Conto corrente cointestato a firma disgiunta

In tema di responsabilità della banca rispetto alla abusiva gestione, da parte di uno dei cointestatari a danno dell'altro, di un conto corrente cointestato a firma disgiunta, l'ABF ha attribuito rilievo, ai fini dell'obbigo di restituzione imposto alla banca delle somme prelevate, alla circostanza che il prelievo da un conto corrente cointestato a firma disgiunta fosse stato realizzato mediante un'unica operazione; sostanzialmente azzerando le disponibilità del conto, da un soggetto che non aveva sino ad allora operato e che aveva poi versato l'importo su altro conto corrente presso il medesimo istituto.

Quello che segue, il ragionamento logico giuridico che ha condotto l'ABF alla decisione 4334/13.

La cointestazione di un conto corrente, attribuendo agli intestatari la qualità di creditori o debitori solidali dei saldi di conto, fa presumere la contitolarità dell'oggetto del contratto, salva la prova contraria a carico della parte che deduca una situazione giuridica diversa da quella risultante dalla cointestazione stessa. Ad esempio, il regime di contitolarità di un conto corrente, anche a firma disgiunta, potrebbe essere superato ogni qual volta il saldo attivo del conto cointestato a due coniugi risultasse discendere dal versamento di somme di pertinenza di uno soltanto di essi, con la conseguenza che si deve escludere che l'altro coniuge possa avanzare diritti sul saldo medesimo, a meno che non si tratti di una donazione indiretta. Ma, anche in questa evenienza, la sussistenza di una donazione dovrebbe comunque emergere dalla ricorrenza di circostanze di fatto non equivoche.

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Stai leggendo Conto corrente cointestato a firma disgiunta Autore Simonetta Folliero Articolo pubblicato il giorno 8 ottobre 2014 Ultima modifica effettuata il giorno 21 agosto 2017 Classificato nella categoria assegni cambiali conti correnti » mini guide Inserito nella sezione assegni cambiali e conti correnti.

Commenti e domande

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  • Anonimo 15 febbraio 2019 at 12:01

    Io e mia moglie abbiamo due c/c cointestati a firma disgiunta su ognuno dei quali viene versata mensilmente la pensione di ciascuno. Volevamo sapere nel caso di decesso di uno dei due cosa succede ? vengono bloccati entrambi i conti o quello del coniuge superstite continua ad avere operatività normale per quanto attiene almeno la possibilità di prelevare le somme derivanti dalla propria pensione ?

    • Ornella De Bellis 15 febbraio 2019 at 12:09

      In caso di cointestazione del rapporto di conto corrente a firma disgiunta l’evento morte di uno dei contitolari non porta allo scioglimento del rapporto. Il cointestatario superstite può continuare a utilizzare il conto dovendosi riconoscere piena continuità, pure successivamente alla morte di uno dei cointestatari, dell’efficacia del patto di firma disgiunta e quindi della potestà di compiere operazioni disgiuntamente anche oltre le rispettive quote.

      Pertanto, nel caso di morte del cointestatario la facoltà di disporre del saldo deve essere riconosciuta tanto al contitolare superstite, quanto agli eredi del cointestatario deceduto.

      La morte di uno dei cointestatari, infatti, non modifica l’obbligazione inizialmente assunta dalla banca (o dall’ufficio postale) nei confronti di ciascun cointestatario, quanto alla sua facoltà di integrale disponibilità del conto con firma disgiunta. Tale obbligo permane sia nei confronti di ciascun contitolare superstite, sia, unitamente tra loro, nei confronti dei coeredi del cointestatario defunto, con l’ovvia avvertenza che i cointestatari superstiti ben possono disporre disgiuntamente del conto corrente, senza il concorso degli altri coeredi ogni volta in cui, come nella specie, intendano esercitare a tale titolo originario la detta loro facoltà.

      Unica eccezione in cui la banca è tenuta a pretendere il concorso di tutti cointestatari e degli eventuali eredi, nelle autorizzazioni del singolo prelievo, si ha quando da uno di essi sia stata notificata opposizione anche solo con lettera raccomandata.

      Questo l’orientamento assunto dall’Arbitro Bancario Finanziario nella decisione 1673/13.

  • gaetanolascala 23 marzo 2017 at 22:41

    Ho presso la banca un conto cointestato a firma disgiunta con la mia mamma che e’ deceduta consentendo agli aventi diritto di subentrare nell’asse ereditario. Venendo a conoscenza della morte della mamma la banca ha bloccato subito il conto. Ho presentato un atto notorio in bollo con l’elenco di tutti gli aventi diritto, relativi documenti d’identita’ di tutti e debita delega al sottoscritto, (titolare superstite), di tutti gli aventi diritto ad operare sul conto al fine di liquidare le loro quote. La banca non e’ d’accordo e sostiene che la liquidazione delle quote spetta alla stessa banca. DOMANDA: Puo’ la banca comportarsi in questo modo? Posso pretendere lo svincolo delle somme bloccate, anche perché dovrei pagare il funerale? E visto che siamo tutti d’accordo come possiamo obbligare la banca a darci ascolto?. Grazie

    • Simone di Saintjust 24 marzo 2017 at 06:24

      La lettura di questo articolo, di quest’altro e di tutti quelli ad essi correlati (che troverà referenziati in fondo a ciascun articolo, nella sezione approfondimenti ed integrazioni) potranno risultarle utili. Potrà presentare reclamo alla banca citando le decisioni già adottate dall’Arbitro Bancario Finanziario nel contesto di cui ci occupiamo, nella speranza che ciò costringa i funzionari dell’Istituto ad una atteggiamento meno intransigente.

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