assistono le parti, diventa titolo esecutivo.

Per questo ed altri motivi, ed anche se non si avesse intenzione di arrivare alla causa, tentare la conciliazione è sempre raccomandabile e rimane pur sempre conveniente.

Si fa presente che le conciliazioni cosiddette paritarie non c'entrano nulla con quelle obbligatorie suddette, ma bensì sono il frutto di accordi tra (alcune) associazioni di consumatori e le compagnie di assicurazione. Non c'è un soggetto terzo conciliatore e spesso si tratta di aderire a soluzioni già decise inerenti problematiche comuni.

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