Codice del consumo e contratti di utenza mai richiesti - come recedere

Attivazione utenza non richiesta e codice del consumo - come recedere?

Vorrei sottoporvi un particolare caso che mi è successo: premetto che mia madre, un'anziana signora di novanta e rotti anni, abita insieme a me e alla mia famiglia.

La mattina i miei figli sono a scuola, io e mia moglie lavoriamo e lei rimane spesso sola in casa.

Qualche disonesto operatore di call center deve averla raggirata, facendole "accettare" un contratto telefonico con fastweb, naturalmente senza che io ne sapessi niente, e sicuramente senza che lei abbia nemmeno capito di cosa si trattava.

Fatto sta, che dopo qualche settimana, ci siamo visti recapitare tramite posta, la fattura, con il costo di attivazione linea ed il nuovo piano tariffario, senza tralasciare che abbiamo avuto il telefono fuori uso per un mese.

Premetto che nè io nè mia madre abbiamo firmato nulla,non ci sono state comunicazioni scritte e nessuno si è presentato alla nostra porta per comunicarci un ipotetico cambio di gestore, mai richiesto.

Adesso, io non voglio pagare, ne tantomeno ho ed avevo intenzione di cambiare gestore telefonico.

Come devo comportarmi per uscire da questo "raggiro"?

Ho il diritto di recedere?

Che cosa dice il codice del consumo in merito?

Il codice del consumo vieta l'attivazione e la fornitura di servizi non richiesti

Il suo caso non è nè il primo, nè sarà l'ultimo: capita purtroppo sempre più spesso di vedersi attivate delle forniture mai richieste di luce, gas o telefono.

Complici anche alcune campagne promozionali particolarmente “aggressive”.

Le probabilità di abboccare aumentano, in particolare, quando si è presi alla sprovvista, magari da abili venditori adeguatamente istruiti, che circuiscono persone anziane, facilmente raggirabili, come ad esempio, sua madre.

In molti casi, non viene spiegato chiaramente che ciò che ti stanno proponendo è un contratto con un nuovo operatore, anzi.

Spesso ti mettono fretta, dicendoti che “l'imperdibile offerta è quasi scaduta”, convincendoti, così, a rispondere affermativamente alle domande di una telefonata, che poi si scoprirà essere stata registrata.

Dopodichè , i consumatori trovano nella propria cassetta della posta bollette per contratti che non sono stati mai firmati.

Le tecniche di vendita più usate dai fornitori di energia e in cui il consumatore è particolarmente vulnerabile sono la vendita porta a porta, la vendita in “esterna” (per strada o con banchetti in vari punti vendita) e la vendita tramite telefono.

Comunque, Il Codice del Consumo ( Articolo 57, Cod. Cons) vieta, per come è ovvio che sia, la fornitura di servizi non richiesti.

Qualora l'utente si veda recapitare una fattura per un contratto non richiesto, dovrà contestare per iscritto (si consiglia la raccomandata a/r) la fattura al gestore, inviando il reclamo anche all'Antitrust (o, nel caso di contratti telefonici, all'AGCOM).

Le offerte a distanza, anche via cavo con operatore, sono vietate (Articolo 58, Cod. Cons.) se non sono state preventivamente autorizzate dal consumatore.

In questi casi, dunque, il cittadino non dovrà preoccuparsi delle eventuali richieste di pagamento che gli pervengano, se avrà effettuato la contestazione immediatamente.

Ma se anche, perché raggirato o distratto, dinanzi a una insistente proposta commerciale il consumatore si sia lasciato scappare il fatidico “si”, egli può sempre tornare sui propri passi.

Innanzitutto, l'azienda erogatrice del servizio deve comunque informarlo sulle condizioni contrattuali ed economiche dell'offerta, sulla qualità e natura del proponente e soprattutto sull'esistenza del diritto di recesso.

Queste informazioni devono essere fornite al consumatore anche per iscritto e, soprattutto, prima che il servizio venga attivato.

Tale adempimento invece non viene quasi mai rispettato e, l'informativa sulle condizioni contrattuali viene spesso ricevuta dall'utente diverso tempo dopo che il servizio è stato attivato. Anche questa prassi è illegittima e può essere contestata, con il recesso dal servizio medesimo.

Ricevuta la comunicazione scritta, il consumatore ha comunque sempre dieci giorni per ripensarci e annullare il contratto (cosiddetto diritto di recesso), inviando una raccomandata a/r In tal caso egli non dovrà pagare alcuna fattura.

Se invece il consumatore non ha mai ricevuto e informazioni scritte da parte dell'azienda (ivi compresa l'informativa sul diritto di recesso), egli ha 90 giorni di tempo per ripensarci, che decorrono dalla data di attivazione del servizio.

Per altre informazioni più dettagliate, può consultare la nostra guida sul Codice del Consumo, riportata al link di seguito:

Codice del Consumo

18 gennaio 2013 · Andrea Ricciardi


condividi su FB condividi su G+ condividi su Twitter iscriviti alla newsletter del blog iscriviti al feed RSS degli articoli del blog forum

Approfondimenti e integrazioni dal blog

Contratti a distanza » Nuove disposizioni per penali e costi di disattivazione
Da giugno 2014 cambieranno molte disposizioni riguardo alla normativa di applicazione sui contratti a distanza. Novità su penali, costi di disattivazione, diritto di recesso e molto altro. Vi aggiorniamo sulle principali novità in materia di contratti a distanza contenute in un decreto del Consiglio dei Ministri e che saranno operative ...
Credito al consumo e tutela del consumatore
Il consumatore ha facoltà di adempiere in via anticipata o di recedere dal contratto di credito al consumo senza penalità; non è ammesso il patto contrario.  Se il consumatore esercita la facoltà di adempimento anticipato, ha diritto a un'equa riduzione del costo complessivo del credito. In particolare, l'equa riduzione del ...
Tutela consumatori » Acquisti in stand? Non si applica la tutela prevista dal codice del consumo a beneficio di chi acquista fuori dai locali commerciali
Comprare allo stand è come comprare in negozio: per i consumatori non non si applica la tutela prevista dal codice del consumo a beneficio di chi acquista fuori dai locali commerciali. Non si applica la disciplina prevista dal d. lgs. n. 55/1992 a tutela del consumatore in caso di contratto ...
Diritto di recesso » Cosa è e quando è esercitabile?
Vorrei avere delle informazioni riguardo al diritto di recesso per un bene acquistato sul web. In pratica ho comprato in un negozio online, due giorni fa un laptop, risultato poi molto rumoroso. C’è da dire che non si tratta di un pc difettoso, ma il rumore fa parte proprio delle ...
Il recesso di pentimento dal contratto di credito - 14 giorni per esercitarlo
Il consumatore dispone di un periodo di quattordici giorni di calendario per recedere dal contratto di credito collegato all'acquisto di un bene senza dare alcuna motivazione. Tale periodo di recesso ha inizio: il giorno della conclusione del contratto di credito; il giorno in cui il consumatore riceve il prospetto con ...

Assistenza gratuita e link a ritroso

Richiedi assistenza gratuita o ulteriori informazioni su codice del consumo e contratti di utenza mai richiesti - come recedere. Clicca qui.

Stai leggendo Codice del consumo e contratti di utenza mai richiesti - come recedere Autore Andrea Ricciardi Articolo pubblicato il giorno 18 gennaio 2013 Ultima modifica effettuata il giorno 2 ottobre 2017 Classificato nella categoria consigli e tutela del debitore - domande e risposte .

Commenti e domande

Per porre una domanda sul tema trattato nell'articolo (o commentarlo) e visualizzare il form per l'inserimento, devi prima accedere cliccando questo link. Potrai utilizzare le tue credenziali social oppure accedere velocemente come utente anonimo.

Altre info

staff e collaboratori
privacy e cookie
note legali - se accedi ai contenuti dichiari di averne preso visione
contatti


Cerca