Debiti buoni e debiti cattivi - sfatiamo alcuni miti: il mutuo non è un debito buono

Ogni debito non strategico è un debito cattivo: sono tendenzialmente debiti cattivi tutti quei debiti non produttivi di cash flow, di ritorni economici. Mentre sono debiti buoni quei debiti finalizzati a procurarsi un ritorno positivo.

Indebitarsi per acquistare un immobile da mettere a reddito è sicuramente un debito buono se la rata dell'affitto è superiore a quella del mutuo e quindi produce un cash flow positivo, cioè entrate liquide costanti. Indebitarsi per acquistare un'auto con la quale si lavora e magari si percepisce un rimborso spese chilometrico, è ancora un debito buono. Ma vogliamo parlare del mutuo per la propria abitazione? Per decenni ci hanno fatto credere che quello è lo stereotipo del “debito buono”.

Che l'acquisto della propria casa fosse un investimento perfetto, destinato sempre a rivalutarsi nel tempo e quindi un ottimo affare. Poi nel 2008 ci siamo svegliati e, abbiamo scoperto che i prezzi delle case, come ogni altro bene, sono soggetti a oscillazioni e che di fatto la casa può valere la metà di quanto la stiamo pagando. Nel frattempo si è anche scoperto che spese straordinarie come facciate, tetto, impianti ecc. sono a carico del proprietario e che queste spese vanno sommate alla rata del mutuo. Ma non solo, la tassazione sulla casa, per quanto schizofrenica, è sempre presente e le tasse comunali sull'immobile e sulla spazzatura, che si chiamino ICI, ISI, IMU, TASI, TARSU, ecc. ci sono sempre e vanno sommate alle spese condominiali (ordinarie e straordinarie) e alla rata del mutuo. Conclusione? Mica vero che tutte queste spese sono equivalenti all'affitto mensile. E anche se lo fossero, la liquidità persa inizialmente per dare l'anticipo, mette molte famiglie nell'impossibilità di affrontare un imprevisto o sostenere anche pochi mesi senza lavoro.

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