Indice del post coltivare la fibra ecologica e sociale

Scegliamo un abito per il suo prezzo, la sua comodità, il suo stile, la sua originalità. Da un punto di vista sostenibile, vale la pena interrogarsi sul suo materiale, sull'impatto ambientale della sua fabbricazione (acqua, sostanze tossiche, energie) e sulle condizioni di lavoro degli impiegati operanti in questo mercato molto concorrenziale. Dietro una marca, spesso ci sono una miriade di sub appaltatori situati in paesi con una debole protezione sociale. Internet è un utile strumento per assicurarsi che la produzione di un articolo sportivo e la sua distribuzione rispettino le 8 convenzioni di base [ ... leggi tutto » ]

La coltivazione del cotone assorbe il 25% di pesticidi ed il10% dei concimi utilizzati nel mondo: inoltre occorrono 270 litri d'acqua per produrre un chilo di fibre. Nel 2003 un quinto dei campi sono stati coltivati con varietà geneticamente modificate: tante ragioni per fare affidamento ai marchi nel momento in cui si [ ... leggi tutto » ]

Alcuni negozi sono specializzati nel commercio equo che assicura una migliore remunerazione degli artigiani dei paesi del Sud. Vi si possono trovare gioielli, soprammobili [ ... leggi tutto » ]

In Italia è vietata l'importazione di pelli e di articoli in cuoio di coccodrillo, lucertola e serpente. Lo stesso vale per le pellicce di felini minacciati come le tigri, [ ... leggi tutto » ]

In generate è più vantaggioso comperare abiti di qualità: infatti questi si presentano meglio, sono più comodi, hanno una migliore resistenza al lavaggio e durano di più. A lungo termine spesso il loro costo non è più [ ... leggi tutto » ]

La diminuzione costante dei prezzi di alcuni capi d'abbigliamento, come per esempio le magliette e le scarpe sportive, è in gran parte dovuta alle misure di delocalizzazione introdotte dalle aziende occidentali con lo scopo di restare concorrenziali. Queste imprese si installano in regioni dove gli operai sono pagati meno e non beneficiano di alcuna protezione sociale, in particolare in Asia ed America Latina. Per contrastare questa tendenza alcune associazioni di consumatori chiedono ai produttori e ai distributori di prendere delle misure concrete per migliorare le condizioni di lavoro degli operai tessili. In particolare si vuole evitare che la loro [ ... leggi tutto » ]

Pantaloni, camicie, magliette, indumenti intimi, scarpe: troviamo il cotone in tutti i tipi di abbigliamento. Non sorprende quindi sapere che il cotone è la fibra più venduta al mondo. Ogni anno, i produttori - principalmente in Cina, Stati Uniti e India - ne coltivano più di 19 milioni di tonnellate; ciò implica un impatto ambientale notevole, in particolare per quel che riguarda l'inquinamento delle acque e del suolo: infatti La coltivazione del cotone richiede l'uso di molti pesticidi, erbicidi e fertilizzanti sintetici. Diversi pesticidi comunemente utilizzati sono stati classificati dall'Organizzazione Mondiale della Salute (OMS) come "estremamente pericolosi", specialmente per [ ... leggi tutto » ]

In Italia abbiamo la possibilità di trovare capi d'abbigliamento in cotone biologico. Ma a livello mondiale,questo cotone rappresenta solo lo 0,0390 delta produzione globale. Esistono altre fibre naturali - vegetali (Lino e canapa) o animali (lana e seta) - La cui produzione ha meno effetti collaterali sull'ambiente. Le fibre sintetiche invece sono ottenute dalla lavorazione del petrolio( nylon, poliestere, fibre tecniche), una risorsa non rinnovabile, o dal trattamento chimico della cellulosa (raion,viscosa). La maggior parte di queste fibre subiscono trattamenti fisico-chimici (lavaggio, candeggio, tintura,stampa ecc.), che costituiscono un carico ambientale e una minaccia per la salute, in particolare se [ ... leggi tutto » ]

Sfortunatamente oggigiorno non è facile seguire la moda scegliendo solo la fibra sociale ed ecologica. La scelta di questi articoli è ancora limitata e pochi negozi la commerciano. Questi vestiti perora sono l'opera di pionieri, ma potrebbero conoscere [ ... leggi tutto » ]

Sono messi a disposizione del pubblico in vari angoli della città per la raccolta di capi d'abbigliamento e scarpe usate in buono stato. Molte organizzazioni umanitarie si occupano della loro raccolta e del loro smistamento.I vestiti sono rimessi in ordine per essere distribuiti ai più bisognosi o rivenduti attraverso associazioni di cooperazione nei loro negozi di seconda mano. Questo sistema di recupero creato nel 1994 si iscrive pienamente nello spirito dello sviluppo sostenibile: diminuisce i costi per la collettività generati dall' [ ... leggi tutto » ]

19 agosto 2013 · Giovanni Napoletano

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Stai leggendo Indice del post Coltivare la fibra ecologica e sociale Autore Giovanni Napoletano Articolo pubblicato il giorno 19 agosto 2013 Ultima modifica effettuata il giorno 19 giugno 2016 Classificato nella categoria tutela consumatori - codice del consumo, vizi della cosa venduta garanzie e recesso - consumismo responsabile Inserito nella sezione tutela consumatori.

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