Compravendita immobiliare » Simulazione titolarità e atto scritto

In caso di compravendita immobiliare e interposizione fittizia di persona, la confessione non serve a nulla. E’ necessario, in tale fattispecie, un documento scritto.

In caso di compravendita immobiliare, la controversia tra il preteso acquirente effettivo e l’apparente compratore non può essere risolta, fatta salva l’ipotesi di smarrimento incolpevole del relativo documento, con la prova per testimoni o per presunzioni di un accordo simulatorio cui abbia aderito il venditore.

Questo, in sintesi, l’orientamento espresso dalla Corte di Cassazione con ordinanza 20857/14.

La simulazione relativa o, anche interposizione fittizia di persona, è il patto segreto, ma comunque lecito, tra due persone con cui risulta che, benché l’acquirente risulti essere uno, l’immobile sia in realtà dell’altro, poiché acquistato nell’interesse e con le sostanze di quest’ultimo.

È un modo che consente la legge di far sì che, almeno nei confronti dei terzi, un soggetto non appaia l’effettivo intestatario dell’immobile, salvo poi esserlo nella pratica.

Così, ad esempio, volendo un soggetto “A” nascondere ai suoi creditori o al fisco di essere l’acquirente di un immobile, si accorda con il venditore, affinché nell’atto di acquisto figuri un soggetto “B”.

Colui che acquista effettivamente e si impegna a pagare il prezzo è tuttavia il soggetto “A”, e tutti gli effetti del contratto ricadono su di lui.

Ma che succede se il soggetto “A”, un giorno, volesse acquistare anche formalmente la proprietà e apparire, in pubblico, come il legittimo titolare?

Insomma, come potrebbe riuscire a dimostrare l’esistenza di tale accordo segreto con il soggetto “B”?

Ebbene, da quanto si evince dalla pronuncia in esame, esiste un solo modo per fornire tale prova: un documento scritto.

Si parla, dunque, di una controdichiarazione con cui le parti si danno reciprocamente atto che, nonostante quanto appare nei pubblici registri, l’effettivo titolare del bene non è il soggetto “B”, ma quello “A”.

L’accordo, naturalmente, deve essere stato scritto e sottoscritto da entrambi i soggetti che, almeno inizialmente, hanno voluto far apparire una situazione diversa da quella effettiva.

Dunque, in tale fattispecie non valgono testimoni, presunzioni o più o meno esplicite confessioni di un soggetto per poter dimostrare la simulazione: l’unica prova valida è quella documentata e scritta.

E ciò, per la semplice ragione che l’atto scritto è indispensabile perché la compravendita sia considerata valida.

6 Ottobre 2014 · Giovanni Napoletano

Social Mailing e Feed


condividi su FB     condividi su Twitter     iscriviti alla newsletter del blog     iscriviti al feed RSS degli articoli del blog forum

Seguici su Facebook

Approfondimenti

Contratto simulato di compravendita immobiliare con interposizione fittizia - effetti per il coniuge in comunione di beni
Quando Caio vuole nascondere ai suoi creditori o al fisco di essere l'acquirente di un immobile, si accorda con Tizio, venditore, affinché nell'atto di acquisto figuri Sempronio, prestanome. Colui che acquista effettivamente e si impegna a pagare il prezzo è tuttavia Caio e tutti gli effetti del contratto ricadono su di lui. Si tratta di un contratto simulato di compravendita di immobile con interposizione fittizia di persona (Sempronio). Ora, in tema di compravendita di immobile, la prova della interposizione fittizia (che si ha, come abbiamo detto, quando la proprietà del bene viene simulatamente intestata a persona diversa dall'effettivo acquirente, con ...

Responsabilità del notaio se il bene trasferito nell'atto di compravendita è di proprietà di terzi e non di chi ha venduto
Cosa accade quando acquistato un immobile, si viene successivamente a scoprire che un bene pertinenziale (giardino dell'abitazione, ad esempio, o box auto) è, in realtà, proprietà di terzi e non di chi ha venduto? Può il notaio chiamato in giudizio dall'acquirente, al fine di far dichiarare la sua responsabilità civile per ottenere in tal modo il risarcimento dei danni subiti, giustificare l'errore adducendo che non aveva ricevuto l'incarico di effettuare le verifiche catastali ed ipotecarie? Ai quesiti hanno risposto i giudici della Corte di cassazione con la sentenza 16990/15. La sussistenza dell'obbligo per il notaio rogante di effettuare le visure ...

La proprietà esclusiva delle parti comuni di un edificio condominiale può essere provata solo dal contratto di compravendita stipulato con il costruttore
Per vincere la presunzione legale di proprietà comune delle parti dell'edificio condominiale non sono sufficienti il frazionamento, accatastamento, e la relativa trascrizione, eseguiti a domanda del venditore costruttore, della parte dell'edificio in questione, trattandosi di atto unilaterale di per sé inidoneo a sottrarre il bene alla comunione condominiale, dovendosi riconoscere tale effetto solo al contratto di compravendita. Per tutelare la proprietà di un bene classificato dal Codice civile come ricompreso fra le parti comuni del condominio, non è necessario che il Condominio dimostri la comproprietà del medesimo, essendo sufficiente, per presumerne la natura condominiale, che esso abbia l'attitudine funzionale al ...

Assistenza gratuita - Cosa sto leggendo

Richiedi assistenza gratuita o ulteriori informazioni su compravendita immobiliare » simulazione titolarità e atto scritto. Clicca qui.

Stai leggendo Compravendita immobiliare » Simulazione titolarità e atto scritto Autore Giovanni Napoletano Articolo pubblicato il giorno 6 Ottobre 2014 Ultima modifica effettuata il giorno 2 Agosto 2017 Classificato nella categoria preliminare di compravendita della casa e perfezionamento dell'acquisto Inserito nella sezione mutui per acquisto casa e affitti

Commenti e domande

Per porre una domanda sul tema trattato nell'articolo (o commentarlo) e visualizzare il form per l'inserimento, devi prima accedere. Potrai accedere velocemente come utente anonimo.

» accesso rapido anonimo (test antispam)