La qualificazione di conto dormiente

Il Ministero aveva altresì precisato che la qualificazione come “dormiente” di un determinato conto non pregiudicava il diritto alla restituzione al titolare: quest’ultimo avrebbe potuto richiedere la restituzione delle relative somme o alla Banca o all'Intermediario presso cui risultava sussistere il rapporto. Oppure  direttamente al MEF, entro il normale termine prescrizionale, nel caso in cui i relativi importi fossero già stati trasferiti dalla Banca o dall'Intermediario al relativo Fondo.

Il Ministero dell'Economia e delle Finanze non aveva però definito il provvedimento attuativo con le procedure attraverso le quali gli aventi diritto potevano rivendicare le somme devolute al fondo entro i dieci anni dall'avvenuto trasferimento. Lasciando nel panico e nell'incertezza migliaia di correntisti e di titolari di libretti di risparmio.

condividi su FB condividi su G+ condividi su Twitter iscriviti alla newsletter del blog iscriviti al feed RSS degli articoli del blog forum

Commenti e domande

Per porre una domanda sul tema trattato nell'articolo (o commentarlo) e visualizzare il form per l'inserimento, devi prima accedere. Per un accesso rapido e anonimo puoi cliccare questo link. Ma puoi anche commentare o porre una domanda con le tue credenziali Facebook, Twitter, o Google+.

  • ida 30 settembre 2011 at 16:27

    ho trovato dei libretti al portatore dei miei nonni: risalgono al 1950. Le banche mi hanno detto che non sono passati come “dormienti” in quanto sono al portatore. è ancora possibile fare qualcosa per riavere le somme?

    • dott.ssa Carla Benvenuto 30 settembre 2011 at 16:49

      Le ho risposto aggiornando l’articolo in commento con una interrogazione parlamentare del senatore Lannutti. La legga e si faccia un’idea.

  • marianna 13 settembre 2011 at 09:44

    se trovo un conto dormiente devo riscuoterlo con tutti gli altri eredi?

    • Simone Saintjust 13 settembre 2011 at 12:39

      Sì, il conto dormiente viene liquidato agli eredi.

  • lulù 8 luglio 2011 at 15:08

    Buongiorno, anche io ho scoperto di avere un libretto postale datato 1961 intestato a me e regalatomi alla nascita con ben 2.000 lire versate. Ho qualche speranza di riavere la somma con i relativi interessi ? Visto il momento di crisi anche pochi soldi mi farebbero comodo
    Ho chiamato tempo fa Altroconsumo per chiedere lumi ma la loro risposta è stata superficiale e negativa.
    Mi hanno semplicemente detto che il libretto è estinto e che non ho nessuna possibilità. Ho anche provato a cercarlo fra i libretti postali dormienti ma è impossibile induviduarlo visto che il pdf ha migliaia di pagine.
    Ho letto proprio oggi che si vuole fare una class action contro questo soppruso fatto ai danni dei consumatori, perchè è vero che il mio conto è irrisorio ma credo che ci siano stati casi anche di conti ben più congrui del mio. Grazie per la risposta che vorrete darmi.
    Lulù

    • dott. Emanuele Perrotta 8 luglio 2011 at 15:18

      Io credo che Altroconsumo non abbia tutti i torti. Instaurare un contenzioso da soli non è assolutamente conveniente, dal punto di vista economico. La class action è lo strumento ideale contro questo tipo di abuso perpetrato ai danni dei titolari di libretti postali. ma, si tratta di un istituto ancora non rodato in Italia.

      La questione del rimborso di libretti di risparmio così datati è, del resto, assai complessa.

  • Luigi 27 maggio 2010 at 21:28

    Sul sito del Ministero è stato pubblicato questo comunicato http://www.mef.gov.it/ufficio-stampa/comunicati/?idc=24475, che specifica che si può richiedere la restituzione delle somme versate. Vi chiedo se è stato,finalmente, instituito un regolamento di come effettivamente procedere per rientrare in possesso delle somme sottrattici?

    • cocco bill 27 maggio 2010 at 21:58

      Quel comunicato dice solo che prima che i soldi siano trasferiti al fondo statale (quando cioè sono ancora in banca o presso le Poste) il titolare del conto può effettuare operazioni per interrompere la dormienza e, quindi, impedire il trasferimento al fondo.

  • ANTONINO 28 marzo 2010 at 14:22

    mio suocero pace all’anima sua il 20/03/1987 ha emesso un buono postale fruttifero ha scadenza dopo 5 anni raddoppiavano dopo 8 triplicavano trascorsi 10 anni sono scaduti nonostante ciò c’era la possibilità di altri 10 anni per riscuoterlo senza fruttare “per perdita del buono ritrovato dopo 3 mesi sono andato per riscuoterlo è mi è stato riferito che era andato in prescrizione.il buono è cointestato con la moglie ancora in vita.grazie anticipatamente per una risposta “

    • cocco bill 28 marzo 2010 at 16:21

      Dopo 10 anni dalla scadenza, in caso di mancato reclamo delle somme maturate, interviene la prescrizione.

  • raffaele 11 gennaio 2010 at 17:23

    Sono possessore di 2 libretti di risparmio, uno al portatore intestato a mia moglie e l’altro nominativo intestato a me. Nella trasmissione del 26/11/2009 di striscia la notizia sono venuto a conoscenza della legge sui depositi di risparmio divenuti dormienti, così mi recavo in banca e chiedevo informazioni sui miei depositi,a questo punto uno dei libretti quello al portatore e con saldo superiore risultava chiuso e mi invitavano a tornare un altro giorno per verificare chi e come lo avesse chiuso, dopo svariati tentativi fatti nel mese di dicembre mi veniva comunicato che quel libretto era andato a defluire fra i depositi dormienti,cosa che io ho potuto verificare successivamente in pochi minuti attraverso internet.
    A questo punto chiedevo come mai soltanto un libretto e quello con saldo superiore era andato a defluire nelle casse dello stato, e non mi veniva data nessuna risposta convincente e certa, tra le altre cose entrambi i libretti avevano fatto i medesimi movimenti, ma cosa più sconcertante è che il libretto dormiente era stato rilasciato in data 26/06/2003 in quanto l’ agenzia era stata acquistata dal gruppo Carife e quindi aveva cambiato denominazione ed era diventata banca Popolare di Roma, allora chiedo se il fatto di essermi recato fisicamente in banca avere fatto la fila e avere preteso il cambio di entrambi i libretti e l’aggiornamento degli interessi sugli stessi non sia una operazione valida ai fini della prescrizione, visto che entrambi mi libretti mi sono stati rilasciati in data 26/06/2003,solo per il fatto che io quel giorno non ho versato somme, veniva trasmesso tra i fondi dormienti ?
    Credo che la mia banca abbia fatto un errore pertanto vorrei sapere come devo comportarmi per riavere i miei risparmi.
    grazie

    • cocco bill 11 gennaio 2010 at 17:30

      Gentile Raffaele, il D.P.R. n. 116/07 ha specificato i criteri per individuare, nell’ambito del sistema finanziario, i conti definibili come dormienti. Rientrano in tale categoria i rapporti contrattuali (depositi di somme di denaro; depositi di strumenti finanziari) in relazione ai quali non sia stata effettuata alcuna operazione o movimentazione ad iniziativa del titolare del rapporto o di terzi da questo delegati per il periodo di tempo di 10 anni decorrenti dalla data di loro libera disponibilità.

      Come vede, purtroppo, il dispositivo di legge è molto vago e lascia (era questa l’intenzione, del resto) ampio spazio all’espropriazione forzata dei beni.

      Come fare per riappropriarsi dei beni illegittimamente espropriati?

      Sul sito web del Ministero Economia e Finanze (MEF) si legge:

      “Le Banche e gli altri Intermediari hanno provveduto ad identificare i suddetti rapporti e a comunicare i relativi dati a questo Ministero. Va precisato che la qualificazione come “dormiente” di un determinato conto non pregiudica il diritto alla restituzione al titolare: quest’ultimo potrà richiedere la restituzione delle relative somme o alla Banca o all’Intermediario presso cui risulta tale rapporto o direttamente a questo Ministero, entro il normale termine prescrizionale, nel caso i relativi importi siano già stati trasferiti dalla Banca o dall’Intermediario al relativo Fondo.

      Per consentirne la più ampia conoscibilità, secondo quanto prescritto dalla normativa di riferimento, è resa possibile la consultazione su questo sito dell’elenco dei conti considerati dormienti, come comunicati da Banche e Intermediari.”

      C’è dunque (o almeno sembra esserci) una buona notizia: i titolari (o anche i loro delegati, compresi gli eredi) di un rapporto non “risvegliato” nei termini, quindi classificato come “conto dormiente estinto”, e come tale devoluto al Fondo potranno, entro 10 anni dal trasferimento, rivendicare il diritto di credito sulle somme trasferite e rimpossessarsi così dei propri averi.

      La cattiva notizia è invece che ad oggi, il Ministero dell’Economia e delle Finanze non ha ancora definito il provvedimento attuativo che stabilisce le regole attraverso le quali gli aventi diritto potranno rivendicare le somme devolute al fondo entro i dieci anni dall’avvenuto trasferimento.

      Si dice infatti che “la qualificazione come “dormiente” di un determinato conto non pregiudica il diritto alla restituzione al titolare: quest’ultimo potrà richiedere la restituzione delle relative somme o alla Banca o all’Intermediario presso cui risulta tale rapporto o direttamente a questo Ministero, entro il normale termine prescrizionale, nel caso i relativi importi siano già stati trasferiti dalla Banca o dall’Intermediario al relativo Fondo.“

      Ma in che modo è possibile richiedere la restituzione delle relative somme? Quale la procedura da seguire? Provate ad inviare una e-mail di richiesta informazioni all’indirizzo indicato (dt.direzione4.ufficio1@tesoro.it) ed aspettate …

      Un’ultima annotazione sulle Associazioni dei consumatori.

      Le abbiamo spesso sentito starnazzare con comunicati stampa e dichiarazioni oltranziste sulle questioni più risibili.

      Ancora oggi si lamentano per la formulazione della legge sulla “class action” dove avrebbero potuto (e voluto) gestire milionarie cause collettive così come accade altrove.

      Ed io chiedo: sull’esproprio dei conti dormienti avete letto una critica al governo? Una informazione di come il malcapitato possa muoversi per rientrare in possesso del maltolto?

      Eppure riempiono i loro siti con vademecum sul come farsi assistere per risparmiare qualche euro.

      Conoscete la ragione di questo comportamento così marcatamente ed apparentemente anomalo?

      Bene. Il motivo è semplice. Il fondo di solidarietà per le vittime dei crack finanziari, alimentato dagli introiti dell’esproprio relativo ai conti dormienti, è co-gestito proprio dal governo e dalle Associazioni dei Consumatori.

      Concludendo, la situazione al momento è questa:

      [youtube=https://www.youtube.com/watch?v=cGUEmq1tLA0]

  • paola ampollini 11 gennaio 2010 at 11:32

    sono in possesso di un libretto aperto negli anni 60 dove sono depositate 1000 lire – negli anni 80 mi è stato detto (da un ipiegato della banca) che non potevo più fare nulla – è tutto (poco o tanto) perso?

    • cocco bill 11 gennaio 2010 at 17:32

      Temo di sì. La situazione si è poi ulteriormente complicata con il trasferimento dei libretti al Ministero dell’Economia e delle Finanze.

      Quello che posso suggerire è di affidarsi ad un avvocato che accetti di sottoscrivere un patto di quota lite (almeno fino a quando sarà possibile farlo).

      Il patto di quota lite prevede la corresponsione di una somma a titolo di spese (fissa ed indipendente dall’esito) più una percentuale (concordata prima) sull’importo che si riuscirà (eventualmente) a strappare alla banca.

      In questo modo si può anche rischiare un contenzioso dall’esito incerto (si stabilisce in anticipo quanto si è disposti a perdere). E soprattutto si ha la sicurezza di affidare il caso a qualcuno che ci crede veramente e che non prospetta ottime possibilità di vittoria solo per spillare soldi al cliente.

  • MM 8 gennaio 2010 at 16:19

    Salve a tutti,
    oggi mi sono recato alle Poste perché sono in possesso di un libretto postale di risparmio al portatore dell’anno 1952. Ci sono 2000 lire dell’epoca sul conto (che non sono pochi).
    Mi hanno detto che dopo 30 anni il conto è andato in prescrizione. Non ho avuto alcuna comunicazione in merito.
    Non c’è veramente più possibilità di recuperare i soldi che con tanta fatica sono stati messi da parte da mio nonno? Grazie.

    • cocco bill 11 gennaio 2010 at 17:35

      Che sia andato in prescrizione è tutto da vedere, ma obiettivamente la cosa è difficile da gestire a livello legale.

      La situazione si è poi ulteriormente complicata con questa maledetta storia dei conti dormienti.

      Quello che posso suggerire è di affidarsi ad un avvocato che accetti di sottoscrivere un patto di quota lite (almeno fino a quando sarà possibile farlo).

      Il patto di quota lite prevede la corresponsione di una somma a titolo di spese (fissa ed indipendente dall’esito) più una percentuale (concordata prima) sull’importo che si riuscirà (eventualmente) a strappare alla banca.

      In questo modo si può anche rischiare un contenzioso dall’esito incerto (si stabilisce in anticipo quanto si è disposti a perdere). E soprattutto si ha la sicurezza di affidare il caso a qualcuno che ci crede veramente e che non prospetta ottime possibilità di vittoria solo per spillare soldi al cliente.

  • anna lucia 6 gennaio 2010 at 16:03

    Ho avuto 2 libretti di c/c bancario con banco di roma, uno dal 23/12/1966 al 1968 lasciando 1.000 lire e l’altro dal 1970 al 1974 lasciando sempre 1.000 lire. vorrei sapere che importo avevano rispettivamente i 2 c/c prima della legge del 2008, tenendo conto che la banca non ha mai inviato prima, durante e sino alla data odierna nessun tipo di comunicazione per poter permettere di valutare in quale situazione mi trovo e che fare di conseguenza e infine se sono stati accreditati gli interessi di tutti gli anni.chiedo a chi rivolgersi, dichiarando che ho i libretti “incriminati”. Grazie in anticipo e distinti saluti. AnnaLucia

    • cocco bill 11 gennaio 2010 at 17:36

      Gentile Anna Lucia, il D.P.R. n. 116/07 ha specificato i criteri per individuare, nell’ambito del sistema finanziario, i conti definibili come dormienti. Rientrano in tale categoria i rapporti contrattuali (depositi di somme di denaro; depositi di strumenti finanziari) in relazione ai quali non sia stata effettuata alcuna operazione o movimentazione ad iniziativa del titolare del rapporto o di terzi da questo delegati per il periodo di tempo di 10 anni decorrenti dalla data di loro libera disponibilità.

      Come vede, purtroppo, il dispositivo di legge è molto vago e lascia (era questa l’intenzione, del resto) ampio spazio all’espropriazione forzata dei beni.

      Come fare per riappropriarsi dei beni illegittimamente espropriati?

      Sul sito web del Ministero Economia e Finanze (MEF) si legge:

      “Le Banche e gli altri Intermediari hanno provveduto ad identificare i suddetti rapporti e a comunicare i relativi dati a questo Ministero. Va precisato che la qualificazione come “dormiente” di un determinato conto non pregiudica il diritto alla restituzione al titolare: quest’ultimo potrà richiedere la restituzione delle relative somme o alla Banca o all’Intermediario presso cui risulta tale rapporto o direttamente a questo Ministero, entro il normale termine prescrizionale, nel caso i relativi importi siano già stati trasferiti dalla Banca o dall’Intermediario al relativo Fondo.

      Per consentirne la più ampia conoscibilità, secondo quanto prescritto dalla normativa di riferimento, è resa possibile la consultazione su questo sito dell’elenco dei conti considerati dormienti, come comunicati da Banche e Intermediari.”

      C’è dunque (o almeno sembra esserci) una buona notizia: i titolari (o anche i loro delegati, compresi gli eredi) di un rapporto non “risvegliato” nei termini, quindi classificato come “conto dormiente estinto”, e come tale devoluto al Fondo potranno, entro 10 anni dal trasferimento, rivendicare il diritto di credito sulle somme trasferite e rimpossessarsi così dei propri averi.

      La cattiva notizia è invece che ad oggi, il Ministero dell’Economia e delle Finanze non ha ancora definito il provvedimento attuativo che stabilisce le regole attraverso le quali gli aventi diritto potranno rivendicare le somme devolute al fondo entro i dieci anni dall’avvenuto trasferimento.

      Si dice infatti che “la qualificazione come “dormiente” di un determinato conto non pregiudica il diritto alla restituzione al titolare: quest’ultimo potrà richiedere la restituzione delle relative somme o alla Banca o all’Intermediario presso cui risulta tale rapporto o direttamente a questo Ministero, entro il normale termine prescrizionale, nel caso i relativi importi siano già stati trasferiti dalla Banca o dall’Intermediario al relativo Fondo.“

      Ma in che modo è possibile richiedere la restituzione delle relative somme? Quale la procedura da seguire? Provate ad inviare una e-mail di richiesta informazioni all’indirizzo indicato (dt.direzione4.ufficio1@tesoro.it) ed aspettate …

      Un’ultima annotazione sulle Associazioni dei consumatori.

      Le abbiamo spesso sentito starnazzare con comunicati stampa e dichiarazioni oltranziste sulle questioni più risibili.

      Ancora oggi si lamentano per la formulazione della legge sulla “class action” dove avrebbero potuto (e voluto) gestire milionarie cause collettive così come accade altrove.

      Ed io chiedo: sull’esproprio dei conti dormienti avete letto una critica al governo? Una informazione di come il malcapitato possa muoversi per rientrare in possesso del maltolto?

      Eppure riempiono i loro siti con vademecum sul come farsi assistere per risparmiare qualche euro.

      Conoscete la ragione di questo comportamento così marcatamente ed apparentemente anomalo?

      Bene. Il motivo è semplice. Il fondo di solidarietà per le vittime dei crack finanziari, alimentato dagli introiti dell’esproprio relativo ai conti dormienti, è co-gestito proprio dal governo e dalle Associazioni dei Consumatori.

      Concludendo, la situazione al momento è questa:

      [youtube=https://www.youtube.com/watch?v=cGUEmq1tLA0]

      Quello che posso suggerire è di affidarsi ad un avvocato che accetti di sottoscrivere un patto di quota lite (almeno fino a quando sarà possibile farlo).

      Il patto di quota lite prevede la corresponsione di una somma a titolo di spese (fissa ed indipendente dall’esito) più una percentuale (concordata prima) sull’importo che si riuscirà (eventualmente) a strappare alla banca.

      In questo modo si può anche rischiare un contenzioso dall’esito incerto (si stabilisce in anticipo quanto si è disposti a perdere). E soprattutto si ha la sicurezza di affidare il caso a qualcuno che ci crede veramente e che non prospetta ottime possibilità di vittoria solo per spillare soldi al cliente.

  • amedeo 21 dicembre 2009 at 22:19

    ho letto attentamente tanti messaggi,ma quello giusto per togliere il “la refurtiva” al rapinatore cosa bisogna fare ancora non l’ho letto ! aiutatemi 1
    Grazie.

    • cocco bill 21 dicembre 2009 at 22:22

      Bisogna avere un pò di pazienza. Prima o poi dal Ministero dell’Economia e delle Finanze il ministro Tremonti ci dirà cosa bisogna fare per rientrare in possesso dei soldi espropriati ai cittadini.

  • ALESSANDRO 28 novembre 2009 at 01:55

    Salve!vorrei sapere se e’ vero (questo mi e’ stato detto da un funzionario di banca) che il diritto di riscuotere le somme depositate su un libretto in questo caso al portatore si PRESCRIVE IN 25 ANNI..se cosi’ fosse non avrebbe senso la normativa sui conti dormienti per molti depositi magari riscoperti in occasioni di aperture di testamenti …e’ possibile AGIRE anche in ritardo rispetto alla scadenza di MARZO 2009?

    Grazie mille della risposta

    • c0cc0bill 28 novembre 2009 at 10:57

      Io non posso dire se ciò che afferma il funzionario di banca sia vero o falso.

      Se ha asserito che il diritto di riscuotere le somme depositate su un libretto al portatore si prescrive in 25 anni quel funzionario di banca avrà informazioni che io non ho.

      In assenza di tali informazioni, per quanto mi riguarda, un qualsiasi credito finanziario si prescrive in 10 anni.

  • Maria 16 novembre 2009 at 15:03

    Mio marito è morto a 42 anni il 4 Ottobre 2007.Dopo il contraccolpo mi sono data da fare per cercare di mettere in ordine tutto.Quando sono venuta a conoscenza che c’erano soldi investiti in fondi della CreditRas vendutigli dall’Unicredit era troppo tardi! I soldi sono infatti finiti nei fondi dello Stato. Cosa posso fare?

    • c0cc0bill 16 novembre 2009 at 15:14

      Il D.P.R. n. 116/07 ha specificato i criteri per individuare, nell’ambito del sistema finanziario, i conti definibili come dormienti. Rientrano in tale categoria i rapporti contrattuali (depositi di somme di denaro; depositi di strumenti finanziari) in relazione ai quali non sia stata effettuata alcuna operazione o movimentazione ad iniziativa del titolare del rapporto o di terzi da questo delegati per il periodo di tempo di 10 anni decorrenti dalla data di loro libera disponibilità.

      Come vede, purtroppo, il dispositivo di legge è molto vago e lascia (era questa l’intenzione, del resto) ampio spazio all’espropriazione forzata dei beni.

      Che questa sorta di esproprio proletario sia stato ordito dalla destra è la migliore esemplificazione del fatto, da sempre noto, che di fronte ai soldi non esiste alcuna ideologia.

      Come fare per riappropriarsi dei beni illegittimamente espropriati?

      Anche da questo punto di vista è evidente la volontà dello Stato di non lasciare alcuno spazio di manovra.

      Sul sito web del Ministero Economia e Finanze (MEF) si legge:

      “Il D.P.R. n. 116/07 ha specificato i criteri per individuare, nell’ambito del sistema finanziario, i conti definibili come dormienti. Rientrano in tale categoria i rapporti contrattuali (depositi di somme di denaro; depositi di strumenti finanziari) in relazione ai quali non sia stata effettuata alcuna operazione o movimentazione ad iniziativa del titolare del rapporto o di terzi da questo delegati per il periodo di tempo di 10 anni decorrenti dalla data di loro libera disponibilità.

      Le Banche e gli altri Intermediari hanno provveduto ad identificare i suddetti rapporti e a comunicare i relativi dati a questo Ministero. Va precisato che la qualificazione come “dormiente” di un determinato conto non pregiudica il diritto alla restituzione al titolare: quest’ultimo potrà richiedere la restituzione delle relative somme o alla Banca o all’Intermediario presso cui risulta tale rapporto o direttamente a questo Ministero, entro il normale termine prescrizionale, nel caso i relativi importi siano già stati trasferiti dalla Banca o dall’Intermediario al relativo Fondo.

      Per consentirne la più ampia conoscibilità, secondo quanto prescritto dalla normativa di riferimento, è resa possibile la consultazione su questo sito dell’elenco dei conti considerati dormienti, come comunicati da Banche e Intermediari.”

      C’è dunque (o almeno sembra esserci) una buona notizia: i titolari (o anche i loro delegati, compresi gli eredi) di un rapporto non “risvegliato” nei termini, quindi classificato come “conto dormiente estinto”, e come tale devoluto al Fondo potranno, entro 10 anni dal trasferimento, rivendicare il diritto di credito sulle somme trasferite e rimpossessarsi così dei propri averi.

      La cattiva notizia è invece che ad oggi, il Ministero dell’Economia e delle Finanze non ha ancora definito il provvedimento attuativo che stabilisce le regole attraverso le quali gli aventi diritto potranno rivendicare le somme devolute al fondo entro i dieci anni dall’avvenuto trasferimento.

      Si dice infatti che “la qualificazione come “dormiente” di un determinato conto non pregiudica il diritto alla restituzione al titolare: quest’ultimo potrà richiedere la restituzione delle relative somme o alla Banca o all’Intermediario presso cui risulta tale rapporto o direttamente a questo Ministero, entro il normale termine prescrizionale, nel caso i relativi importi siano già stati trasferiti dalla Banca o dall’Intermediario al relativo Fondo.“

      Ma in che modo è possibile richiedere la restituzione delle relative somme? Quale la procedura da seguire? Provate ad inviare una e-mail di richiesta informazioni all’indirizzo indicato (dt.direzione4.ufficio1@tesoro.it) ed aspettate …

      Nel frattempo può innanzitutto presentare reclamo scritto alle Poste, preannunciando ricorso all’ ABF (Arbitro Bancario Finanziario).

      Qui trova informazioni sull’ABF e qui invece i moduli da utilizzare e gli indirizzi per inoltrare ricorso.

      Oppure consulti questa guida.

      arbitro bancario finanziario - guida pratica alla risoluzione stragiudiziale delle controversie bancarie

      .

      Infine, un’ultima annotazione sulle Associazioni dei consumatori.

      Le abbiamo spesso sentito starnazzare con comunicati stampa e dichiarazioni oltranziste sulle questioni più risibili.

      Ancora oggi si lamentano per la formulazione della legge sulla “class action” dove avrebbero potuto (e voluto) gestire milionarie cause collettive così come accade altrove.

      Ed io chiedo: sull’esproprio dei conti dormienti avete letto una critica al governo? Una informazione di come il malcapitato possa muoversi per rientrare in possesso del maltolto?

      Eppure riempiono i loro siti con vademecum sul come farsi assistere per risparmiare qualche euro.

      Conoscete la ragione di questo comportamento così marcatamente ed apparentemente anomalo?

      Bene. Il motivo è semplice. Il fondo di solidarietà per le vittime dei crack finanziari, alimentato dagli introiti dell’esproprio relativo ai conti dormienti, è co-gestito proprio dal governo e dalle Associazioni dei Consumatori.

    • Luigi 18 novembre 2009 at 11:08

      Buon giorno, sono Luigi da Genova, anche a me hanno dirottato verso i depositi dormienti del Ministero i fondi che avevo acquistato presso Finanza e Futuro, per l’ammontare di 40.000 euro.
      Sto impazzendo per contattare il Ministero ma da Giugno non rispondono più al telefono e non hanno ancora attuato una procedura per il recupero.
      Chiedo aiuto, non credo di essere l’unico in questa situazione.

    • c0cc0bill 18 novembre 2009 at 14:27

      Lei non è sicuramente l’unico cittadino a cui sono stati espropriati i depositi su conto corrente ed i libretti di risparmio.

      Ma, come potrà leggere negli altri commenti le Istituzioni latitano e le associazioni dei consumatori sono state risucchiate in un conflitto di interesse grande come una casa, più evidente di quello che coinvolge il Presidente del Consiglio di cui le associazioni non perdono occasione per lamentarsi con pianti da prefiche.

      In pratica il governo ha blandito Adusbef, Aduc, Adiconsum ecc., assegnando loro la gestione del fondo per le vittime dei crack finanziari alimentato proprio con parte del ricavato dell’espropriazione dei conti dormienti.

  • gaetano 10 novembre 2009 at 17:08

    signori io ho un libretto di deposito al portatore acceso nel 1997 per cui,purtroppo,credo che ormai faccia parte dei conti dormienti.avendo letto sopra che il MEF mi ha derubato dei pochi risparmi messi da parte anni addietro per mia figlia,io povero disabile al 100%,quanti anni dovrò attendere che Tremonti possa ridarmi i miei sudati risparmi?vi ringrazio anticipatamente per la risposta

    • c0cc0bill 10 novembre 2009 at 19:18

      Sul sito web del Ministero Economia e Finanze (MEF) si legge:

      “Il D.P.R. n. 116/07 ha specificato i criteri per individuare, nell’ambito del sistema finanziario, i conti definibili come dormienti. Rientrano in tale categoria i rapporti contrattuali (depositi di somme di denaro; depositi di strumenti finanziari) in relazione ai quali non sia stata effettuata alcuna operazione o movimentazione ad iniziativa del titolare del rapporto o di terzi da questo delegati per il periodo di tempo di 10 anni decorrenti dalla data di loro libera disponibilità.

      Le Banche e gli altri Intermediari hanno provveduto ad identificare i suddetti rapporti e a comunicare i relativi dati a questo Ministero. Va precisato che la qualificazione come “dormiente” di un determinato conto non pregiudica il diritto alla restituzione al titolare: quest’ultimo potrà richiedere la restituzione delle relative somme o alla Banca o all’Intermediario presso cui risulta tale rapporto o direttamente a questo Ministero, entro il normale termine prescrizionale, nel caso i relativi importi siano già stati trasferiti dalla Banca o dall’Intermediario al relativo Fondo.

      Per consentirne la più ampia conoscibilità, secondo quanto prescritto dalla normativa di riferimento, è resa possibile la consultazione su questo sito dell’elenco dei conti considerati dormienti, come comunicati da Banche e Intermediari.”

      C’è dunque una buona notizia: i titolari (o anche i loro delegati, compresi gli eredi) di un rapporto non “risvegliato” nei termini, quindi classificato come “conto dormiente estinto”, e come tale devoluto al Fondo potranno, entro 10 anni dal trasferimento, rivendicare il diritto di credito sulle somme trasferite e rimpossessarsi così dei propri averi.

      La cattiva notizia è invece che ad oggi, il Ministero dell’Economia e delle Finanze non ha ancora definito il provvedimento attuativo che stabilisce le regole attraverso le quali gli aventi diritto potranno rivendicare le somme devolute al fondo entro i dieci anni dall’avvenuto trasferimento.

      Si dice infatti che “la qualificazione come “dormiente” di un determinato conto non pregiudica il diritto alla restituzione al titolare: quest’ultimo potrà richiedere la restituzione delle relative somme o alla Banca o all’Intermediario presso cui risulta tale rapporto o direttamente a questo Ministero, entro il normale termine prescrizionale, nel caso i relativi importi siano già stati trasferiti dalla Banca o dall’Intermediario al relativo Fondo.“

      Ma in che modo è possibile richiedere la restituzione delle relative somme? Quale la procedura da seguire? Provate ad inviare una e-mail di richiesta informazioni all’indirizzo indicato (dt.direzione4.ufficio1@tesoro.it) ed aspettate …

      Nel frattempo può innanzitutto presentare reclamo scritto alle Poste, preannunciando ricorso all’ ABF (Arbitro Bancario Finanziario).

      Qui trova informazioni sull’ABF e qui invece i moduli da utilizzare e gli indirizzi per inoltrare ricorso.

      Oppure consulti questa guida.

      arbitro bancario finanziario - guida pratica alla risoluzione stragiudiziale delle controversie bancarie

      .

  • aldo 29 ottobre 2009 at 16:05

    nel fare un trasloco è stato rinvenuto un libretto di risparmio bancario di cui ne era stata totalmente dimenticata l’esistenza. Ultimo movimento nel 1996 con saldo attivo.
    Può essere considerato dormiente questo libretto di risparmio benchè lo stesso intestatario possedesse con la stessa banca, fino a poco tempo fa, un conto corrente sul quale venivano effettuate movimentazioni regolarmente?
    L’intestatario non ricorda di aver ricevuto avvisi ed iterpellata la banca ha ottenuto solo risposte vaghe.
    Cosa dovrebbe fare per avere informazioni certe e precise circa la condizione del suo libretto di risprmio?

    • c0cc0bill 29 ottobre 2009 at 16:32

      Aspettare di vedere se il MEF rende nota la procedura (che aveva promesso) per poter richiedere indietro i soldi.

  • gaetano 1 ottobre 2009 at 02:35

    scusate ma se il governo non definisce la procedura, e sono stati trasferiti i soldi al fondo non è possibile effettuare un’ azione civilistica di tipo ordinario?

    • c0cc0bill 1 ottobre 2009 at 05:00

      Certamente. Il problema è che l’importo da recuperare molto spesso non giustifica l’onorario di un avvocato e le spese legali da affrontare.

      Poi, come ben sappiamo gli avvocati nel 99% dei casi non rilasciano fattura (o rilasciano fattura per importi parziali) e dunque non c’è nemmeno da sperare nella condanna della banca al pagamento delle spese legali.

  • gianfranco piccoli 18 settembre 2009 at 16:31

    Un tesoretto di centinaia di migliaia di euro – Dopo il 6 dicembre i soldi finiranno allo Stato – Si tratta dei libretti di risparmio delle poste «dimenticati» da 10 anni

    Quasi 1.400 libretti di risparmio postali «dimenticati» dagli altoatesini, un tesoretto di centinaia di migliaia di euro.

    E se nessuno li reclamerà entro il 6 dicembre, andranno allo Stato.

    Sono questi i numeri diffuse dalle Poste, che anche in questi giorni invitano i clienti a verificare se sono titolari di uno dei 1.345 libretti di risparmio, aperti presso le filiali postali altoatesine, che da oltre dieci anni non registrano un movimento contabile. La «dead line» è fissata per il 6 dicembre prossimo, data oltre la quale i depositi non reclamati dai legittimi proprietari finiranno nel Fondo sociale di garanzia, così come previsto dalla legge sui cosiddetti «conti dormienti».

    In tutto si tratta di alcune centinaia di migliaia di euro, un tesoretto che fa gola: quasi impossibile stabilire la ciffra esatta, considerando che gran parte del materiale risale all’epoca pre-informatica. Insomma, per fare i conti si dovrebbero spulciare i vecchi libroni cartacei.

    Normalmente – spiega l’ufficio stampa delle Poste – i libretti di risparmio «dormienti» non contengono che poche centinaia di euro. In alcuni casi si tratta di piccoli depositi lasciati a suo tempo proprio per non estinguere il libretto, ma poi finiti nel dimenticatoio. Insomma, sbadati sì, ma nessuno ha «abbandonato» cifre da capogiro.

    La situazione per i libretti di risparmio postali è più complessa rispetto, ad esempio, ai conti correnti, che permettono alle banche di risalire facilmente al titolare o ai familiari. Gran parte dei libretti, infatti, sono al portatore e non nominali e l’unico modo per identificare il titolare è sperare che riconosca il codice identificativo diffuso dalle Poste sul proprio sito.

    Non è un caso che fino ad oggi non c’è stata la fila di clienti agli sportelli per reclamare il vecchio deposito.

    La cifra di partenza – i 1.345 libretti – subirà una considerevole potatura nelle prossime settimane. I vari uffici postali della provincia, infatti, sono impegnati nella verifica di ogni singolo deposito per capire se rientrano nei casi che escludono l’estinzione.

    Non rientrano, infatti, nella categoria dei «conti dormienti» i depositi inferiori ai 100 euro, i depositi cauzionali (ad esempio quelli per gli affitti immobiliari), i libretti intestati a persone minorenni e i libretti giudiziari.

    Questi ultimi hanno una funzione cautelare: accolgono le somme derivanti da procedimenti giudiziari (pignoramenti o sequestri ad esempio) su richiesta dell’autorità giudiziaria.

    Situazione analoga per quanto riguarda i conti correnti bancari. In Alto Adige quelli «dormienti» sono circa 400, ma già nei mesi scorsi i vari istituti di credito si sono mossi per comunicare ai clienti lo stato del conto e parecchi clienti si sono presenti per incassare o per rinnovare il rapporto con la banca (è sufficiente una comunicazione scritta alla propria banca per interrompere i dieci anni previsti).

    La parte del leone, in questo caso, la fa la Raiffeisen, che raccoglie quasi un quarto di tutti i conti dormienti della provincia. Tra i titolari vi sono anche clienti nati alla fine dell’Ottocento.

    In Italia, secondo il Tesoro, sono circa un milione i conti dormienti, per una cifra complessiva che sfiora il miliardo di euro. Non proprio bruscolini.

  • Saverio 18 settembre 2009 at 08:30

    Ma se, come nel mio caso , oltre a non ricevere alcuna comunicazione per posta , non c’era nemmeno il mio nome nell’ elenco online del Mef posso rivalermi nei confronti della banca ? Anch’io come la signora sotto avevo fatto un aggiornamento dalle lire in euro nella banca dove , peraltro , riscuoto la mia pensione.

    • c0cc0bill 18 settembre 2009 at 11:23

      Signor Saverio,

      cosa dovrei rispondere alla sua domanda? E’ facile dire “può rivalersi!”.

      Ma è una possibilità solo teorica, perchè poi lei va da un avvocato e questi le chiede 500 euro solo per ascoltarla dieci minuti …

      Le banche lo sanno questo: e si comportano con arroganza ed irresponsabilità proprio in ragione delle difficoltà che incontra il singolo cliente per ottenere giustizia.

      Più realisticamente aspettiamo di vedere se almeno il MEF rende nota la procedura (che aveva promesso) per poter richiedere indietro i soldi.

  • Livia 4 settembre 2009 at 13:48

    può essere considerata movimentazione di un libretto postale la richiesta e poi il successivo passaggio effettuato dalle lire in euro?

    • c0cc0bill 4 settembre 2009 at 13:53

      Inutile tergiversare. C’è poco da fare se le Poste le hanno detto di no, classificando come dormiente il libretto.

      Bisogna pazientemente attendere che venga resa operativa la procedura per consentire di rientrare in possesso, a chi ne faccia richiesta e ne abbia titolo, dei libretti e dei conti espropriati dal ministro Tremonti e dal governo Berlusconi.

    • nesentotante 22 settembre 2009 at 06:41

      Voglio rispondere a chi dice che questo esproprio dei conti dormienti sia fatto dal Ministro Tremonti o dal Governo Berlusconi. Questa legge è stata fatta dall’FdT(vedi antica città greca) Prodi, che oltre ad aver fatto andare a gambe all’aria l’IRI, la Cirio ed altre industrie italiane, lo ha messo in quel posto anche alla povera gente e soprattutto agli anziani ignari di questa manovre o quegli emigrati che da anni non rientrano in Italia.

    • c0cc0bill 22 settembre 2009 at 06:55

      La ringrazio per queste pillole di storia.

      La legge che espropria i conti dormienti prevede la possibilità, entro il termine decennale di prescrizione, di rientrarne in possesso attraverso una richiesta al MEF.

      Ho scritto numerose e-mail all’URP del MEF ed agli Uffici competenti per ottenere indicazioni circa la procedura da seguire. Nessuno si è degnato di rispondere o almeno pubblicare sul sito una qualche notizia in merito.

      Rettifico allora e concludo, per par condicio, affermando che l’assenza di informazioni sul come rientrare in possesso dei conti espropriati da Prodi è imputabile al ministro Tremonti. Va bene così?

  • Linda 22 giugno 2009 at 17:45

    Sono figlia di emigrante, deceduto da un anno, residente in Canada, ho scoperto a giugno 2009 di avere un Libretto Postale, intestato a mio padre e sua madre, rientrante nella categoria dei libretti dormienti, nessuno mi saputo darmi una indicazione o procedura di come fare per prelevare i soldi….no comment…ma molto delusa e arrabbiata per aver fatto un viaggio a vuoto dal Canada senza sapere inoltre se potrò un giorno avere quei pochi risparmi lasciatemi da mio padre.

    • weblog admin 22 giugno 2009 at 18:08

      Il ministro Tremonti ed il MEF (Ministero Economia e Finanze) non hanno ancora reso noto le procedure da seguire per rientrare in possesso dei risparmi espropriati dal governo.

      Noi stiamo seguendo la vicenda (disgustosa ed aberrante). Appena si muoverà qualcosa e ci saranno notizie certe le pubblicheremo sicuramente.

  • Anonimo 30 maggio 2009 at 11:36

    Salve, il mio caso è veramente grottesco…ho un libretto di deposito a risparmio al portatore della cassa di risparmio ora carime/ubi banca.
    Il mio libretto è troppo vecchio per esistere sui database della banca e comunque non posso recuperare i miei soldi perchè è ritenuto come conto dormiente..
    a me è parso di capire che doveva esserci una comunicazione della banca ma questa non c’è mai stata.
    Cosa posso fare?
    il direttore della banca mi ha detto che volendo posso fare una richiesta e sperare di recuperare un 80% della somma versata 30 anni fa da mio nonno e sognarmi di vedere gli interessi maturati…
    non è per i soldi ma per il ricordo affettivo di un nonno che ha voluto fare un regalo alla propria nipotina. Se non riuscirò a recuperare il mio libretto me lo terrò vecchio per ricordo.
    Grazie per la vostra risposta

    • weblog admin 30 maggio 2009 at 15:31

      Il MEF doveva approntare una procedura per consentire agli espropriati di rientrare in possesso dei propri averi. Ancora non l’ha fatto. Ironia della sorte proprio un governo anticomunista si è reso responsabile di un esproprio (che proletario non è perchè quei soldi vanno a rimediare i guati prodotti da altri eccelsi capitalisti).

      E comunque può darsi che non si abbia più diritto agli interessi maturati da quando libretti e conti sono transitati nel fondo delle vittime dei crack finanziari (bond argentini, Tanzi Parmalat, lehman brothers ecc…). Cioè dall’anno scorso.

      Ma non riesco a comprendere come ci si debba accontentare dell’80% del capitale rinunciando ad interessi maturati per 30 anni.

      L’unica cosa certa è che proprio ai direttori di banca (servi dei banchieri e della classe politica al governo) non bisogna dare ascolto.

      Per ora le consiglio di preparare la documentazione e restare in attesa. Molte associazioni di consumatori si stanno organizzando per promuovere, su questo versante, azioni giudiziarie contro le banche (che spesso, come nel suo caso, si sono ben guardate dall’avvertire i risparmiatori come previsto dalla procedura) e contro il governo autore di esproprio che neanche Stalin ha mai commesso e che, cosa più aberrante, servirà per togliere ai poveri e dare ai ricchi.

  • vincenzo e rosa 29 maggio 2009 at 17:31

    Salve; vorrei sapere come mai una banca che ha trasferito l’importo di un certificato di deposito vincolato, definito conto dormiente al fondo delle vittime dei crac finanziari, a seguito di mia richiesta non vuole o non può comunicarmi un documento che attesta la transazione e l’entità del’importo devoluto? Ciò mi potrebbe essere utile al fine di avere una documentazione certa per dimostrare al MFE l’esproprio del mio danaro e quindi poter richiedere la restituzione del maltolto. Grazie per l’attenzione

    • weblog admin 29 maggio 2009 at 19:42

      Le banche fanno un pò come gli pare in questo paese.
      Avete certamente bisogno di un legale serio e determinato per risolvere la questione.

  • mario 3 maggio 2009 at 00:59

    novità sui libretti estinti? come richiedere i soldi al ministero?
    possibile nessuna novità ancora?
    grazie ciao

  • Elena 28 aprile 2009 at 00:18

    Buonasera,
    la banca mi ha comunicato che avevo dei libretti dormienti però un libretto l’ho smarrito la Banca mi ha dettodi fare la Denuncia ai Carabinieri del libretto e la richiesta al Tribunale per farmi autorizzare alla ritiro dei soldi;il Tribunale mi ha dato esito positivo(tutto questo è avvenuto nei tempi previsti) però a tutt’ora che siamo al 27 Aprile 2009 la Banca dice che non è autorizzata a darmi i soldi ma che deve essere lo stato che gli da questa autorizzazione.Come devo fare per riavere quei soldi?Qual’è la Legge che mi spiega in questi casi come muoversi? Se è lo stato che deve dare l’autorizzazione come devo procedere?In attesa di una risposta soddisfacente porgo i miei saluti

    • weblog admin 28 aprile 2009 at 06:08

      In effetti è così.

      Gli importi relativi a conti dormienti, non reclamati nei tempi, sono stati trasferiti, per legge, allo Stato.

      Chi, come te, non è riuscito a rientrare, nei termini previsti, in possesso dei soldi depositati nei conti dormienti può richiedere il “maltolto”.

      Ma deve farlo attraverso una procedura che, ahimé, non è stata ancora messa a punto dai tecnici del Ministero della Economia e delle Finanze.

      Appena sapremo a chi bisogna fare domanda, ed in che modo, pubblicheremo le informazioni sul Blog.

    • Elena 28 aprile 2009 at 13:21

      cercano su internet ho trovato che per risvegliare conto dormiente e nel mio caso era un libretto al portatore della Cassa di risparmio dovevo ex. fare la denuncia che come ho detto ho fatto ma in data 28 agosto 2008 che ormai i tempi erano scaduti ma c’era scritto anche questo, riporto testuali parole “Se il cliente ha più rapporti,il risveglio di uno di essi vale per tutti.”Perchè allora in questo caso la colpa non è mia dato che io ho risvegliato altri libretti al portatore ma della Banca che non conosceva bena la Legge dato che ora mi dice che questa cosa non vale per il libretto al portatore.Se ciò che ho letto vale per il mio caso mi date il nome della Legge e dove la trovo da ritornare in Banca e dire che non hanno fatto bene il loro lavoro.In risposta positiva posso rivalermi anche se i tempi sono scaduti sulla Banca o devo per forza aspettare che esca la Legge per fare domanda e riprendermi i soldi dal “Fondo dello Stato”?

    • weblog admin 28 aprile 2009 at 15:59

      Elena, un libretto al portatore è un libretto al portatore. La banca non poteva associarlo a te e quindi “risvegliarlo” in conseguenza al fatto che ne avevi già “risvegliati” altri.

      Devo dire mi sembra (e non lo faccio spesso) che la banca abbia, purtroppo, ragione.

      Comunque deve essere messo a punto dai tecnici del MEF, a breve, un regolamento che indica la procedura da seguire, per rientrare in possesso dei propri soldi, a tutti i soggetti (e sono tanti) che si trovano nelle tue stesse condizioni.

      Una cosa è certa: riavrai quanto è tuo. Con qualche fastidio in più, certo, e sarà necessario avere molta pazienza.

      Ma, almeno non è stato ancora legalizzato l’esproprio di Stato per i c/c.

  • Luca 31 marzo 2009 at 10:48

    Scusatemi, una domanda: Come è possibile reperire i soldi di una persona deceduta (essendo eredi ovviamente) depositati in Svizzera ma senza aver nulla in mano ossi nome della banca, libretto ecc.?

    • Sviss 1 aprile 2009 at 00:35

      Dipende di quali soldi si tratta se sono soldi di un conto deposito è difficile, perché le banche non forniscono informazioni, anche sapendo il nome e gli altri dati della persona. Se invece la persona ha lavorato in svizzera ci sono dei metodi.

  • mario 22 marzo 2009 at 19:42

    sapete se il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha definito il provvedimento attuativo che stabilisce le regole attraverso le quali gli aventi diritto potranno rivendicare le somme devolute al fondo entro i dieci anni dall’avvenuto traferimento?
    grazie

    • weblog admin 22 marzo 2009 at 21:32

      Non si sa ancora nullla Mario.

  • Mario 9 marzo 2009 at 20:20

    avete novità sui libretti postali e bancari estinti?
    come recuperare? entro il 31 marzo?
    come? grazie dell’aiuto

    • c0cc0bill 9 marzo 2009 at 21:13

      Nessuna novità ancora.

  • betty 13 febbraio 2009 at 15:02

    avete novità sul come richiedere i propri soldi al ministero riguardo ai conti e libretti “dormienti estinti?”
    grazie

    • c0cc0bill 13 febbraio 2009 at 18:33

      Non ancora, purtroppo

  • c0cc0bill 1 febbraio 2009 at 19:52

    Sono Salvatore proprietario del libretto:
    una precisione il libretto é rimasto all’ufficio postale, i documenti li ho portati a settembre lasciandoli insieme al libretto (non dimenticate che vivo in svizzera)… a dicembre ho chiesto se l’operazione era avvenuta così ho trovato la sorpresa… il mio libretto é sempre rimasto al direttore…
    grazie per la Vostra attenzione

    Certo Salvatore,

    in ogni caso adesso bisogna risolvere il problema.

    In queste pagine pubblicheremo certamente la procedura per rientrare in possesso dei tuoi soldi, appena essa sarà stata definita.

    Così alla prima occasione di ritorno in Italia potrai avviare la pratica.

  • c0cc0bill 1 febbraio 2009 at 18:37

    una domanda sul caso di Salvatore:
    Salvatore andando a Giugno all’ufficio postale e chiedeno di variare, giustamente, il libretto in quanto ormai cartaceo ha espresso anche la volontà a voler mantenere il rapporto con le poste, quindi ciò non può esere considerata movimentazione in quanto ha espresso una volontà? inoltre non si può rifare sul direttore? a chi rivolgersi?
    grazie

    Salvatore non aveva con sè il libretto e non ha compilato i moduli a giugno. Dunque non ha espresso la volontà a voler mantenere il rapporto, perchè l’operazione di variazione non è stata effettuata.

    Ha tentato di fare l’operazione di conversione a dicembre, ma ormai era troppo tardi!

    Rifarsi sul direttore? E come? Con una causa civile? Così passano anche i 10 anni per poter chiedere la restituzione al Fondo per le vittime dei crack finanziari, dove sono confluiti i suoi soldi.

    Eppoi tu te lo immagini il direttore che ammette che è colpa sua? Io, più realisticamente, vedo il direttore che dice: “E chi lo ha mai visto questo Salvatore ….”




Cerca