Rapporto di conto corrente - La banca deve astenersi da qualsiasi movimentazione successiva alla morte del titolare

Il rapporto di conto corrente, in quanto riconducibile al rapporto di mandato, deve ritenersi automaticamente estinto con il decesso del titolare. Infatti, sebbene la normativa concernente il conto corrente bancario non specifichi gli effetti conseguenti al decesso del titolare, tuttavia, la dottrina e la giurisprudenza prevalenti vedono nel conto corrente bancario un unico contratto innominato misto con prevalenza delle prestazioni tipiche del contratto di mandato.

La morte del mandante, pertanto, costituisce una delle cause di estinzione del mandato e, quindi, a seguito della morte del titolare il conto corrente si estingue.

Conseguentemente, cessato il rapporto di conto corrente a partire dalla data di decesso del de cuius (ovvero da quella in cui tale decesso sia stato comunicato), la banca deve astenersi dal compiere qualsiasi ulteriore operazione come, ad esempio, l'addebito delle rate del prestito concesso al defunto o l'esecuzione di RID.

Se a seguito dell'estinzione del rapporto residua un debito a carico del titolare defunto, questo comporta l'obbligo degli eredi di corrispondere alla banca quanto residua, mentre la banca ha l'obbligo di comunicare tempestivamente l'importo dovutole, affinché si possa procedere alla chiusura definitiva dei rapporti ancora pendenti.

Queste le considerazioni svolte dall'Arbitro Bancario Finanziario nella decisione 1931/14.

9 luglio 2015 · Lilla De Angelis

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Stai leggendo Rapporto di conto corrente - La banca deve astenersi da qualsiasi movimentazione successiva alla morte del titolare Autore Lilla De Angelis Articolo pubblicato il giorno 9 luglio 2015 Ultima modifica effettuata il giorno 1 maggio 2017 Classificato nella categoria conti correnti bancari e postali e libretti di deposito a risparmio Inserito nella sezione assegni cambiali e conti correnti.

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  • Anonimo 14 dicembre 2018 at 14:00

    Mio padre è deceduto il 23/11/2018,mi sono informata alla sua banca e risulta avere solo i soldi della fattura dell’ Onoranze Funebri. Non possiede altro, neanche immobili. Mi hanno detto che ci vorrà un mese perché inviteranno le carte all’ufficio entrate, in più dovrò pagare 75 euro. Ma io so che con fattura alla mano dovrebbero liquidarmi subito.

    • Ornella De Bellis 14 dicembre 2018 at 14:59

      Non funziona come lei ritiene di sapere: per consegnare a qualcuno i soldi depositati sul conto corrente del defunto bisogna effettuare la dichiarazione di successione e registrarla all’Agenzia delle entrate, anche se i beni da ereditare non comprendono immobili, se il valore dei beni non superano i 100 mila euro e se il chiamato all’eredità è una figlia. Solo in questo modo la banca può, infatti, conoscere gli eredi che hanno diritto a prelevare i soldi del conto corrente intestato al defunto. In pratica, occorre il certificato di eseguita dichiarazione e di pagamento dell’imposta (nella fattispecie 75 euro), rilasciata dall’Agenzia delle Entrate territorialmente competente, all’interno della quale si possa evincere in modo chiaro il dettaglio dei beni e dei valori dichiarati (tra cui deve, naturalmente, esser presente anche il conto bancario) e chi sono gli eredi legittimati a prelevare la giacenze disponibili sul conto corrente del defunto.

      E’ vero che alcune banche si limitano a chiedere un atto di notorietà o una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà: ma siffatta prassi non può, naturalmente, assurgere al rango di legge.



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